La città di Pontarlier e l'associazione svizzera Pays de l'Absinthe preparano un nuovo progetto transfrontaliero nell'ambito del programma Interreg. L'obiettivo è rafforzare la Route de l’Absinthe e gettare le basi per una futura Maison de l'Absinthe (un Museo dell'Assenzio) anche nella storica capitale francese del distillato.
L'assenzio torna al centro di un progetto di cooperazione tra Francia e Svizzera. A fine ottobre 2026, la città di Pontarlier e l'associazione svizzera Pays de l'Absinthe hanno avviato una nuova iniziativa denominata «Destination Absinthe», destinata a rafforzare la promozione turistica e culturale del territorio legato alla Fata Verde, sui due versanti del massiccio del Giura.
La notizia, riportatada L’Est Républicain e da Hebdo25, riguarda un progetto presentato nell'ambito del programma europeo Interreg France-Suisse 2021-2027. Tra gli obiettivi figura anche uno studio di fattibilità per una possibile "Maison de l'Absinthe" a Pontarlier, destinata ad affiancare la struttura già esistente a Môtiers, nel Canton Neuchâtel.
Non si tratta ancora della realizzazione di un nuovo museo: il progetto attualmente in preparazione riguarda soprattutto il coordinamento della destinazione turistica, la sua promozione e la valutazione di nuove iniziative.
Dalla Route de l'Absinthe a una destinazione transfrontaliera
Il progetto si inserisce nel percorso avviato con la creazione della Route de l’Absinthe, inaugurata nel 2009 attraverso una prima collaborazione franco-svizzera.
L'itinerario collega Pontarlier e il territorio dell’Haut-Doubs alla Val-de-Travers, riconosciuto come culla storica dell'assenzio. Due aree geograficamente vicine, ma appartenenti a Stati diversi, la cui storia è profondamente intrecciata con quella del distillato.
Alla fine del '700, nella Val-de-Travers, si sviluppò la produzione dell'assenzio; e dal 1805 Pontarlier divenne uno dei principali centri produttivi francesi, fino a essere identificata come la capitale dell'assenzio. Nel 1900 la città francese contava 25 distillerie e 111 bistrot, in una popolazione di circa 8.000 abitanti.
Il divieto di produzione e commercializzazione dell'assenzio, introdotto in Svizzera nel 1910 e in Francia nel 1915, non cancellò questo legame. Al contrario, la produzione clandestina svizzera e la memoria della Fata Verde contribuirono ad alimentarne il mito. La successiva reintroduzione legale dell’assenzio nei due Paesi ha consentito di recuperare gradualmente un patrimonio che comprende storia industriale, cultura popolare, tradizioni di distillazione e paesaggio.
La Route de l'Absinthe riunisce oggi, nella propria visione, distillerie, musei, luoghi storici, coltivazioni di assenzio, artigiani, ristoranti, strutture ricettive e altre realtà legate a questo patrimonio. Non è quindi soltanto un itinerario da percorrere, ma una rete di soggetti che contribuiscono a raccontare e mantenere viva la storia dell’assenzio.
Con «Destination Absinthe» si vorrebbe compiere un ulteriore passo: trasformare questa rete in una destinazione turistica transfrontaliera più riconoscibile, coordinata e attrattiva.
Pontarlier e Môtiers: due luoghi, due prospettive
Il progetto riconosce il ruolo complementare dei due territori.
Da una parte, la Val-de-Travers dispone già di una struttura culturale consolidata intorno all'assenzio, con la Maison de l'Absinthe di Môtiers, il museo dell'assenzio inaugurato nel 2014 (qui un video tratto da una mia visita), e una rete di produttori e iniziative locali. Dall'altra, Pontarlier sta vivendo una nuova fase di valorizzazione della propria identità storica, sostenuta da nuovi protagonisti e da una precisa volontà politica.
La creazione di una Maison de l'Absinthe a Pontarlier era una promessa elettorale della nuova amministrazione guidata da Patrick Comte, sindaco di Pontarlier. L'idea è quella di realizzare una struttura che possa essere l'«alter ego» di quella svizzera, con contenuti e proposte differenti, anziché una semplice replica.
Il tema richiede anche una certa attenzione nella comunicazione. Secondo quanto riportato da L’Est Républicain, l'annuncio estivo di una seconda struttura con lo stesso nome, «Maison de l’Absinthe», aveva suscitato qualche perplessità da parte di Raphaël Gasser, direttore del museo che si trova a Môtiers. Una questione che evidenzia l’importanza di definire bene le identità delle due realtà e il modo in cui verranno presentate ai visitatori.
