itenfrdees

Facebook L'Académie d'Absomphe - Associazione italiana per la tutela dell'Assenzio

Twitter L'Académie d'Absomphe - Associazione italiana per la tutela dell'Assenzio

Google+ L'Académie d'Absomphe - Associazione italiana per la tutela dell'Assenzio

YouTube L'Académie d'Absomphe - Associazione italiana per la tutela dell'Assenzio

 

 

 

 

Topic-icon Absenta Escat, 1970 circa

Di più
5 Giorni 20 Ore fa #469 da Sine Lux
ASSENZIO: Absenta Escat (1970 circa)
GRADAZIONE ALCOLICA: 60%
NAZIONE: Spagna
DISTILLERIA: E. J. Escat
TIPOLOGIA: Verte

INTRODUZIONE:
Ho acquistato questa bottiglia da Alandia, dopo aver notato il loro fornito assortimento di absenta. Li guardavo uno dopo l'altro scoraggiato, leggendone i prezzi, desiderando di poterne comprare uno, ma sapendo di non potermelo permettere. Poi, dal nulla, è comparso lui: un assenzio di oltre quarant'anni ad un prezzo modico (relativamente alla sua età, s'intende). Ho esitato ancora un paio di giorni, tre al massimo, poi ho piazzato il mio ordine.
Non so molto, di questa distilleria, se non che fu fondata nel 1864 a Barcellona – come riportato sull'etichetta – e che produceva assenzio sin dai primi anni '20. E' infatti presente una recensione di Markus Hartsmar di un Escat di questo periodo.
Va detto che la ricetta è indubbiamente cambiata negli anni: lo si può facilmente evincere anche soltanto dalla gradazione, che nella bottiglia di Markus era al consueto 68%, mentre nella mia, di cinquant'anni dopo, è stata abbassata al 60%. Inoltre, a giudicare dalla recensione, l'Escat del 1920-25 sembrerebbe essere un assenzio superbo; il mio, invece, come avrò modo di scrivere, è soltanto buono.
Premetto che cercherò di rimanere il più oggettivo possibile, ma temo che in qualche passaggio farmi prendere dal romanticismo sarà pressoché inevitabile: tutti noi, credo, subiamo il fascino di un assenzio antico (preban o spagnolo che sia) e possederne una bottiglia intera è un'emozione indescrivibile. D'altra parte, forse è quasi sbagliato pretendere un'oggettività assoluta: non credo, infatti, che avrei speso la cifra che ho speso per un assenzio contemporaneo, nemmeno se fossi stato sicuro al 100% della sua qualità eccellente. Se dunque mi sento di investire in una bottiglia spagnola dalla qualità sconosciuta più denaro di quanto non ne investirei in una contemporanea, è ovvio che sia presente, in questi casi, un fascino che va almeno in parte oltre il sapore in sé, e ritengo sia giusto tenerne conto.
Non darò inoltre dei punteggi numerici, preferisco mantenere la recensione su un tono discorsivo. Credo, in linea di massima, di trovarmi bene ad usare i punti soltanto con gli assenzi commerciali contemporanei.

PRESENTAZIONE:
Bottiglione da un litro con vetro verde. Va segnalata come positiva l'etichetta classica, molto seducente, mentre come negativa il tappo in metallo.
Dal punto di vista della conservazione, come si può vedere dalle foto, non c'è male: il sigillo è intatto, l'etichetta ha soltanto un piccolo strappo in basso a sinistra e risulta ingiallita dal tempo e dall'umidità, dettaglio che però non fa che aggiungerle fascino. Il tappo in metallo, di per sé un difetto, risulta però assai comodo per l'apertura.



COLORE:
Pre-diluizione:
Purtroppo in foto non rende. Ho provato in tutti i modi a catturarlo, ma proprio non viene. E' un bellissimo feuille morte, con pronunciate note aranciate e rosate, che mi ha ricordato più il Pernod Fils preban che il Tarragona.
Post-diluizione
Vira decisamente verso il bianco, un color panna che però conserva delle evidenti sfumature rosate.

LOUCHE
Sviluppo:
Parte piuttosto rapido, le oil trails sono evidenti dalle primissime gocce, ma poi si prende il suo tempo. La nuvoletta si sviluppa regolarmente dal basso verso l'alto, senza fretta, andando a creare un top layer perfetto e bellissimo, in cui risultano particolarmente evidenti alla vista le tonalità aranciate, simile all'orizzonte di un tramonto acceso.
Consistenza:
Denso e cremoso ma senza esagerare. E' impossibile vedervi attraverso.






AROMA:
Puro:
Credo sia il vero punto debole di questo absenta: l'aroma, da puro, è davvero impercettibile. Dalla bottiglia non si sente quasi nulla, una volta versato nel bicchiere emerge soltanto l'anice stellato, e anche qui bisogna ficcarci dentro il naso.
Diluito:
Migliora nettamente, l'anice stellato lascia spazio agli altri armi, ma non arriva mai a riempire la stanza.

