In questo articolo vogliamo chiarire perché la bevanda denominata "Assenzio", insieme alla versione "Assenzio Puro Extra forte", prodotta dall'azienda Distilleria Pascale di Napoli NON HA NULLA A CHE FARE con il noto Assenzio franco-svizzero molto popolare nell'Ottocento.
Chiariamo anche perché gran parte delle informazioni riportate nella promozione del loro prodotto sono storicamente e tecnicamente errate.
Perché questo fact-checking è necessario
Nel mercato attuale è frequente imbattersi in prodotti che utilizzano il termine "assenzio" in modo molto ampio, spesso richiamando l'immaginario ottocentesco dei café parigini e degli artisti della Belle Époque. È altrettanto comune che a questa denominazione vengano associate pratiche, effetti e rituali completamente inventati, e che non trovano alcun riscontro nella documentazione storica.
Come associazione culturale che da decenni studia e divulga la storia dell'assenzio basandosi su fonti primarie, ricerche archivistiche e manuali tecnici del XIX secolo, abbiamo ritenuto opportuno analizzare pubblicamente alcune affermazioni relative al prodotto commercializzato come "Assenzio italiano" dall'azienda Distilleria Pascale di Napoli.
Il punto centrale è semplice:
1) il prodotto da loro denominato "Assenzio" dell'azienda Distilleria Pascale è dichiaratamente un infuso di artemisia (e altre erbe) con zucchero aggiunto.
2) L'Assenzio storico dell'Ottocento - quello diffuso in tutta Europa e consumato da milioni di persone - era, invece, un distillato ottenuto tramite precise tecniche di distillazione in alambicco. Inoltre veniva utilizzato un dosaggio specifico di erbe aromatiche, tra cui artemisia, anice verde e finocchio (non presenti nella bevanda di Pascale), e senza zucchero in bottiglia.
Si tratta di due categorie di prodotto totalmente differenti!
Sarebbe come immergere bacche di ginepro in alcol e chiamare il risultato "London Gin": stesso ingrediente, ma processi produttivi, ricetta completa e risultati completamente diversi.
Il tema centrale non è la qualità del prodotto, ma il modo in cui viene presentato. La Distilleria Pascale lo descrive come realizzato secondo una presunta "ricetta originale" e sostiene di essere "l'unica al mondo" a produrlo in quella forma, accompagnando queste affermazioni con una serie di dichiarazioni storiche e scientifiche sull'assenzio che sono documentalmente errate.
l'assurda descrizione del liquore di Pascale
Differenza tra pianta e la bevanda storica
Per chi non ha chiara la differenza: l'artemisia (nome scientifico della pianta comunemente chiamata "assenzio") è una pianta benefica che da millenni è utilizzata in erboristeria e nella preparazione di rimedi di varie forme, impiegati per curare diversi disturbi. In passato, questi preparati venivano talvolta chiamati genericamente "assenzio".
L'artemisia è contenuta anche in tantissimi liquori e amari, anche di originale antica (Montenegro, Lucano, Fernet-Branca) nonché nei vermouth.
Ma per "Assenzio" o, meglio, "Absinthe" (se detto in francese) - la celebre bevanda franco-svizzera diffusa e consumata nell'Ottocento - si intende soprattutto il noto distillato, prodotto attraverso la maestria dei distillatori che lavorano con gli alambicchi e mediante un preciso dosaggio di varie erbe aromatiche, tra cui artemisia absinthium (assenzio maggiore), anice verde e finocchio.
Questo distillato nacque alla fine del Settecento in Val-de-Travers (Svizzera) e si diffuse in tutta la Francia e nel resto d'Europa durante l'Ottocento, fino al bando del 1915, per poi tornare pienamente legale negli anni 2000.

Pascale produce un infuso non lo storico Assenzio distillato
Premessa importante: La Distilleria Pascale è un'azienda napoletana con una storia nella produzione di liquori e amari, sicuramente rispettabile nel suo campo. Questo articolo non mette in discussione la qualità generale dei loro prodotti, ma si concentra esclusivamente sulle affermazioni storiche e tecniche relative al loro "assenzio", quando questo viene promosso sul loro sito o nelle interviste, che risultano essere documentalmente errate.