La prospettiva più interessante è infatti quella di una collaborazione nella quale ciascuna sede valorizzi la propria storia, contribuendo a un racconto comune.
I finanziamenti europei e le prossime tappe
Il 19 ottobre 2026, il progetto è stato presentato al consiglio comunale di Pontarlier. Il pre-progetto è stato dichiarato ammissibile, ma questo passaggio non equivale all'approvazione definitiva del finanziamento.
La candidatura definitiva doveva essere presentata entro il 6 novembre 2026, mentre l'esito è atteso nel corso del 2027.
Per la parte francese, il budget previsto ammonta a 221.266,04 euro. Di questa cifra, 177.012,83 euro sono richiesti al Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR/FEDER), corrispondenti all'80% del totale. Sono inoltre valorizzati 34.050,80 euro in costi del personale della collettività. La partecipazione finanziaria diretta prevista per la Ville de Pontarlier è di 10.000 euro complessivi per il biennio 2027-2028. Per la componente svizzera, il contributo europeo è soggetto a un limite del 50%, secondo quanto riferito nell'articolo.
La discussione in consiglio comunale ha fatto emergere anche una questione concreta: come garantire la sostenibilità delle iniziative una volta terminati i finanziamenti europei. Un consigliere di minoranza ha espresso riserve proprio sui futuri costi di personale e di funzionamento. Il progetto è stato comunque approvato a maggioranza, con un'astensione.
Questa prima fase dovrebbe consentire di preparare meglio la successiva. L'amministrazione di Pontarlier guarda infatti al programma europeo 2028-2034 e, se il percorso procederà secondo le attese, nel 2028 potrebbe presentare una candidatura specifica per la Maison de l'Absinthe e le attività collegate.
La nuova struttura, dunque, è ancora un progetto da definire: restano da studiare la fattibilità, il posizionamento e le modalità con cui integrarla nella rete esistente.
Fare fronte comune per il futuro dell'assenzio
Come associazione culturale e comunità italiana di appassionati di assenzio, da anni impegnata nella divulgazione e nella tutela della sua cultura, guardiamo con favore a questa nuova iniziativa di cooperazione tra Francia e Svizzera. La storia della Fata Verde non conosce confini nazionali e crediamo che la collaborazione sia molto più proficua di qualsiasi forma di rivalità.
Una Maison de l'Absinthe a Pontarlier potrebbe rappresentare un'importante opportunità, soprattutto se complementare a quella di Môtiers, valorizzando le peculiarità storiche dei due territori. Altrettanto importante sarà avvicinare le nuove generazioni all'assenzio attraverso una comunicazione più attuale, capace di superare gli stereotipi e di raggiungere un pubblico più ampio. Anche manifestazioni come le Absinthiades di Pontarlier potrebbero beneficiare di una promozione più efficace e strutturata.
C'è poi una sfida commerciale: Pontarlier e Val-de-Travers concentrano numerosi produttori di grande valore, eppure molti assenzi realizzati secondo la tradizione restano difficili da reperire nel resto d'Europa, dove la grande distribuzione è spesso dominata da prodotti che non ne rispettano necessariamente le caratteristiche storiche e produttive. Una maggiore collaborazione potrebbe dare visibilità internazionale alle distillerie e rendere gli assenzi tradizionali più conosciuti e accessibili.
Auspichiamo quindi che «Destination Absinthe» diventi qualcosa di più di un progetto turistico: un'occasione per rafforzare la collaborazione tra produttori, istituzioni culturali, musei e associazioni.
Una destinazione ben organizzata potrebbe inoltre valorizzare le peculiarità delle diverse tradizioni locali, rendendole più accessibili al pubblico senza appiattirle in un'unica narrazione commerciale. Un modello di collaborazione che, perché no, potrebbe in futuro essere esteso anche all'Italia, coinvolgendo altri territori e realtà legati alla cultura dell'assenzio
Come comunità italiana siamo pronti a sostenere questo percorso, auspicando che possa aprire la strada anche a future iniziative italo-franco-svizzere. La Fata Verde ha attraversato confini, divieti e generazioni: il suo futuro sarà tanto più promettente quanto più sapremo collaborare per custodirne e valorizzarne la tradizione.
Fonti
