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Grazie alla preziosa consulenza/collaborazione di Conte di Ugenta, un po’ per gioco e un po’ per curiosità, ho/abbiamo cercato di misurare la più-o-meno esatta gradazione del bicchiere di Pernod Fils [l’assenzio più famoso e rappresentativo di tutti i tempi] raffigurato nella celebre cromolitografia di Charles Maire.

Com’è nata l’idea? 

Mentre stavo assaggiando un prototipo di assenzio artigianale, in cui non veniva ovviamente indicata la gradazione alcolica, ho pensato di provare a misurarla con un alcolimetro piuttosto rudimentale e di pubblicare l’esito della prova. 

 

Se per l’assenzio puro la misurazione era più che attendibile, una volta diluito con acqua ghiacciata (come mi ha fatto giustamente notare Stefano) i valori non erano assolutamente corretti visto che l’acqua fredda è più densa, e di conseguenza viene indicato un grado alcolico inferiore (ho constatato che possono esserci anche 5-8° di differenza).
Abbiamo così pensato di rifare la misurazione in modo un pò più serio (con temperatura liquido e ambiente sui 20°C, valore su cui vengono solitamente tarati gli alcolimetri/densimetri), però esisteva ancora un problema: quanta acqua mettere nell’assenzio?
E’ una questione molto soggettiva/personale; oltretutto, rispetto al periodo della Belle Epoque (quando l’assenzio era principalmente un aperitivo) mi sembra che oggi ci sia una certa tendenza ad allungarlo leggermente meno. Ma forse questa è solo una mia impressione.
Per avere un rapporto di diluizione storicamente attendibile (circa 4 parti d’acqua, che corrispondono a 120 ml.) ho utilizzato la replica dello storico bicchiere Pontarlier raffigurato nel dipinto (con la scusa mi sono accorto che la seconda versione più pesante di quel bicchiere è meno fedele della prima..) e ho cercato di mettere più o meno la stessa quantità d’acqua. Ovviamente non è che all’epoca milioni di persone stessero a misurare le proporzioni esatte di assenzio e acqua col misurino, pertanto credo che il mio dosaggio sia più che (storicamente) attendibile.
Sono partito mettendo 3cl di assenzio a 68° (la gradazione storica del Pernod Fils – e dell’assenzio in generale) in un bicchiere Pontarlier, riempiendo completamente la parte del bicchiere destinata all’assenzio puro.

Per avere un termine di paragone, mentre allungavo l’assenzio con acqua (goccia a goccia, rigorosamente a temperatura ambiente, per i motivi già menzionati) avevo davanti il quadro col bicchiere per cercare di rispettare la giusta proporzione (storica – siamo nel 1912) d’acqua:

NB: solo in questa foto – nella successiva è tutto OK – il bicchiere sul plasma è leggermente più largo/schiacciato, in quanto il formato dello schermo era erroneamente impostato a 16:9)
A louche terminato ho provato ad assaggiarlo: obiettivamente con l’acqua a temperatura ambiente non è un granché.

Restava però ancora un piccolo problema: aggiungendo acqua nell’alcool si crea una reazione esotermica e la soluzione si surriscalda, pertanto bisogna lasciar passare un pò di tempo (un paio d’ore in questo caso) prima che il liquido ritorni alla temperatura ambiente. Per minimizzare l’evaporazione dell’alcool ho travasato l’assenzio in un boccettino chiuso:

assicurandomi che la temperatura del locale fosse ottimale:

Ecco, adesso ho potuto finalmente iniziare la misurazione:

Alla fine di tutta la storia l’alcolimetro segnava 15°, un valore storico secondo me più che attendibile:


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