È necessario ricordare che:
Gli infusi a base di artemisia - presenti da millenni nella tradizione erboristica come rimedi officinali - non hanno legame diretto con il distillato chiamato "Absinthe", nato e sviluppatosi tra XVIII e XIX secolo come bevanda alcolica ricreativa. Pur avendo una pianta in comune tra gli ingredienti, si tratta di due categorie completamente diverse per storia, tecnica produttiva, finalità d'uso e profilo organolettico.
Inoltre:
- La figura del medico Pierre Ordinaire (declamata da Pascale con una serie di imprecisioni) è oggi considerata in larga parte leggendaria: preparazioni a base di artemisia erano già diffuse nella regione di Neuchâtel prima della sua presunta ricetta.
- L'accostamento del prodotto Pascale agli artisti e ai rituali dell'Ottocento può risultare ambiguo, poiché tali figure consumavano Absinthe distillato, non infusi.
- Alcune affermazioni divulgate dal produttore (laudano, metodo flambé, tujone e altre), sono vecchie fake-news plurismentite, che non trovano riscontro nelle fonti storiche o scientifiche.
Una recente intervista video al sig. Pascale ha fatto emergere con particolare evidenza quanto la disinformazione sull'assenzio sia ancora diffusa, anche tra i produttori di bevande.
Analizziamo punto per punto cosa viene dichiarato e cosa dicono invece i fatti storici e scientifici.
Cosa dichiara la Distilleria Pascale
Sul sito ufficiale e nello store online, il produttore presenta il proprio "Assenzio" con affermazioni specifiche. Dalla descrizione del prodotto emerge che, secondo loro, si tratterebbe del "Primo ed unico originale" assenzio, prodotto con la "ricetta originale di Pierre Ordinaire", e che la Distilleria Pascale sarebbe "l'unica al mondo" a produrre l'assenzio con questa ricetta, mantenendolo come "liquore medicale".
In una recente intervista video emergono, inoltre, anche ulteriori affermazioni su preparazione col fuoco, presunti effetti allucinogeni, aggiunta di laudano e altre dichiarazioni che analizzeremo.
1. "L'unico prodotto con la ricetta originale": IMPRECISO E FUORVIANTE
Il produttore sostiene che il proprio liquore sarebbe "l'unico al mondo con la ricetta originale" che "Pierre Ordinaire sarebbe il creatore dell'assenzio" e viene associato ad artisti e poeti dell'Ottocento.
Verifica dei fatti: lo stesso produttore, però, specifica altrove che il suo è un infuso di artemisia in alcol, addizionato con zucchero al 2%: “Lo produciamo con ricetta ad infusione in alcool puro a 98° con un infuso di 21 erbe”.
Perché è un'affermazione fuorviante:
In molti vecchi manuali liquoristici italiani compaiono preparazioni erboristiche a base di artemisia chiamate genericamente "assenzio". Ma tali ricette non hanno nulla a che fare con l'Absinthe storico franco-svizzero dell'Ottocento, che era sempre e invariabilmente un distillato: macerazione delle erbe → distillazione in alambicco → eventuale colorazione naturale → imbottigliamento senza zucchero.
La differenza tra infuso e distillato è sostanziale, tecnica e culturale: sarebbe come mettere in infusione dell'orzo in alcol e chiamarlo "whisky".
Fatto storico fondamentale: nel XIX secolo esistevano migliaia di distillerie di assenzio - in Francia, Svizzera e in altri Paesi - che documentano procedure, ricette e standard produttivi. L'Absinthe non fu "inventato" da Pierre Ordinaire: gli studi storici più recenti hanno mostrato che preparazioni simili erano già diffuse nella regione di Neuchâtel prima della sua figura. E si trattava comunque di distillati, non di infusi come quello prodotto da Pascale.
L'aggiunta di zucchero rende inoltre il prodotto della Distilleria Pascale incompatibile, per definizione, con l'Absinthe storico, che in bottiglia era sempre senza zucchero. Lo zucchero veniva eventualmente aggiunto solo nel bicchiere, durante il rituale.
Sull'affermazione di essere "l'unico": è ambigua, perché si riferisce ad una sua ricetta. Ma esistono tantissimi liquori ed infusi a base di pianta di assenzio (praticamente quasi tutti gli amari in commercio), che evitano paragoni con l'Assenzio (distillato), perché, appunto, si tratta di due categorie completamente diverse tra loro.
