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“Le pauvre Lélian”

Paul Verlaine by Dornac (1892)Nato a Metz nel 1844, ebbe un’infanzia che lui stesso ha definito “gioiosa” (Bonheur). Coccolato e viziato da una madre troppo indulgente e da una cugina orfana, doveva trovare duro il primo contatto con le difficoltà della vita. Suo padre, un militare, andò in pensione nel 1851, e la famiglia si sistemò a Parigi.

Dopo aver compiuto dei mediocri studi secondari, Verlaine trova un impiego in Municipio. Burocrate depravato e già ubriacone, non ha perduto quella sensibilità femminea che lo destina a “una tetra serie di avvenimenti contraddittori” (Confessions).

Lettore di opere oscene, frequenta anche i poeti “artisti” e collabora al primo Parnasse. La morte di suo padre (1865) e soprattutto quella di sua cugina Elisa (1867) lo lasciano disorientato, eppure egli mette in subbuglio il vicinato picchiando sua madre nel 1869.

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CHARLES BAUDELAIRE

Leggi: Charles Baudelaire e l’assenzio: verità e leggende

 



TRISTAN CORBIERE

Ridi bravo! fa’ l’amareggiato,
fa’ la smorfia, Mefisto ’Sbeffeggiami’.
Assenzio! e il tuo labbro giù sbavato…
di’ che tutto ciò ti vien dal cuore.
(Paris, VIII)

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Di seguito alcuni manifesti pubblicitari legati all’Absinthe realizzati dall'artista italiano Leonetto Cappiello.

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In “Note Azzurre” di Carlo Dossi, pubblicato postumo nel 1912 e in versione integrale nel 1964, sono raccolte quasi seimila annotazioni scritte dell’autore. Alcune sono brevi altre più lunghe, alcune comprensibili altre meno. In alcune di queste viene menzionato l’assenzio, spesso associato al suo amico scapigliato Giuseppe Rovani.

Riporto qui di seguito tutte le annotazioni dove viene menzionato.

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Qui di seguito un elenco di canzoni in cui viene in qualche modo menzionato l'assenzio e di videoclip in cui viene raffigurato.

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Qui di seguito un elenco di dipinti in cui viene raffigurato l'Assenzio.

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Nato da una tipica famiglia borghese, agiata, politicamente lealista e religiosamente osservante, Rimbaud accettò in modo passivo un’educazione rigida e autoritaria, ma alla prima occasione la ripudiò drasticamente.

Fu infatti un bambino dagli aspetti contraddittori, e queste contraddizioni furono determinanti per il suo destino di uomo e di poeta.
La stessa tradizione famigliare in cui si pone è duplice: la madre incarna la severità e il conformismo borghese, mentre il padre era un militare affascinato dall’Africa, ebbe il gusto dell’avventura e della “libertà libera”, che lo spinse ad abbandonare moglie e figli.

Arthur era il primo della classe del collegio di Charleville, dove ha potuto “sudare d’obbedianza”, anche se “già presentendo violentemente la vela” del “battello ubriaco”, di cui ha sognato i vagabondaggi.

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Émile ZolaIl Naturalismo dei “Rougon-Macquart”

Il titanico progetto dei Rougon-Macquart, ciclo di romanzi sul modello della Comédie humaine di Balzac, è concepito nel 1868-1869 come l’ “Histoire naturelle et sociale d’une famille sous le Second Empire” e giungerà alla conclusione solo nel 1893.

Attraverso (ben) cinque generazioni di protagonisti Zola ci racconta “le ambizioni e gli appetiti di una famiglia” determinata dalle “fatalità della discendenza” e dalle “febbri dell’epoca”, “una strana epoca di follia e di vergogna”.

Nei primi romanzi del ciclo si assiste alla marcia della borghesia, malgrado le sue tare, o, forse, grazie ad esse: conquista di Plas-sans da parte di Pierre e Félicité Rougon (La fortune des Rougon); sbalorditive speculazioni di Saccard nella Parigi del barone Haussmann (La curée), e la conquista del potere (Son Eccellence Eugène Rougon).

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Di Monica Ugoccioni

Edmondo De AmicisEdmondo De Amicis nacque a Oneglia (Imperia) nel 1846. Dopo aver frequentato scuole a Cuneo e liceo a Torino, si iscrisse all’Accademia militare di Modena, convinto che la carriera militare sarebbe stato il suo futuro, in questa Italia incompiuta. Combatté a Custoza nel 1866 col grado di luogotenente, ma la delusione degli eventi si disse fu anche alla base del suo successivo abbandono. Iniziò a scrivere una raccolta di bozzetti, dal titolo La vita militare (1868), il cui successo lo incoraggiò a proseguire sulla strada della scrittura letteraria e del giornalismo, come inviato de «La Nazione» di Firenze.

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BIOGRAFIA

Alfred JarryAlfred Jarry (Laval 1873 – Parigi 1907) condusse una vita eccentrica e sregolata, identificandosi in parte con i suoi personaggi, e morì alcolizzato. E’ ricordato soprattutto per la commedia satirica Ubu re (1896) originariamente concepita come spettacolo di marionette, che colpisce la stupidità e la violenza delle convenzioni sociali attraverso la rappresentazione dell’ascesa al potere di un grottesco dittatore.

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Charles BaudelaireVisto che se ne parla (troppo?) spesso, cercherò di fare il p(s)unto su questo topic un po’ controverso e spinoso, sperando di (s)fata(re), laddove ce ne sia bisogno, alcune leggende alimentate dal giornalismo improvvisato e/o da alcuni distributori/venditori/consumatori poco competenti (sia di assenzio sia di letteratura) e/o – peggio ancora – furbescamente interessati
Anticipando le conclusioni, la bevanda preferita di Baudelaire era probabilmente il vino (a cui ha dedicato ampio spazio nei Paradisi Artificiali) inteso come (un) “mezzo di moltiplicazione dell’individualità” e/o di “vaporizzazione e centralizzazione dell’Io” – dell’assenzio, ovviamente (ovviamente per chi conosce l’opera in questione) nemmeno un riferimento.
Ne avrà parlato allora nei Fleurs du mal, giusto? altrimenti non si spiegherebbe perché la Leone vende(va) il suo “Absinthium” con una copia verde dei Fiori del male: ebbene, non lo nomina neppure lì!

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