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LA GENESI DI UN PROGETTO AMBIZIOSO

“A mete eccelse per anguste vie”
(V. Hugo)

Absinthe L'AncienneStefano Rossoni (Conte di Ugenta sul nostro forum), è internazionalmente conosciuto per L’italienne (distribuito per un breve periodo in Italia nella versione prototipo #2 e, successivamente, in esclusiva, da LDF), e il (più recente) La Grenouillenato inizialmente per il (difficile) mercato italiano e ora regolarmente prodotto e distribuito da Martin Žufánek in Repubblica Ceca.

Se L'Italienne e il La Grenouille si distinguono dalla concorrenza per il loro carattere piuttosto particolare (chi a torto o a ragione associa l’assenzio all’anice, in questi due prodotti ritroverà piuttosto sapori mediterranei come la lavanda e il cardamomo..), L’Ancienne punta invece a realizzare un qualcosa di decisamente più ambizioso: tentare di riprodurre un assenzio vintage per il mercato contemporaneo!

Qualcuno potrebbe dire che è la stessa cosa che (già) sta facendo la Jade da diversi anni, ma in realtà non è così: la Jade tenta, con esiti altalenanti (abbastanza convincenti per quel che riguarda il 1901 pre-2007, più deludenti per i Verte Suisse – se confrontato al carattere completamente diverso dell’antico Berger..) di replicare gli assenzi pre-bando (più o meno) esattamente come si presentavano all’epoca.
Purtuttavia, chi ha avuto la possibilità di assaggiare assenzi vintage sa perfettamente che dopo 100 anni di invecchiamento (ma forse già da “giovani” in molti casi potevano dar del filo da torcere alla produzione attuale..) può cambiare (e di molto) il sapore, l’aroma, il colore, insomma, (quasi) tutto.

 

Ecco, L’Ancienne è nato con questo ambizioso traguardo in mente: tentare di riproporre il gusto e (buona parte del)l’emozione di una bottiglia vintage ultra-centenaria, a 1/50 del suo prezzo.

Qualcuno potrebbe chiedersi: perché parli di assenzio vintage in generale e non di marchi specifici? Tipo Pernod Fils, Edouard, Berger, Oxygenée, Premier Fils (tanto per stare in tema con l’Italienne)? La risposta è semplice: in questo caso non si vuole replicare nessun marchio in particolare (e se ci pensiamo sarebbe davvero una cosa abbastanza assurda: ogni bottiglia di uno stesso marchio alla fine ha una storia a sé, e sarebbe davvero presuntuoso - oltre che ridicolo - arrogarsi la paternità di un qualsiasi vintage, senza conoscere più che perfettamente tutti i procedimenti e gli ingredienti (tipologia, dosi, provenienza), per non parlare, in questo caso, dell’incognita (imprevedibilità) dell’invecchiamento.

Meglio è sembrato lasciare la cosa sul vago: volete avere un’idea di cos’è un assenzio pre-bando (in generale) da 3-6.000euro a bottiglia e non volete investire simili cifre? Ecco, L’Ancienne potrebbe fare al caso vostro. Ma procediamo con ordine.

Personalmente ero a conoscenza di questo progetto (inizialmente top secret) da circa 2 anni.

Mi piace dividerlo/semplificarlo in 3 fasi: il Prototipo, il Mysterysinthe e l’Ancienne, ma mi rendo conto che la cosa è riduttiva, visto che l’opera di affinamento è stata incessante.

 

IL PROTOTIPO
Nel maggio del 2009, l’amico e forumista Dreamweaver mi spedisce un assaggio di un non ben specificato vintage per avere un mio giudizio a riguardo. In quel periodo mi aveva già mandato alcuni assenzi storici dall’interessantissimo rapporto q/p, come il Terravill, ad esempio, e sinceramente pensavo di trovarmi di fronte a una cosa del genere. Nonappena ebbi modo di versarlo nel bicchiere mi accorsi però che il colore era troppo cristallino (il verdino ci poteva invece stare) per essere un vero vintage: sembrava davvero distillato il giorno prima! (la foto non rende giustizia alla brillantezza)


L’assaggio l’avevo trovato convincente a metà, nel senso che, è vero, in un blind testing/tasting poteva effettivamente ricordare la morbidezza e altre caratteristiche tipiche dei vintage (permettetemi di usare questo termine in generale, so bene che non ha molto senso mettere tutti i vintage sullo stesso piano..), però avevo riconosciuto anche la mano del distillatore, e mi era sembrato di ritrovare alcuni tratti in comune con il La Grenouille e (un pò meno) con L’Italienne.

Dovendo paragonarlo a un vintage mi sentivo di accostarlo in parte allo stile del già menzionato Terravill, ma durante la bevuta mi era venuto in mente anche qualche rimando al Segarra 45 (che è un contemporaneo, anche se con un carattere leggermente d’antan).