E, soprattutto, esistono decine di distillerie - storiche e contemporanee - che producono autentico assenzio distillato seguendo ricette e protocolli dell'epoca, alcune ancora con gli alambicchi originali dell'Ottocento.
Diverse si trovano anche in Italia. A titolo di esempio, basterebbe menzionare "Pierre - Absinthes des Origines", l'assenzio italiano autentico basato su vere antiche ricette di oltre due secoli fa, le primissime conosciute. Ed, ovviamente, è ottenuto per distillazione come previsto dai protocolli d'epoca. Ne avevamo parlato in questo articolo e in questo video.
Oppure l'assenzio autentico francese che pure si basa sulle primissime ricette, l'"Absinthe Roquette 1797" della Distillerie Emile Pernot: la più antica distilleria di assenzio rimasta attiva dal 1889 a pochi passi da Pontarlier, la città che nell'Ottocento ospitava le più importanti distillerie di assenzio al mondo e che oggi continua a riprodurre antichi marchi storici in modo artigianale, esattamente come un tempo.
Per chi desidera orientarsi, rimandiamo anche alla nostra pagina: Elenco marche di Assenzio autentico dove sono elencate tutte le distillerie di assenzio autentico attualmente attive.
In sintesi: il prodotto della Distilleria Pascale è un liquore aromatizzato all'artemisia, tipologia presente in molte tradizioni regionali. Ma non è l’Assenzio franco-svizzero storico distillato, né può essere definito "ricetta originale" se si cerca di far intendere che si riferice all'absinthe più noto e diffuso nell'800.
2. I falsi miti scientifici e storici
Nell'intervista emergono una serie di affermazioni scientificamente e storicamente false:
"Nell'assenzio venivano aggiunti oppio, laudano o foglie di coca"
FALSO. Non esistono fonti ottocentesche che attestino l'aggiunta di oppio o laudano all'assenzio. È una fake news nata negli anni '90 e alimentata da film moderni storicamente inattendibili come "From Hell" (2001). Le "foglie di coca" sono un'invenzione totale senza alcun precedente storico.
"Il tujone avrebbe effetti allucinogeni"
FALSO. La letteratura scientifica moderna (Padosch et al., 2006; Hold et al., 2000) indica che il tujone non è un allucinogeno. Gli assenzi storici presentavano livelli medi di tujone (25 mg/L) perfettamente compatibili con i limiti odierni (35 mg/L UE).
"L'ossido di rame rendeva l'assenzio allucinogeno"
FALSO. L'ossido di rame era presente solo in alcuni prodotti di bassa qualità destinati alla popolazione più povera, e veniva usato impropriamente per stabilizzare il colore. Ha effetti tossici ma non psicoattivi. Le rinomate distillerie francesi, che distribuivano milioni di bottiglie in tutto il mondo, non hanno mai aggiunto ingredienti nocivi.
"I giovani venivano "storditi con l'assenzio e imbarcati sulle navi"
FALSO. La storia dei marinai "shanghaied" (rapiti e imbarcati a forza) esisteva realmente, ma non aveva alcun legame specifico con l'assenzio.
In sintesi: Nessuna di queste affermazioni è supportata da documentazione storica o evidenze scientifiche.
3. Il metodo flambé come "storico": FALSO!
Sul sito ufficiale dell'azienda sono riportate informazioni non veritiere riguardo la preparazione dell'assenzio con il fuoco.

Dichiarazione nell'intervista: "Vi faccio vedere come si fa l'assenzio alla bohémien, come lo bevevano i poeti maledetti, come lo beveva Toulouse-Lautrec e Baudelaire [...] la legenda racconta che fu inventato dal grande artista Henri Toulouse Lautrec"
Nel video poi procedere bruciando la zolletta di zucchero, nonché agitando "l'assenzio" nello shaker da cocktail(!).
Fatto storico: Nessun manuale, nessun trattato tecnico, nessuna iconografia ottocentesca (incluse opere di Lautrec, Degas, Manet) mostra l'uso del fuoco nella preparazione dell'assenzio.
La procedura di preparazione storica è semplice: acqua fredda versata lentamente sul bicchiere di assenzio, con o senza zolletta di zucchero.
L'uso della fiamma nell'assenzio è stato inventato intorno al 1994 in Repubblica Ceca da venditori di assenzio surrogato. Non ha alcun legame con il XIX secolo.
