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Absinthiades 2025: Reportage fotografico da Pontarlier, capitale mondiale dell'Assenzio

Il reportage di Andrea Sica, presidente dell'Académie d'Absomphe - associazione italiana per la tutela e la divulgazione dell'assenzio - racconta l'edizione 2025 delle Absinthiades di Pontarlier, l'importante evento annuale dedicato alla Fée Verte che si è tenuto nella cittadina francese dal 3 al 5 ottobre 2025. Un viaggio tra distillerie storiche e nuove realtà artigianali, tra la Francia e la Svizzera, alla scoperta dell'absinthe.

 

Pontarlier ci accoglie con la Fata Verde

Quando arrivi a Pontarlier la sera, dopo un lungo viaggio in compagnia di amici italiani, capisci subito che non sei in una città qualunque. Sei nella capitale mondiale dell'assenzio.

Il nostro viaggio per questa edizione delle Absinthiades, inizia subito bene: cena alla Brasserie De La Poste, dove incontriamo, per caso, alcuni amici francesi, Thibaud, Bonnecaze (dello store francese e americano Maison Absinthe) e Cyril.

Per entrare subito nel mood facciamo ciò che un tempo, soprattutto da queste parti, era consuetudine e oggi, tristemente non lo è più: a cena ordiniamo un assenzio per accompagnare il pasto, che ci viene servito portandoci direttamente una fontana al tavolo. Non un semplice bicchiere, non un servizio frettoloso: il rituale completo, come si faceva nei bistrot della Belle Époque.

La cena si conclude con una Crème brûlée all'assenzio che è una piccola rivelazione dolciaria. Mentre il cucchiaino rompe la crosta caramellata e l'aroma della Fée Verte si libera dal dessert, realizziamo che siamo davvero nel posto giusto.

Usciamo dal ristorante e ci dirigiamo nei pressi del Théâtre Bernard Blier, cuore pulsante delle Absinthiades che dall'indomani accoglieranno gli appassionati da tutto il mondo. Proprio in quel momento esce parte della Giuria Professionale che ha appena concluso la prima fase di degustazione dei 25 assenzi in gara. Tra loro ci sono amici distillatori e assenziofili: in questo mondo tutti si conoscono, e le Absinthiades sono come un grande raduno di famiglia.

Ci concediamo una bevuta al Café du Théatre, il bar proprio di fronte al teatro. Ma qui colgo un paradosso: a quattro passi dal fulcro delle Absinthiades, il locale serve un solo assenzio blanche. Per il resto, qualche prodotto della Distillerie Guy (quasi tutti tranne l’absinthe). Un po' come trovarsi a pochi passi dall’Oktoberfest ma scoprire che non servono birra. Pazienza, ci rifaremo domani.

 

Nel cuore della Val-de-Travers, dove tutto è iniziato

La mattina successiva lasciamo temporaneamente Pontarlier per attraversare il confine svizzero. Destinazione: Val-de-Travers, la culla dell'assenzio, dove la storia di questa bevanda è iniziata intorno al 1760 e dove, per decenni, ha continuato a scorrere clandestinamente anche dopo il divieto del 1910.

 

Artemisia Bugnon: dalla clandestinità alla legalità

Arriviamo a Couvet verso le 10 del mattino alla distilleria Artemisia Bugnon & Co., dove Claude-Alain Bugnon ci accoglie con un bicchiere della sua gamma di Absinthe La Clandestine. Iniziare la giornata a Couvet, dove l'assenzio è letteralmente nato, bevendo un bicchiere della Fée Verte ci sembra il modo più appropriato per iniziare la giornata entrando nello "spirito" delle Absinthiades.

La storia di Claude-Alain è emblematica: nato nella regione, lavorava nel settore petrolifero quando nel 2000 decise di produrre assenzio clandestinamente nel seminterrato di casa. Doveva negoziare con la moglie per avere più spazio per gli alambicchi mentre lei reclamava spazio per il bucato.

Il suo Absinthe La Clandestine, realizzata con una ricetta del 1935 di Charlotte Vaucher, è diventata leggenda. Nel 2005, quando l'assenzio stava per essere rilegalizzato in Svizzera, Claude-Alain fu il primo distillatore del villaggio natale dell'assenzio a completare tutte le pratiche con le autorità federali, aprendo la strada agli altri produttori clandestini.