Per il resto (considerato come assenzio normale) l’avevo trovato più che gradevole. Ricordo ancora che l’unica critica (per i miei gusti) che avevo mosso a questo primo prototipo era la presenza di spezie davvero un pò eccessiva (soprattutto coriandolo): Stefano mi aveva allora fatto presente che non aveva utilizzato assolutamente né coriandolo né nessun altro tipo di spezie, ma semplicemente una classica ricetta Pontarlier style! (e ancora oggi mi chiedo se quella nota piccante fosse data dall’artemisia, dall’anice (possibile) o dal finocchio).

 

Perché ho raccontato questo aneddoto?

1) Perché le sensazioni di assaggio (per me inequivocabile, in quel caso) possono a volte portare (decisamente) fuori strada anche persone con una certa esperienza (e con questo introduco già il successivo paragrafo sul Mysterysinthe..).

2) Perché una piccola parte di quella nota piccante/pungente, anche se ridotta, riesco ancora ad avvertirla nella versione prototipo del La grenouille (in quella ufficiale è stata levigata/ammorbidita e sembra davvero sparita) e nei successivi Mysterysinthe.

Anticipo che è una questione di gusti e di gusto: Stefano sembra avere una buona tolleranza verso le note un pò piccanti (da quel che mi riferisce anche nel cibo), mentre io, al contrario, sono un pò allergico al piccante in generale e nell’assenzio in particolare (motivo per cui non amo lo stile teutonico e avevo suggerito all’amico Mistico Speziale di ridurre il quantitativo di cannella nella sua prima versione dell’Elixir).

Ma basta divagare. Torniamo in topic.

 

IL MYSTERYSYNTHE
I mesi/anni sono passati, e pensavo che il progetto del “Prototipo” fosse stato abbandonato.
Poi, un bel giorno, scopro che il mondo dell’assenzio è stato travolto dallo “scandalo internazionale” del Mysterysinthe.
Cos’è successo? è successo che Stefano non aveva abbandonato il progetto, anzi, lo aveva affinato (col senno di poi direi quasi stravolto) e aveva fatto spedire gratuitamente dei sample ad alcuni dei maggiori esperti del pianeta (gente che aveva all’attivo numerosi assaggi di veri pre-bando) dicendo loro che si trattava di un vintage.

Tutti sono caduti nella “trappola” (in senso buono, ovvio) è si sono lanciati in esaltanti recensioni in cui sostenevano che poteva trattarsi di un Pernod Fils Tarragona, o di altri vintage (ultra)centenari!
Io seguivo la cosa da spettatore e pensavo a quel colore troppo cristallino (che nel frattempo era stato corretto e che era diventato un bellissimo feuille morte a tutti gli effetti) e al gusto (anche in questo caso profondamente modificato), sicuramente abbastanza credibile ma (nella versione precedente) non da vintage tout court.

Poi il trucco è stato svelato e..apriti cielo! quelli che fino al giorno prima lodavano (idolatravano?) il Mysterysinthe e che lo avevano preso addirittura per un Pernod Fils (l’assenzio degli assenzi, il punto di riferimento assoluto!) si sono sentiti presi in giro, e al posto di riderci sopra o di imparare qualcosa dall’esperienza – come avevo fatto io quando avevo criticato l’eccesso di coriandolo.. – hanno preferito atteggiarsi a vittime di chissà quale truffa o presa in giro..

Da lì ho capito che negli anni successivi il mondo (serio) dell’assenzio avrebbe preso una brutta piega (guru e leader non all’altezza, interessi commerciali and so on) e a distanza di un paio d’anni posso dire che non mi ero sbagliato (di molto).

La ciliegina sulla torta è stato il commento di Oxygénée, riconosciuto da tutti (sottoscritto compreso) come uno dei massimi esperti mondiali, che non ha contestato il fatto (lecito) che il Mysterysinthe potesse/non potesse avvicinarsi ai migliori pre-bando (ovvero quel che mi interessava capire), ma solo il fatto che non aveva nessun senso fare un assenzio che imitasse il gusto dei vintage (= il miglior gusto in assoluto a detta di tutti!).

Tutto questo non è per far polemica con i siti/forum stranieri, anzi (La Fée Verte.net è un nostro sito-partner, mentre Oxygénée LDF è il primo distributore serio che consiglio nel nostro elenco ufficiale – più che altro ci può servire come esempio per non commettere anche noi gli stessi (o altri) errori (simili) in futuro.
La mia poi non vuole neppure essere un’assoluzione/beatificazione al comportamento di Stefano, che a rigor di logica/correttezza ha ovviamente commesso una “leggerezza”, e lui lo sa bene, ma era l’unico modo che aveva per ottenere un giudizio attendibile: se avesse subito detto che si trattava di una sua creazione, difficilmente (o forzatamente) il giudizio sarebbe stato sereno e oggettivo/imparziale.
Questo è (anche) quel che intendo per “ricerca dell’Assoluto”: il fine prima di tutto – e prima di tutti.
Ho tradotto, riassunto e commentato (come sempre le mie riflessioni sono personali e non riflettono necessariamente il punto di vista dell’Académie d’Absomphe), ma chi volesse leggersi tutta la storia dall’inizio (per farsi una sua idea) può dare un’occhiata a questo link:www.feeverte.net/forum/index.php?showtopic=5361

Io, però (dopo tutto il summenzionato tormentone) non avevo ancora avuto modo di assaggiare questa “seconda” versione, che a quanto pareva doveva essere effettivamente migliorata.