Conseguenze del flambé: brucia l'alcol, distrugge le aromatiche, caramella lo zucchero (procura un sapore bruciacchiato), è pericoloso per ustioni e vetri infranti.

Per approfondire: Assenzio flambé: facciamo chiarezza su questo abominio
La risposta del produttore: involontarie conferme delle criticità
Dopo i nostri commenti di fact-checking al video, Pascale ha risposto confermando involontariamente i nostri punti:
Sul metodo produttivo: Ammette che Pernod produceva "per distillazione" mentre loro fanno "infusione". Esattamente ciò che sosteniamo. Proprio "Pernod Fils" (che lui cita) fu la prima distilleria di assenzio Francese (1805), che divenne la più popolare e diffusa in tutto il mondo fino al bando del 1915.
Ma allora perché associarlo a storie di artisti e poeti, tra l'altro mistificate?
Poi si auto-paragona a "King of Spirits", un moderno absinth della Repubblica Ceca, notoriamente uno dei prodotti più criticati nella comunità internazionale, considerato dagli esperti l'esempio perfetto di "assenzio surrogato", ovvero non conforme alla tradizione storica di qualità.
Sul flambé: Usa l'espressione "la legenda racconta" - non "fonti storiche attestano". Una leggenda non è storia, è una narrazione non verificata. E in questo caso, moderna e falsa.
Cosa contiene davvero la bottiglia?
Basandoci sulle informazioni del produttore, l'"Assenzio italiano" dell'azienda Distilleria Pascale:
- infuso di artemisia e altre erbe.
- NON è frutto di distillazione.
- aggiunta di zucchero al 2%.
- non è specificata la presenza degli ingredienti principali di ogni assenzio di qualità dell'epoca (la holy trinity): artemisia absinthium, anice verde e finocchio.
Quindi esattamente tutto il contrario delle caratteristiche basilari dei più importanti assenzi antichi o delle fedeli riproduzioni moderne.
Purtroppo, in assenza di un disciplinare italiano o europeo specifico (fanno eccezione Svizzera e Pontarlier), la denominazione "assenzio" non è regolamentata in modo stringente. Questo permette margini ampi nella definizione commerciale, ma non modifica ciò che documentano le fonti storiche.
È uguale all'assenzio storico e famoso tra poeti e artisti? Decisamente no!
Il problema: comunicazione fuorviante
Il problema centrale non risiede nel prodotto in sé, ma nelle narrazioni che lo accompagnano:
- Affermazioni storiche false - Attribuirgli caratteristiche che non ha.
- Associazioni indebite - Collegarlo ad artisti che bevevano un prodotto diverso.
- Disinformazione scientifica - Falsità su tujone, ossido di rame, effetti.
- Promozione di pratiche sbagliate - Il metodo flambé come "storico".
- Mancanza di trasparenza - Non specificare chiariamente che il suo prodotto è un infuso che non contiene tutti gli ingredienti e caratteristiche di quello quello storico è un distillato, quindi una cosa completamente diversa..
- Ambiguità strategica: Quando parla di "ricetta originale" fa riferimento a presunte infusioni erboristiche medicinali, ma poi associa il prodotto agli artisti e alle leggende dell'Ottocento e primi Novecento - periodo in cui si consumava esclusivamente Absinthe distillato. Questa sovrapposizione crea deliberata confusione tra due prodotti completamente diversi.
Questo crea quantomeno problematiche a:
- I consumatori che credono di acquistare un prodotto uguale a quello diffuso nell'800 e consumato anche da artisti e poeti.
- I produttori onesti che producono assenzio autentico, fedele alla tradizione storica, con fatica.
- La reputazione dell'assenzio perpetuando miti smentiti.
Una soluzione semplice: Esistono molti liquori a base di artemisia che utilizzano denominazioni corrette come "Grappa all'assenzio", "Liquore di artemisia", "Amaro all'artemisia". Sarebbe opportuno che anche Pascale chiarisse la collocazione del proprio prodotto, senza accostarlo forzatamente alla storia dell'Absinthe franco-svizzero e, ancor meno, a narrazioni storicamente false. Una comunicazione trasparente rispetterebbe sia i consumatori che la tradizione storica del (vero) assenzio.