AL PALATO:
Profilo aromatico:
Come intuibile dall'aroma e dal louche, l'anice – verde e stellato – domina purtroppo su tutto, e credo sia impossibile dire che si tratti di un assenzio ben bilanciato. D'altra parte, mi è parso di capire che questa sia una caratteristica piuttosto comune negli absenta spagnoli, in particolar modo negli anni '60-'70. Tale difetto è evidente in particolar modo negli ultimi sorsi: se infatti all'inizio la badiana non risulta troppo invadente, lasciando spazio all'artemisia e ad altri sapori, col tempo intorpidisce la lingua, e rende difficoltoso gustare altro.
L'ho provato sia con lo zucchero che senza, preferendolo decisamente nella prima maniera: nonostante l'alta quantità di anice stellato, infatti, non si tratta di un assenzio particolarmente dolce. Non che sia amaro: anche senza zucchero si lascia bere volentieri, ma trovo che una mezza zolletta (o anche meno) ammortizi un po' l'invadenza dell'anice stellato e aiuti gli altri aromi a liberarsi, in particolare negli ultimi sorsi. Lascia inoltre emergere una nota di antico (non di barrique: dubito fortemente che l'Escat abbia avuto un affinamento in botte, e se l'ha avuto non si sente) che invece, senza zucchero, risulta molto meno presente.
Aggiungo inoltre che, nonostante questo assenzio sia godibilissimo a un livello di diluizione inferiore rispetto a molti contemporanei – l'alcol non è infatti per nulla invadente – lo si può diluire molto senza annacquarlo. Anche in questo caso, però, credo che che la sua relativa complessità sia meglio apprezzabile senza diluirlo eccessivamente.
Persistenza aromatica:
Piuttosto duratura, ma non delle migliori: dopo i primi minuti non resta altro che l'anice stellato, e si ha l'impressione di aver bevuto un pastis, piuttosto che un assenzio.

CONSIDERAZIONI FINALI:
E' senza dubbio un buon assenzio, che conserverò per le occasioni speciali, anche in virtù della sua rarità. Non è purtroppo eccellente come la versione degli anni '20, e a voler essere oggettivi ci sono diversi assenzi contemporanei più buoni di questo. D'altra parte, l'Absenta Escat ha un fascino unico, anche solo guardare quella bottiglia nel mio armadio mi dà un nonsoché che mi rende rilassato e soddisfatto. Inoltre, contrariamente a quanto mi è capitato con gli altri vintage che ho avuto modo di provare – entrambi in sample – questa volta ne possiedo un litro intero, non ho l'ansia che finisca a breve, e quando lo verso nel bicchiere posso riempire l'intera bolla senza preoccuparmi troppo.
Nel complesso, credo che all'epoca si trattasse di un assenzio di fascia media, un assenzio da tutti i giorni, adatto in particolar modo a chi apprezzava molto l'anice. Mi ha ricordato il moderno Guy e, in virtù dell'anice stellato molto presente, un altro prodotto della medesima distilleria, un non assenzio: il Pontarlier Anis.

Si prega Accedi o Crea un account a partecipare alla conversazione.

Di più
5 Giorni 20 Ore fa - 5 Giorni 20 Ore fa #470 da Sine Lux
Aggiungo in un messaggio a parte la recensione di Markus dell'Escat del 1920-1925: : www.absinthe.se/absinthe-reviews/vintage...5/absenta-escat-1925

E con essa alcune foto della mia bottiglia nel dettaglio:






Purtroppo, il forum mi impediva di inserire tutto in un unico messaggio.
Ultima modifica: 5 Giorni 20 Ore fa da Sine Lux.

Si prega Accedi o Crea un account a partecipare alla conversazione.

Di più
5 Giorni 16 Ore fa #472 da Stefano Rossoni
Tieni conto che quando Markus aveva scritto la recensione il panorama degli assenzi autentici era popolato da prodotti come il Lemercier, il Coulin e il vecchio Un Emile (che faceva ancora meno louche di quello moderno) e poco altro. Il Verte de Fougerolles ed i Jade erano abbastanza nuovi sul mercato. Di conseguenza le opinioni erano un po' sfasate rispetto ad adesso (nonostante ora siamo nella fase discendente della parabola). Quindi per quanto di sicuro l'Escat degli anni 20 non sia l'Escat degli anni 60, il periodo in cui e' stata scritta va tenuto in considerazione.

Per il resto, ottima recensione!

Si prega Accedi o Crea un account a partecipare alla conversazione.

Di più
5 Giorni 16 Ore fa #473 da Sine Lux
Grazie mille!

E sì, hai perfettamente ragione, non ho pensato al periodo in cui la recensione è stata scritta: mi sono limitato a confrontarla con quelle degli altri vintage spagnoli presenti sul sito, e ho notato che, insieme al Montana, è stato l'unico ad aver ricevuto 5 stelle su 5, quindi ho dedotto si trattasse di un assenzio formidabile o giù di lì.

Si prega Accedi o Crea un account a partecipare alla conversazione.

Tempo creazione pagina: 0.542 secondi
JSN Dome template designed by JoomlaShine.com