L'alcool di base e le piante provengono tutte dalla regione, conferendo l’autenticità inconfondibile.

 

La Valote Martin: nelle antiche scuderie Pernod

Ci spostiamo poi alla distilleria La Valote Martin, dove Philippe Martin ci accoglie nella sua nuova sede! Quest'anno si è trasferito in un casolare del XIX secolo che un tempo era la casa vacanza di Henri-Louis Pernod, colui che, insieme al genero, partecipò all'apertura della primissima distilleria di Absinthe nel 1798 a Couvet, e che poi nel 1805, mettendosi in proprio, aprì a Pontarlier la Pernod Fils, la prima storica distilleria francese di assenzio su scala industriale e che divenne per oltre un secolo l'assenzio più popolare di sempre.

Philippe, elettricista di formazione, ha ripreso nel 2014 la distilleria del padre Francis, che durante i decenni del proibizionismo distillava clandestinamente nella vasca da bagno di casa. "Fin da quando ho memoria, mio ​​padre ha sempre distillato assenzio", racconta con orgoglio.

Il progetto di ristrutturazione dell'antica scuderia - sostenuto con 100.000 franchi dall'Aide suisse à la montagne - ha richiesto investimenti significativi: nuovo pavimento, riscaldamento, isolamento, finestre e impianto elettrico completo. Ma camminare oggi in questi spazi dove un tempo i cavalli della famiglia Pernod scalpitavano, mentre nell'aria fluttua l'aroma di erbe e anice, vale ogni sacrificio.

Philippe Martin e Andrea Sica

Philippe produce circa 8.000 litri all'anno di Absinthe, mantenendo invariata la ricetta paterna che i clienti più anziani riconoscono come "lo stesso sapore di quando erano giovani", oltre a tante altre etichette, ognuna con la propria peculiarità.

 

La Maison de l'Absinthe: il Museo dell'Assenzio

La tappa successiva è d'obbligo: la Maison de l'Absinthe a Môtiers, il museo che racconta due secoli e mezzo di storia della Fée Verte. Ospitato nell'ex municipio - che un tempo conteneva tribunale, stazione di polizia e uffici dei magistrati - il museo è stato ristrutturato con un progetto che combina sapientemente elementi antichi e aspetti moderni.

Già all'ingresso, il bar con una trentina di assenzi diversi prodotti dai membri dell'associazione interprofessionale ti fa capire che qui l'assenzio non è solo storia, ma presente vivo.

Il percorso museale si snoda su più piani ed è un viaggio cronologico. Si parte dalle origini medicinali dell'assenzio, quando era considerato un rimedio terapeutico, una esposizione di antichi manoscritti tra cui la prima originale antica ricetta per assenzio di Henri-Louis Pernod.

Al centro della sala spicca un tesoro: una bottiglia di Absinthe Dubied Père et Fils, la più antica bottiglia di assenzio al mondo, la prima marca di assenzio ufficialmente prodotta dal 1798.

Proseguendo, ci si imbatte nella ricostruzione di un antico bar del XIX secolo: fontane, accessori, locandine d'epoca che testimoniano quanto l'assenzio fosse diffuso e celebrato in tutto il mondo. È facile immaginare artisti, intellettuali e gente comune riuniti attorno a un tavolo, mentre il louche si forma lentamente nel bicchiere.

E nelle ultime sale che il museo racconta il periodo clandestino, particolarmente sentito in Val-de-Travers: dal 1910 al 2005, quasi un secolo in cui l'assenzio venne prodotto illegalmente in quasi ogni casa di questa regione, nascosto tra le mura domestiche. Sono esposti alambicchi artigianali, bottiglie camuffate da contenitori d'olio, lattine di frutta, scatole con doppio fondo - un'ingegnosità dettata dalla necessità e dalla passione.

scatola di ananas dove veniva nascosto assenzio clandestino durante il bando

Nell'ufficio del giudice, proprio di fronte alla scrivania dove un tempo si firmavano le multe ai distillatori clandestini, campeggiano la storia e gli oggetti appartenuti a Berthe Zurbuchen-Bahler, detta La Malotte, una delle più note distillatrici della Val-de-Travers.