Il contesto: un mercato senza regole
Questo non è un caso isolato. Oggi è legale chiamare "assenzio" quasi qualsiasi cosa, tranne in Svizzera (I.G.P. "Absinthe") e Pontarlier (IG "Absinthe de Pontarlier").
Nel resto del mondo chiunque può prendere alcol qualsiasi, aggiungere coloranti, chiamarlo "assenzio" senza controlli. Il risultato: mercato invaso da liquidi verde fluorescente, sapori di liquirizia sintetica, promesse di "effetti speciali".
Chi ne fa le spese: i consumatori delusi, i distillatori artigianali seri, la reputazione storica di una bevanda che merita rispetto.
Come riconoscere un assenzio autentico
Per quanto anche nel XIX secolo esistessero assenzi scadenti preparati con miscugli di oli essenziali e additivi nocivi, gli assenzi più diffusi erano prodotti da note distillerie con alti standard qualitativi. Questi venivano chiamati "Absinthe Supérieure" (Assenzio Superiore) o "Absinthe Suisse" (Assenzio Svizzero), e rappresentavano la stragrande maggioranza del mercato europeo dell'epoca.
Elementi fondamentali dell'assenzio autentico:
- distillazione.
- Ingredienti principali (holy trinity): artemisia absinthium, anice verde, finocchio.
- assenza di zucchero in bottiglia.
- colorazione naturale (oppure trasparente, se blanche).
- effetto louche con l'aggiunta di acqua fredda.
- niente additivi artificiali.
Segnali d'allarme: menzioni di "effetti speciali" o "alto tujone", "allucinazioni", colori innaturali, istruzioni col fuoco, riferimenti a "leggende".
Per una guida completa: Assenzio vero e Assenzio falso: come e perché distinguerli
Assenzio autentico: dove trovarlo
Esistono distillerie (straniere e italiane) che producono assenzio autentico seguendo ricette e metodi produttivi storici. Per un elenco aggiornato: Elenco marche di Assenzio autentico
La necessità di verità
L'Académie d'Absomphe non ha interessi commerciali. Il nostro obiettivo è la corretta informazione e la tutela dei consumatori.
La Distilleria Pascale produce probabilmente un buon liquore all'artemisia diffuso anche nell'Ottocento, come molte realtà del settore erboristico e liquoristico. Ma non è il più noto e storico Assenzio (o "Absinthe") franco-svizzero dell'Ottocento, e presentarlo come tale - con storie di poeti, "preparazioni originali" e affermazioni di essere "l'unico" - è quanto meno confusionario se non addirittura non corretto, fuorviante e irrispettoso verso chi produce davvero assenzio autentico. Compreso le distillerie storiche che sono rimaste sempre in attività anche durante il bando.
Per evitare equivoci, ribadiamo:
- Non stiamo esprimendo giudizi sulla qualità del prodotto della Distilleria Pascale.
- Non stiamo sostenendo che sia "scadente" o "pericoloso" (nonostante sia l'azienda stessa che scrive sull'etichetta che causerebbe "allucinazioni", sigh).
- Non stiamo affermando che non abbia dignità come liquore alle erbe.
- Stiamo analizzando esclusivamente la coerenza delle dichiarazioni storiche, la veridicità delle affermazioni con cui viene promosso, rispetto alle fonti tecniche dell'Ottocento.
Cosa chiediamo:
Ai produttori:
- utilizzare denominazioni che rispecchino con chiarezza la natura del prodotto.
- evitare riferimenti a pratiche o effetti non documentati.
- distinguere chiaramente tra infusione/macerazione, ed eventualmente spiegare che storicamente si trattava di distillazione.
- rispettare l'assenzio autentico.
Ai consumatori:
- informarsi sulle caratteristiche dell'assenzio autentico tradizionale.
- diffidare di riferimenti a effetti "speciali" o rituali "misteriosi".
- verificare la presenza della triade storica e del processo di distillazione.
Alle istituzioni:
- Adottare disciplinari più stringenti.
- Tutelare la denominazione "Absinthe"/"Assenzio".
- Vigilare su pubblicità ingannevole.
Chiarezza e correttezza comunicativa non sono solo un dovere culturale: sono anche un modo per tutelare i consumatori, sostenere i produttori che lavorano con metodi tradizionali e preservare la storia autentica di una delle bevande più iconiche dell’Europa moderna.
Per ulteriori approfondimenti consulta: La vera storia dell'Assenzio
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