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Grazie alla preziosa consulenza/collaborazione di Conte di Ugenta, un po’ per gioco e un po’ per curiosità, ho/abbiamo cercato di misurare la più-o-meno esatta gradazione del bicchiere di Pernod Fils [l’assenzio più famoso e rappresentativo di tutti i tempi] raffigurato nella celebre cromolitografia di Charles Maire.

Com’è nata l’idea? 

Mentre stavo assaggiando un prototipo di assenzio artigianale, in cui non veniva ovviamente indicata la gradazione alcolica, ho pensato di provare a misurarla con un alcolimetro piuttosto rudimentale e di pubblicare l’esito della prova. 

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L’assenzio, nell'800, era fondamentalmente “verde” (nel senso di colorato), anche se i bianchi, naturalmente, sono sempre esistiti (a partire dal Pernod Fils..). Nei primi anni del ‘900, a seguito delle violente campagne antialcolismo (dove spesso l’assenzio veniva definito il “pericolo verde”), molti produttori cercarono di cambiar colore (dai bianchi ai rosa..) e di sottolineare nelle loro pubblicità l’aspetto “salutare” della bevanda (assenzi ossigenati, con ozono, senza tujone, senza alcool..).

Questo non fu però sufficiente, e di lì a poco la fata verde venne bandita quasi ovunque. In Francia sparì e lasciò il posto al pastis, il suo diretto discendente/surrogato, che non utilizza(va) artemisia absinthium (e in principio non aveva louche) e che aveva/ha una gradazione sensibilmente più bassa (dai 20 ai successivi 45°).

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Di seguito alcuni manifesti pubblicitari legati all’Absinthe realizzati dall'artista italiano Leonetto Cappiello.

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In “Note Azzurre” di Carlo Dossi, pubblicato postumo nel 1912 e in versione integrale nel 1964, sono raccolte quasi seimila annotazioni scritte dell’autore. Alcune sono brevi altre più lunghe, alcune comprensibili altre meno. In alcune di queste viene menzionato l’assenzio, spesso associato al suo amico scapigliato Giuseppe Rovani.

Riporto qui di seguito tutte le annotazioni dove viene menzionato.

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Qui di seguito un elenco di canzoni in cui viene in qualche modo menzionato l'assenzio e di videoclip in cui viene raffigurato.

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Qui di seguito un elenco di dipinti in cui viene raffigurato l'Assenzio.

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Nato da una tipica famiglia borghese, agiata, politicamente lealista e religiosamente osservante, Rimbaud accettò in modo passivo un’educazione rigida e autoritaria, ma alla prima occasione la ripudiò drasticamente.

Fu infatti un bambino dagli aspetti contraddittori, e queste contraddizioni furono determinanti per il suo destino di uomo e di poeta.
La stessa tradizione famigliare in cui si pone è duplice: la madre incarna la severità e il conformismo borghese, mentre il padre era un militare affascinato dall’Africa, ebbe il gusto dell’avventura e della “libertà libera”, che lo spinse ad abbandonare moglie e figli.

Arthur era il primo della classe del collegio di Charleville, dove ha potuto “sudare d’obbedianza”, anche se “già presentendo violentemente la vela” del “battello ubriaco”, di cui ha sognato i vagabondaggi.

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ImbonitoreIl mondo dell’assenzio, purtroppo, è un po’ una giungla: in mancanza di normative (ad eccezione per la Svizzera) che ne regolano la produzione, personaggi senza scrupoli approfittano di queste lacune e della generale ignoranza nei confronti dell’assenzio (ignoranza in senso buono, è un prodotto scomparso dal mercato per più di cento anni e la gente si è dimenticata il suo sapore, colore e caratteristiche) per spacciare come assenzio prodotti di bassa lega, che ricordano l’assenzio tanto quanto la birra ricorda il whisky. In particolare tali individui spesso e volentieri utilizzano leggende metropolitane sulle presunte proprietà psicoattive dell’assenzio (tutte baggianate che i veri esperti possono confutare facilmente con documenti storici e scientifici) per abbindolare giovani in cerca di uno “sballo legale”.

Ma tutti sappiamo bene che “non di solo pane vive l’uomo”, e di conseguenza altri cialtroni sono mossi da motivi meno venali, come il classico “farsi belli” di fronte ad amici e conoscenti. O la testardaggine nel non voler ammettere di aver preso le proverbiali lucciole per lanterne.