"No! La Malotte non era una delinquente, ma un'adorabile vecchietta che si compiaceva di servire ai suoi ospiti un assenzio davvero straordinario", recita l'iscrizione sul muro. Nonostante innumerevoli controlli, anche in borghese a casa sua, riusciva sempre a cavarsela. La sua foto è lì, di fronte alla scrivania del magistrato, quasi a sbeffeggiare ancora chi cercava di multarla - un monumento alla resilienza e all'astuzia. 

Absinthiades 2025 absinthe museo

Proiezioni, targhette, video e audioguide (anche in italiano) aiutano a comprendere ogni sfaccettatura di questa storia tortuosa.

Maison Absinthe - Museo assenzio bar

Concludiamo la visita con un brindisi al bar del museo e acquisto nella boutique uno dei libri, "Route de l'Absinthe", che mancava nella mia collezione. Una tappa assolutamente da non perdere per chiunque voglia comprendere davvero l'assenzio.

 

Les Fourgs: cinque distillerie sotto un tetto

Tornando verso la Francia, ci fermiamo a Les Fourgs per quella che si rivelerà una delle esperienze più intense del viaggio: la Distillerie Aymonier - La Semilla.

Distillerie La Semilla - Aymonier

François Aymonier, una delle persone più generose e appassionate del mondo dell'assenzio, quest'anno ospita nella sua maison ben altre quattro distillerie:

  • Le Loutron Libre (David Pagnier) da Mouthier-Haute-Pierre, Francia
  • La Belle Plante (Carine) da Montagna-le-Reconduit, Francia
  • Distillerie Magnenet (Jean-Philippe Magnenet) da Nuits-Saint-Georges, Francia
  • Distillerie de Bagnes (Matthieu Frécon) da Sarreyer, Svizzera

È un concentrato di eccellenza artigianale in un'unica location, e ognuno ci fa assaggiare tutti i suoi prodotti.

 

Aymonier: l'innovazione instancabile

François ci accoglie con le sue ultime creazioni. Eravamo stati qui a giugno e c'erano cinque assenzi nuovi; ora ne troviamo altri tre! È incredibile questa capacità di diversificare mantenendo sempre altissima la qualità. Nel frattempo, la compagna Mayra ci offre stuzzichini di ogni tipo - potremmo rimanere qui per ore. E infatti rimaniamo.

Distillerie absinthe Francois Aymonier - assenzio

Ci colpisce immediatamente il nuovo Absinthe "Les Fantômes de Montmartre", un assenzio verte eccellente nato dalla collaborazione con l'artista americano Tony Roko. Questi ha disegnato quattro etichette originali dedicate ai grandi maestri che incarnarono lo spirito bohémien e l'immaginario dell'assenzio: Picasso, van Gogh, Modigliani e Toulouse-Lautrec. Lo stesso assenzio può essere acquistato in quattro bottiglie diverse - un oggetto da collezione oltre che un prodotto eccellente.

Distillerie Aymonier: Absinthe Les Fantômes de Montmartre assenzioAbsinthe Les Fantômes de Montmartre

Spoiler: questo assenzio si rivelerà il vincitore assoluto con il Cuillère Grand Or di queste Absinthiades 2025. Ma in questo momento non lo sappiamo ancora, e lo degustiamo semplicemente per quello che è: un grande distillato con la tipica artemisia di Pontarlier che rese grande l'assenzio nel XIX secolo.

Assaggiamo anche "Vivaldi: L'Autunno", parte della serie dedicata a Vivaldi, e "La Martial", l'assenzio di Marte con tre tipi di artemisia, nato dalla collaborazione con Martial Philippi, proprietario dell'Absinthe Depot di Berlino, uno dei più importanti store fisici d'Europa dedicati all'assenzio.

 

Le Loutron Libre

David Pagnier, della distilleria Le Loutron Libre, rappresenta una distilleria giovanissima ma già molto promettente. Originario di Pontarlier e profondamente legato alla Vallée de la Loue.

