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Artemisia AbsinthiumL'Assenzio (più precisamente Assenzio maggiore) è una pianta scientificamente chiamata Artemisia absinthium. È un arbusto piuttosto comune nelle zone alpine, caratterizzato da un color verde argentato e da un sapore estremamente amaro. In erboristeria viene utiliz­zato per le sue proprietà toniche, eupeptiche, emmenagoghe, antisettiche ed aperitive; inoltre le sue spiccate proprietà vermifughe sono conosciute fin dall'antichità.

AssenzioIn italiano con il termine Assenzio si fa riferimento anche all'Absinthe, una bevanda ottenuta distillando erbe officinali tra cui Artemisia absinthium, Anice verde, Finocchio, Melissa, Coriandolo ed Issopo. L'Absinthe conobbe una diffusione eccezionale nell'800, venne chiamato "Absenta" nei paesi di lingua spagnola, "Absinth" nei paesi di lingua tede­sca, "Absinthe", ma con differente pronuncia, nei paesi anglosassoni, ed appunto "Assen­zio" in Italia. Da questo momento, quindi, parleremo dell'Assenzio facendo riferimento al distillato sopracitato.

L'Assenzio venne messo al bando in quasi tutto il mondo all'inizio del '900, e da quel momento ebbero inizio tutte le leggende che parlano della Fata verde come di una droga pericolosa, dotata di strani poteri. In realtà, l'Assenzio non ha nessun effetto stupefacente, ed i motivi che portarono al bando furono di tutt'altra natura.

 

La nascita e la diffusione
Bottiglia Assenzio Fritz Duval - Dubied Père & Fils (1850-1870)Come detto possiamo cominciare a parlare di Assenzio, riferendoci alla bevanda, dalla prima metà del diciannovesimo secolo; pur non essendoci dati incontrovertibili sulla sua nascita la leggenda vuole che sia stato inventato dal medico francese, ma residente a Couvet - nella Svizzera francese - Pierre Ordinaire, che intorno al 1792 lo presenta come medicinale adatto a curare ogni sorta di malattia, insomma il classico "tonico" dalle proprie­tà misteriose e così viene commercializzato dalle sorelle Henriod, sempre di Couvet, che avevano ricevuto la ricetta da Ordinaire.

Nel 1797 un certo Dubied acquista dalle sorelle la ricetta e con il figlio ed il genero Henry Louis Pernod apre a Couvet la prima distilleria d'Assenzio, la Dubied Père et Fils. Nel 1805 costruiscono una seconda distilleria a Pontarlier in Francia, sotto il nome di Maison Pernod Fils.

L'Assenzio comincia ad essere molto diffuso solo nella seconda metà del 1800; bar, bistrot, caffè, cabaret, non c'era luogo dove non fosse possibile bere un bicchiere d'Assenzio. La Fata verde era talmente diffusa tanto da far chiamare l'ora dell'aperitivo, che era intorno alle 17, heure verte ("l'ora verde"). 

La produzione massiva (e dalla qualità altalenante) di Assenzio aveva fatto sì che il prezzo di un bicchiere costasse generalmente molto poco, se paragonato ai prezzi di altre bevan­de. Nel 1910 in Francia si bevevano 36 milioni di litri di Assenzio.

 

I veri motivi del bando
Absinthe Prohibition in France 1915 by GantnerSuccessivamente alla rivoluzione industriale, il disagio sociale aveva raggiunto apici storici e la maggior parte delle persone cercava nell'ebbrezza dell'alcool un sollievo dalla vita miserabile che conduceva. Se da un lato gli operai, strappati dalle campagne con la promessa di un lavoro in città, bevevano per dimenticare i turni di lavoro logoranti nelle fabbriche, la povertà, e gli ambienti malsani in cui vivevano, dall'altro anche gli artisti, oppressi dal rifiuto della società borghese, emarginati e spesso bollati come perditempo, bevevano per sopportare le proprie sofferenze. Questo lo scenario nel quale si inserisce l'oblio cui l'Assenzio sarà destinato di lì a poco.

In sostanza quindi, furono tre le principali ragioni che portarono alla messa al bando dell'Assenzio: il fatto che, essendo l'alcolico più bevuto, l'Assenzio si prestava bene a diventare il capro espiatorio per colpire l'alcoolismo; il contrasto con le lobby di produttori di distillati da vino, preoccupati per le consistenti quote di mercato che avevano perso a causa dell'Assenzio e dell'epidemia di filoxera che aveva colpito i vitigni decimandoli, e sufficientemente potenti per fare pressione sul governo allo scopo di eliminare un pericolo­so concorrente; la presenza di prodotti di pessima qualità ed altamente nocivi per la salute etichettati sotto il nome di Assenzio, e largamente diffusi nella popolazione più povera grazie a prezzi molto bassi. Tutto il resto venne costruito ad arte per screditare l'Assenzio.

 

 L'Assenzio oggi, il ritorno dall'oblio
In Italia l'Assenzio non ha mai conosciuto una diffusione paragonabile a quella francese o svizzera, ed il bando venne applicato molto più tardi, nel 1939, probabilmente più per seguire una generale tendenza all'austerità che per una reale necessità. Da notare che invece continuarono ad essere perfettamente legali i Vermouth (tra cui il diffusissimo Martini o il Cinzano) che contengono Artemisia absinthium o Artemisia pontica. 

Poiché in Spagna l'Assenzio non è mai stato bandito, grazie alla normativa europea che prevede un sostanziale allineamento legislativo degli stati membri, l'Assenzio è ritornato legale in tutti i paesi dell'Unione; anche se la legge italiana che vietava l'Assenzio non è mai stata abrogata, la direttiva comunitaria prevale sulla normativa italiana.

La Comunità Europea ha imposto delle norme per la commercializzazione dell'Assenzio, che consistono nel rispetto dei valori limite di Tujone, pari a 10mg/lt per i liquori e 35mg/lt per gli amari. Poiché l'Assenzio può essere considerato a tutti gli effetti un amaro, esso potrà essere commerciato se non contiene un quantitativo di Tujone superiore a 35mg/lt. Gran parte degli assenzi d'epoca avevano Tujone che andava dai 5 ai 9 mg/lg, e solo qualcuno sfiorava i 20-30 mg/lg.
Inoltre dal 2007 l'Assenzio torna pienamente legale anche negli USA.

 

L'Assenzio di oggi e l'Assenzio di ieri
Assenzio Edouard Pernod (1905) e Assenzio Jade Esprit Edouard (2007)Uno dei tanti luoghi comuni legati all'Assenzio recita all'incirca così: "ma quello di oggi non è uguale a quello della Belle Époque", niente di più inesatto.
Gli Absinthes autentici moderni, per essere considerati tali seguono i metodi produttivi descritti nei protocolli d'epoca, quindi un assenzio autentico dev'essere prodotto per macerazione in alcool (meglio se di vino) dei semi e delle piante che abbiamo già citato e colora­to per infusione. Non deve contenere nessun additivo o colorante né tanto meno zucchero. Anche il quantitativo di Tujone, che comunque non ha nessuna correlazione con il gusto finale o la qualità del prodotto, è in linea con quello degli assenzi d'epoca e a dimostrazione di ciò esistono numerose analisi eseguite su Assenzio proveniente da antiche bottiglie pre-bando.

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