Come difendersi quindi? Come riconoscere questi loschi individui camuffati da esperti e sedicenti commercianti?

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IL RITORNO DI UNA LEGGENDA

Dopo un paio d’anni di assenza, siamo lieti di annunciarvi il ritorno sul nostro mercato della linea completa dei prestigiosi assenzi Jade, compreso il Lucid, l’entry level della serie.

Insieme a Pietro Gilardi, titolare della Gilardi Selezioni, abbiamo anche deciso di proporre uno sconto, a tempo indeterminato, riservato esclusivamente ai nostri iscritti, ovvero a tutti gli utenti registrati sul nostro forum.

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h.20 Degustazione assenzio a cura di Marco de l’Académie d’Absomphe - Associazione italiana per la tutela dell’assenzio + djset a cura di Museo della Decadenza

Per partecipare alla degustazione è necessaria la prenotazione a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

h.22 Mangiacassette in concerto
Chi
Mangiacassette, al secolo Lorenzo Maffucci, 30 anni tra un po’, guru della scena musicale pistoiese, animatore culturale con nevrosi/Arca Puccini/rivista “Gli Asini”, bassista dei Baby Blue.

Dove
Pistoia, provincia, campagna, stanza di sgombero, cameretta, stanza appositamente attrezzata, sala prove, appunti, liceo, università, motorino rotto.

Come
Multitraccia a otto piste, due microfoni, strumentazione canonica con variazioni, fotografie.

Quando
Tra il lusco e il brusco, per diversi anni, più e meno sporadicamente, making things since 1998.

Perché
Disco inferno, interno, materno, paterno, fraterno, rovello, depistaggio.

http://www.mangiacassette.org/

http://www.trovarobato.com/mangiacassette.html

https://www.facebook.com/mangiacassette

Presso Caffetteria Il Moderno Agliana, Piazza Gramsci 4, Agliana, PT.

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“Qualche giorno fa, per puro caso, mi sono trovato a sfogliare questo libro, che faceva bella mostra di sé su uno scaffale di un supermercato:

La curiosità mi ha spinto immediatamente a cercare le pagine dedicate all’Artemisia Absinthium e… sorpresa? Mi sono trovato a leggere che l’Artemisia era alla base di una bevanda “maledetta” prodotta in Francia nell’800 e messa fuori legge nel 1915 a causa del veleno contenuto al suo interno; il mirabile pezzo continua dicendo che ad oggi è possibile trovare una bevanda simile a quella appena citata epurata dal nominato veleno ma che ciò nonostante provoca gravi danni alla muscolatura, al cervello ed al fegato, questo a causa dell’alcool etilico utilizzato nella produzione.

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Di Eros Garelli e Stefano Rossoni

L'Assenzio non si bruciaContrariamente a tutte le assurdità (spesso in malafede) che ancora oggi continu(iam)o a leggere sul web, il metodo flambé (o Bohemien o Bohemian o Bohemienne e chi più ne ha più ne metta) è un falso storico che nasce (nel 1994 e non nell’800) nel borgo barocco di Jindrichuv Hradec, 150km a sud di Praga (ergo non a Parigi), dall’ignoranza e dal marketing del suo inventore e distributore (rispettivamente Randomil Hill e Green Bohemia) ed è semplicemente un abominio est-etico: rovina il gusto (quando c’è ancora qualcosa da rovinare nei prodotti di scuola ispanico-praghese solitamente utilizzati per quel tipo di preparazione), i cucchiai, i bicchieri e può anche essere nocivo per la salute.

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Émile ZolaIl Naturalismo dei “Rougon-Macquart”

Il titanico progetto dei Rougon-Macquart, ciclo di romanzi sul modello della Comédie humaine di Balzac, è concepito nel 1868-1869 come l’ “Histoire naturelle et sociale d’une famille sous le Second Empire” e giungerà alla conclusione solo nel 1893.

Attraverso (ben) cinque generazioni di protagonisti Zola ci racconta “le ambizioni e gli appetiti di una famiglia” determinata dalle “fatalità della discendenza” e dalle “febbri dell’epoca”, “una strana epoca di follia e di vergogna”.

Nei primi romanzi del ciclo si assiste alla marcia della borghesia, malgrado le sue tare, o, forse, grazie ad esse: conquista di Plas-sans da parte di Pierre e Félicité Rougon (La fortune des Rougon); sbalorditive speculazioni di Saccard nella Parigi del barone Haussmann (La curée), e la conquista del potere (Son Eccellence Eugène Rougon).

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