Distilleria Absinthe Le Loutron Libre

Lo scorso anno ci aveva già colpiti con il suoverte Absinthe La Source ed il blanche Absinthe De Gustave (che ha vinto una medaglia alle precedenti Absinthiades ). Ora ci fa assaggiare il nuovo blanche Absinthe L'Âme en Fleurs: un assenzio floreale con fiori selvatici e freschezza alpina. Delicato, complesso, artigianale - porta con sé tutta la natura selvaggia delle Valli della Loue.

 

La Belle Plante

La simpatica Carine, paysan-distillatrice (contadina-distillatrice) di La Belle Plante, che porta al petto la spilletta (porta fortuna?) dell’Académie d'Absomphe che le avevo donato la sera prima, ci fa assaggiare tutta la sua gamma. Situata nel cuore della Reculée di Montagna-le-Reconduit, coltiva e raccoglie selvaticamente piante aromatiche che poi distilla con alambicco tradizionale.

Absinthe La Belle Plante assenzio

Il suo approccio è quello del terroir puro: dalla terra all'alambicco, senza intermediari. Tra i suoi prodotti spicca il nuovo Absinthe Étincelle, con una base di genepì bio, che scopriremo poi essere il migliore assenzio, vincitore del Cuillère d'Or nella categoria blanche di queste Absinthiades 2025.

La sua gamma comprende l'Absinthe A72: tradizionaleincentrato sull'artemisia e anice, diretto e duro; l'Absinthe B64: atipico con note di menta e basilico); l'Absinthe C55: dolce con note resinose e citriche, menta e abete selvatico, l'Absinthe E55: floreale e leggero; l'Absinthe D65: rotondo, fruttato e dolce; oltre al Le Petit Mont, un aperitivo anisato. Ha recentemente vinto la Medaglia d'Oro al Salon de l'Agriculture 2024 e medaglie anche alle Absinthiades precedenti.

 

Distillerie Magnenet: l'alchimia dell'alcol di vino

Con grande piacere incontro Jean-Philippe Magnenet, di cui avevo recentemente parlato in un articolo e video divulgativo. La sua distilleria, situata a Nuits-Saint-Georges nel cuore della Borgogna, rappresenta qualcosa di unico nel panorama dell'assenzio contemporaneo.

Assenzio: Absinthe Jean-Philippe Magnenet

Originario di Pontarlier, Jean-Philippe ha fondato la sua distilleria nel 2022 con una filosofia precisa: utilizzare esclusivamente alcol di vino di Borgogna.

Questa pratica, comune in alcuni degli assenzi più pregiati dell'Ottocento, conferisce ai suoi distillati una complessità e rotondità straordinarie. L'alcol di vino porta con sé gli eteri e i composti aromatici del vitigno, creando una base molto più ricca rispetto all'alcol neutro.

Tutto è rigorosamente biologico: ingredienti provenienti solo da Borgogna e Franca Contea certificati bio, raccolta selvatica, nessun aroma artificiale, colorante o additivo.

Assaggiamo tutti e tre i suoi assenzi: il Verte 72% (tradizionale, ma con foglie di ribes nero), il Blanche 45% (pluripremiata in vari concorsi, tra cui le Absinthiades 2022), con l'originalità dei semi di senape di Digione, ingrediente che aggiunge una leggera nota piccante nel retrogusto, elevando la complessità aromatica e poi il Doxa 50%: un blanche tributo agli assenzi del XIX secolo.

Jean-Philippe MagnenetJean-Philippe Magnenet e Andrea Sica

Jean-Philippe incarna perfettamente cosa significa offrire qualcosa di diverso pur rimanendo fedele ai capisaldi della tradizione dell'assenzio.

 

Distillerie de Bagnes: l'erborista-alchimista delle Alpi

L'ultimo incontro è con Matthieu Frécon, distillatore-erborista dal 1998 che gestisce la Distillerie de Bagnes in Valais, Svizzera, a 1.300 metri di altitudine. Matthieu combina l'arte della distillazione tradizionale con i principi della Spagiria, l'antica medicina alchemica vegetale di Paracelso.

Distillerie de Bagnes - Matthieu Frécon

La sua filosofia è affascinante: «Paysan–distillateur–herboriste». Non è solo un produttore di spiriti, ma uno studioso che considera l'acquavite nella sua dimensione originaria, quasi medicinale - un alicamento, come si diceva un tempo, radicato nella tradizione più antica.

