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Di Eros Garelli e Stefano Rossoni

L'Assenzio non si bruciaContrariamente a tutte le assurdità (spesso in malafede) che ancora oggi continu(iam)o a leggere sul web, il metodo flambé (o Bohemien o Bohemian o Bohemienne e chi più ne ha più ne metta) è un falso storico che nasce (nel 1994 e non nell’800) nel borgo barocco di Jindrichuv Hradec, 150km a sud di Praga (ergo non a Parigi), dall’ignoranza e dal marketing del suo inventore e distributore (rispettivamente Randomil Hill e Green Bohemia) ed è semplicemente un abominio est-etico: rovina il gusto (quando c’è ancora qualcosa da rovinare nei prodotti di scuola ispanico-praghese solitamente utilizzati per quel tipo di preparazione), i cucchiai, i bicchieri e può anche essere nocivo per la salute.

 


Chiunque venga a raccontarvi la storiella dell’assenzio flambé può soltanto essere un incompetente (se si tratta di un privato) o un venditore senza tanti scrupoli. Visto che il metodo “flambé”, reso celebre anche da film filologicamente inattendibili come Moulin Rouge e La vera storia di Jack lo squartatore, prende spesso il nome di “bohemie(/a)n(ne)”, per le summenzionate distorsioni/forzature di marketing anglo-praghese ormai ben radicate in Italia, i più superficiali lo hanno effettivamente associato agli artisti “Bohemien” francesi dell”800 (che mai si sarebbero sognati di bere assenzio flambé!) mentre si riferisce più semplicemente alla regione (est europea) della Boemia.

Tra tutte le infinite foto/immagini/pubblicità/locandine/poster/disegni/quadri/(cromo)litografie dedicate all’assenzio risalenti al periodo antecedente al bando, non vi capiterà (mai e poi mai) di trovare (neppure) una singola testimonianza di assenzio flambé - e nessun esperto o conoscitore della fata verde potrà dirvi che si tratta di un metodo di preparazione storico e/o accettabile.

 

PERCHÉ IL METODO FLAMBÉ È DA EVITARE

  • Anzitutto perché l’assenzio viene completamente rovinatoSEMPLICE LOGICA: la distillazione (attraverso cui l’assenzio è prodotto) consiste nel riscaldare la soluzione idroalcolica, in cui le erbe hanno rilasciato i loro olii essenziali, fino al punto in cui alcool e olii essenziali evaporano, e vengono poi raccolti nel condensatore. Se si porta l’assenzio ad alta temperatura dandogli fuoco cosa pensate che succeda? Esattamente la stessa cosa, con la differenza che non essendoci alcun condensatore i vapori alcolici insieme agli olii essenziali si disperderanno nell’aria, e quello che resta nel bicchiere è un miscuglio di acqua, alcool residuo, e alcuni degli olii essenziali più pesanti (che non sono di certo tra i più gradevoli).
  • Riguardo la possibilità di essere nocivo, qualunque materia che venga sottoposta a combustione produce sottoprodotti più o meno tossici e più o meno cancerogeni, sia nei fumi, sia (e ancor di più) nel residuo solido.
  • Il vetro, si sa, non reagisce bene agli sbalzi termici, di conseguenza versare acqua fredda dopo che il bicchiere ha raggiunto alta temperatura per via della fiamma può facilmente far rompere il bicchiere (con pasticcio di assenzio sul tavolo o dove il bicchiere era posizionato, possibilità di tagliarsi con il vetro scheggiato, etc.).
  • Visto che l’assenzio ha alta gradazione alcolica, la fiamma dura abbastanza da riscaldare bicchiere e cucchiaino, se non si sta attenti è facile ustionarsi.
  • Il fatto di avere alcool incendiato, unito ad una buona dose di stupidità (o ubriachezza data dai drink precedenti), può risultare in pericolose ustioni, potenziali incendi, etc. Ovviamente chiunque pensa di non essere così stupido, ma un paio di anni fa era finita sui giornali la notizia di qualche ragazzo che era finito in ospedale con gravi ustioni sul viso e braccia dopo che un rituale flambé andato male.

 

Per la corretta preparazione di un bicchiere di assenzio leggi: Rituale di preparazione.

 

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“Il massimo della stupidità si raggiunge non tanto ingannando gli altri ma sé stessi, sapendolo. Si può ingannare tutti una volta, qualcuno qualche volta, mai tutti per sempre.”
(J. F. Kennedy)

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