L’attesa (mi) ha (ampiamente) ripagato: in occasione del raduno italiano dell’assenzio di giugno 2010, non solo ho avuto la possibilità di assaggiare il Mysterysinthe, ma ho addirittura avuto la possibilità di confrontarlo/alternarlo con un Edouard Pernod del 1910 e con un antico Berger, sempre vintage – senza contare che avevamo a disposizione praticamente tutti i contemporanei più interessanti, a partire dalle repliche Jade di diverse annate.

La domanda che i più pratici/concreti di voi si staranno facendo è la seguente: lo hai riconosciuto, in mezzo agli altri vintage? Insomma: com’è andata la prova a confronto?
Stefano, che non è certamente uno sprovveduto, non mi ha ovviamente detto quale era il vintage e quale la replica: ha semplicemente fatto passare i bicchieri già pronti per la bevuta: L’Edouard Pernod di Couvet l’ho riconosciuto all’istante (benché lo avessi sempre bevuto con zucchero) ed è in assoluto il mio preferito insieme ai migliori Pernod Fils. Ha un carattere molto particolare e una fantastica e “spudorata” nota di barrique che me lo rendono davvero unico e riconoscibile. Col Berger (carattere più maschio e deciso) ho fatto più fatica a riconoscere il Mysterysinthe, e ancora una volta sono riuscito a individuare il vintage più che altro grazie alla nota (meno caratteristica rispetto all’Edouard) di barrique.
Cos’era cambiato rispetto al “Prototipo”? in pratica (quasi) tutto: il colore da verdino trasparente era ora un feuille morte più opaco, il gusto aveva preso un’inedita nota vagamente di “affumicato” che rimanda subito a un conteso antico, (anche) di whisky torbati/invecchiati.
Tutto era davvero credibile, anche a confronto con veri vintage.
In pratica mancava solo la nota di barrique, non indispensabile/obbligatoria, ma secondo me opportuna.

 

L’ANCIENNE

E finalmente arriviamo alla versione (semi)ufficiale per il mercato:

A fine settembre 2010 ricevo da Martin Žufánek (distillatore del S. Antoine, nonché l’esperto/distributore che sta riscrivendo – o meglio, scrivendo da zero – la storia dell’assenzio di qualità made in Praga) un sample “definitivo” di quello che di lì a poco sarebbe stato etichettato/venduto come L’Ancienne, distillato da Stefano in Repubblica Ceca, che finalmente (e con mio sommo stupore) presenta quell’inedita (nel panorama contemporaneo) nota di barrique! :-O

 

È vero che l’uso della botte non è una novità assoluta neppure ai giorni nostri (penso al Segarra e al Kirkhope Facon Ancienne), però raramente (anzi, è un caso per adesso più unico che raro) l’assenzio prende il sapore/aroma del legno della botte (nel Segarra la botte conferisce all’assenzio una nota di whisky e nel Kirkhope di grappa).

Tutto perfetto, allora? La perfezione, si sa, non appartiene e questo mondo, e io sono convinto che qualsiasi prodotto sia sempre e comunque migliorabile.

Un mio amico (ultra)fidato aveva valutato il “Prototipo” 90-95/100: oggi, a rigor di logica, dovremmo valutare l’Ancienne minimo 115-120/100, cosa che come potete capire voi stessi non ha nessuna logica.

La ricerca dell’Assoluto è una ricerca che per definizione non può mai avere fine, anche se oggi non avrei nessun dubbio a inserire l’Ancienne tra i 10 assenzi più interessanti del mercato contemporaneo.

Cosa modificherei? Tornando al punto di partenza posso dire che nelle versioni future non mi dispiacerebbe un’operazione di arrotondamento/smoothness come (già) è stata fatta per il La Grenouille prototipo>ufficiale, e magari una (leggerissima) diminuzione di quella nota “smoky”, a favore della componente (ora che si è trovato il segreto) più barricata.
In ogni caso (dopo tutta questa lunga introduzione, che solitamente concedo solo a prodotti veramente interessanti – per non dire rivoluzionari) ho davvero pochi dubbi: L’Ancienne può tranquillamente essere considerato un vintage a (quasi) tutti gli effetti.

Highly Recommended.

 

L’etichetta dell’Ancienne, vagamente ispirata, a livello di stile, a quella dello storico Dechanet:

Absinthe Dechanet

è stata disegnata da Maduva Galletti, Responsabile grafico dell’Académie d’Absomphe.

 


 

Leggi anche: Recensione de "L’Ancienne Absinthe (batch 2010)" di Marco Tonarelli


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