Matthieu ci fa assaggiare l'intera gamma dei suoi assenzi (e non solo): distillati particolari, che si discostano nettamente dai modelli più classici. Hanno una base alcolica calda e rotonda, dal carattere che richiama quello delle grappe.

I suoi assenzi interpretano la categoria in modo personale, con un profilo fuori dagli schemi ma coerente e raffinato. La mano esperta del distillatore si percepisce in ogni dettaglio, dando vita a prodotti che potrebbero conquistare chi apprezza le grappe e i distillati più strutturati. Un tipo di palato che si incontra spesso in Italia, peccato che siano i suoi prodotti a non essere facilmente reperibili.

Rimarremmo volentieri ancora a lungo, ma dopo il tempo trascorso in questa straordinaria "casa dell’assenzio" - che ospitava ben cinque distillerie sotto lo stesso tetto - ci rimettiamo in cammino verso Pontarlier.

 

Distillerie Guy: 135 anni di storia

Sotto una pioggia battente ci dirigiamo verso la storica Distillerie Guy, l'antica distilleria di assenzio di Pontarlier che quest'anno festeggia 135 anni di attività ininterrotta.

Assenzio Distillerie Guy Absinthe PontarlierGli antichi alambicchi della Distillerie Guy

Fondata nel 1890 da Armand Guy a soli vent'anni, dopo aver imparato il mestiere presso i più prestigiosi maestri distillatori di assenzio di Pontarlier (tra cui Vichet), la distilleria ha attraversato tutte le epoche: gli anni d'oro dell'assenzio quando Pontarlier contava 23 distillerie e 150 locali per 10.000 abitanti, il proibizionismo del 1915, la produzione clandestina, la rinascita con il Pontarlier-Anis dal 1921, e infine la rilegalizzazione.

Assenzio Distillerie Guy Absinthe Pontarlier

La distilleria è praticamente una festa: una band suona dal vivo, c'è gente di tutte le età. L'attuale proprietario ci accoglie offrendoci subito i due nuovi assenzi:

  • "Absinthe la 135": un assenzio in edizione limitata per celebrare il 135° compleanno della distilleria. Eccellente.
  • "Absinthe Commune 1": e qui succede qualcosa di straordinario. Le sei più grandi distillerie di Pontarlier uniscono le forze per sviluppare un assenzio insieme! Questo progetto unico, creato esclusivamente per le Absinthiades 2025, vede la collaborazione delle distillerie Aymonier, Bourgeois, Guy, Marguet-Champreux, Montrieux e Les Fils d'Émile Pernot. Ognuna con anni di esperienza, combinate in un'unica bottiglia. L'obiettivo è difendere e valorizzare la denominazione di origine protetta "Absinthe de Pontarlier". Distillato materialmente presso Guy, il risultato è un assenzio classico ed elegante che impressiona per le erbe finemente bilanciate, una nota fresca di artemisia e un finale morbido.

Assenzio Distillerie Guy Pontarlier: Absinthe la 135, Absinthe Commune 1

È un piacere constatare come la distilleria più antica ultimamente continui a sfornare nuove idee eccellenti e quanto tenga viva la produzione di assenzio in ogni senso - non solo come patrimonio storico, ma come realtà produttiva vivace e innovativa.

Assenzio Distillerie Guy Absinthe Pontarlier

L'azienda ha ottenuto nel 2007 il prestigioso label EPV (Entreprise du Patrimoine Vivant), che mette in evidenza l'eccellenza del savoir-faire francese con l'utilizzo di tecniche e strumenti ancestrali conservati da oltre 100 anni all'interno della stessa famiglia.

 

Le Absinthiades

Arriviamo al Théâtre Bernard Blier dove si svolge la vera e propria 23ª edizione delle Absinthiades. L'ingresso dà diritto a un bicchiere di assenzio… ma naturalmente abbondiamo.

Absinthiades 2025 Pontarlier: reportage assenzio absinthe

Assaggiamo alcuni dei 25 assenzi in gara per il Concorso di degustazione che si sta svolgendo in una sala riservata con tre giurie: Professionale, VIP e popolare. Il concorso premia gli assenzi partecipanti con un cucchiaio d'oro, d'argento e di bronzo per ogni categoria (blanche e colorati), e poi c'è il Grande Cucchiaio d'Oro che incorona l'assenzio migliore in assoluto.

Absinthieades 2025: absinthe assenzi in gara

Tra le etichette troviamo molte etichette già note e poche novità. Il recente Absinthe 66.6% di Emile Pernot, entrato con un marketing un po' discutibile, si dimostra un buon assenzio, si conferma la qualità dell'Absinthe della Distilleria Wanner e gli ormai consolidati assenzi di Distillerie Marguet-Champreux e tanti altri. Molti dubbi invece sul Cherry Rocher 55 che, un po' inspiegabilmente, vincerà una medaglia d'argento... Ma in generale il livello di qualità è molto alto, anche se pensiamo che tanti ottimi assenzi - partecipanti e non - meriterebbero un podio di riconoscimento.

Absinthiades 2025 Pontarlier: reportage assenzio absinthe

Il paradiso dei collezionisti

Il fulcro emotivo delle Absinthiades è senza dubbio il mercatino dell'antiquariato dedicato a oggetti legati all'assenzio e anice.

Per i collezionisti è il paradiso: fontane per assenzio, caraffe, bicchieri e cucchiai che raccontano la Belle Époque, bottiglie antiche (piene e non), cartoline, etichette. C'è davvero da perdersi tra questi feticci che, se potessero parlare, racconterebbero storie affascinanti.

 Absinthiades 2025 Pontarlier: mercatino antichità assenzio

Patrick Roussel, uno dei più grandi collezionisti al mondo di oggetti antichi sull'assenzio, in compagnia di suo figlio Quentin, mi accolgono al loro stand mostrandomi alcune rarità assolute: una locandina d'epoca dell'Absinthe Edouard Pernod, un'antica bottiglia di Absinthe Pernod Fils del 1890/1900 circa ancora piena e sigillata, brouilleurs, sottobicchieri, cucchiai, tirabuscion, giornali d'epoca ed etichette rare.

Absinthiades 2025 Pontarlier: locandina al mercatino antiquariato assenzioAntica locandina pubblicitaria dell'Absinthe Edouard Pernod

Ho avuto l'onore di ammirare uno degli antichi cucchiai per assenzio più straordinari (nonché più rari) che abbia mai visto: la "Feuille" dell'orefice parigino Armand Frénais, spesso considerato dai collezionisti come il più bel cucchiaio per absinthe mai realizzato.

Ciò che la rende unico è la sua lavorazione: ogni cucchiaio veniva nervato a mano con una lama. Si può ancora notare un piccolo foro al centro di ogni nervatura, era il punto di partenza dei tracciati. Un lavoro certosino che trasforma un semplice accessorio in un'opera d'arte.

Absinthiades 2025 Pontarlier: Cucchiaio antico al mercatino antichità assenzioPatrick Roussel e l'antico cucchiaio da assenzio

Già all'epoca era considerato uno dei cucchiai più costosi: 3,75 franchi, una cifra che lo rendeva accessibile solo ai servizi borghesi o agli stabilimenti più prestigiosi. L'esemplare che Patrick mi mostra è probabilmente proveniente da un servizio borghese, come testimonia il monogramma H.P. inciso - un dettaglio che la rende ancora più preziosa e personale.

Tenere tra le mani questo oggetto significa toccare un pezzo di Belle Époque, immaginare i salotti parigini dove veniva usato, le conversazioni che ha accompagnato.

Mi chiedo: quanti tipi di cucchiai per assenzio avremmo visto se l'assenzio non fosse stato bandito? Quante evoluzioni artistiche e di design, quanti oggetti del desiderio oggi perduti?

Absinthiades 2025 Pontarlier: mercatino antichità assenzio

Tra gli stand c'è anche artigianato contemporaneo, dolcetti all'assenzio e bigiotteria, libri e tanto altro. Un microcosmo dove passato e presente si fondono nella celebrazione della Fée Verte.

Absinthiades 2025 Pontarlier: mercatino antichità assenzio

 

La cena: assenzio e fonduta tra amici

La nostra giornata termina con una grande cena a base di fonduta organizzata da Louis Droz e Diane Tripet, che raccoglie persone da tutto il mondo, a cui si uniscono anche altri conoscenti italiani. Il luogo è emblematico: Les Sixties, un ristorante situato in uno degli edifici che faceva parte di un complesso ben più grande. Dal 1838 qui si trovava la storica distilleria di Absinthe Junod, una maison che produceva fino a circa 10.000 ettolitri di assenzio all'anno.
Absinthiades 2025 Pontarlier: Les Sixties, Distillerie Junod Pernod

Cenare dove un tempo risuonava il lavoro di ben sedici di alambicchi ha un sapore particolare.

Tra assenziofili, distillatori, appassionati e professionisti del settore, la cena diventa occasione di confronto sul mondo dell'assenzio e sui prodotti in commercio. Tutti i partecipanti portano una bottiglia da condividere per l'occasione.

Absinthiades 2025 Pontarlier: mercatino antichità assenzio

Noi offriamo un orgoglio nostrano: l'Assenzio “I Fiori del Mare” della Distilleria Breaking Booze di Bulgarnò (Cesena). Un assenzio che sta ricevendo molti consensi nel mondo e che anche questa sera viene apprezzato da amici di ogni continente che non avevano ancora avuto occasione di assaggiarlo. È bello vedere come l'Italia stia trovando il suo spazio in questo mondo così ricco di tradizione.

L'indomani avremmo voluto fare un ultimo giro alle Absinthiades e magari visitare qualche altra distilleria, ma purtroppo non ne abbiamo le forze.

 

Il rinascimento dell'assenzio

Tornando in Italia, ripenso a questi giorni immersi nel mondo dell'assenzio e mi rendo conto di quanto questa bevanda rappresenti molto più di un semplice distillato.

L'assenzio è resilienza: ha resistito a un secolo di divieti, sopravvivendo clandestinamente nelle case della Val-de-Travers, distillato in vasche da bagno e nascosto, tramandato di padre in figlio come un segreto prezioso.

L'assenzio è comunità: alle Absinthiades ho visto tanti distillatori diversi che si aiutano a vicenda, che condividono spazi e conoscenze, che brindano insieme ai prodotti dei concorrenti. Quest’anno persino realizzando un absinthe comune. François Aymonier che ospita quattro distillerie nella sua maison è l'emblema di questo spirito.

L'assenzio è innovazione nella tradizione: distillatori che sperimentano nuove strade, Aymonier con le sue collaborazioni artistiche, Frécon che fonde distillazione e spagiria. Tutti innovano, ma tutti rispettano il cuore dell'assenzio: le piante, il territorio, il rituale.

L'assenzio è arte: dai cucchiai alle etichette, dalla Belle Époque alla modernità, questa bevanda ha sempre ispirato artisti, scrittori, pittori e musicisti. E continua a farlo.

L'assenzio è territorio: ogni distilleria che abbiamo visitato racconta il suo terroir. La Val-de-Travers con le sue artemisie, la Borgogna con i suoi vigneti, le Alpi con le loro piante selvatiche. Non esiste "l'assenzio", esistono "gli assenzi", ognuno figlio della sua terra.

Quello a cui stiamo assistendo è un vero e proprio rinascimento dell'assenzio: circa vent'anni dopo la rilegalizzazione, non solo la produzione è ripartita, ma si è evoluta. Le nuove generazioni portano freschezza e idee nuove senza tradire le radici.

Manca però una conoscenza diffusa di tutto questo: moltissime persone non conoscono e forse mai conosceranno questa cultura.

Le Absinthiades sono la celebrazione perfetta di tutto questo mondo: non solo un concorso, ma un momento di incontro, scambio, festa. Un luogo dove passato e futuro si intrecciano: da un lato le meraviglie dell'antiquariato che raccontano la Belle Époque, dall'altro le creazioni contemporanee che dimostrano come l'assenzio sia una tradizione viva, in continua evoluzione.

La vera magia della Fée Verte non sta nelle presunte allucinazioni (che non ci sono mai state), ma nella sua capacità di creare socialità e connessioni: tra persone, tra generazioni, tra paesi, tra passato e futuro.

L'assenzio è vivo. E continua a scrivere la sua storia.

Alla prossima, Pontarlier. Ci vediamo alle Absinthiades 2026.

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