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Di SineLux

ASSENZIO: Minette 2014
GRADAZIONE ALCOLICA: 72%
DISTILLERIA: Emile Pernot
TIPOLOGIA: Verte

 

 

Minette Absinthe

INTRODUZIONE
Scrivere la recensione del Rubis mi è molto piaciuto, e così inizialmente avevo pensato di scriverla per ogni assenzio avessi avuto modo di provare. Poi però ho preferito limitarmi a quelli ancora non recensiti, in modo da non farmi influenzare dai giudizi precedenti. Ho escluso anche gli assenzi che non ho avuto modo di assaggiare più di una volta, in quanto ritengo che almeno due bevute siano necessarie: una per scoprire il prodotto, un’altra per sorseggiarlo mentre si scrivono le proprie impressioni. Ho così eliminato il Blanchette, lo Jade 1901, il Meadow of Love, e sono arrivato al Minette.

PRESENTAZIONE
Come consono alla serie Les Parisiennes, la presentazione è ottima: vetro spesso e scuro, chiusura in ceralacca con indicato l’anno di imbottigliamento, etichetta elegante. Unico appunto: per quanto riguarda l’etichetta, personalmente ho qualcosa da ridire sulla forma. Non è un reale problema, e magari è solo una delle mie tante manie ossessivo-compulsive, però non capisco perché, dal momento che tutte le altre bottiglie della gamma hanno un’etichetta ovale, questa debba averla rettangolare. Ma ripeto, è tutta una mia fissa: presa a se stante, la bottiglia è ottima sotto tutti i punti di vista.

COLORE 8/10
Pre-diluizione:
Verde-giallino (più sul verde che sul giallo, a dirla tutta) molto chiaro. Perfettamente trasparente [4,5]
Post-diluizione:
Verdino molto chiaro, molto piacevole, ma anche poco compatto a causa dello scarso louche. [3,5]

LOUCHE 12/20
Sviluppo:
Contrariamente a quanto mi era accaduto con il Rubis, questa volta è davvero diffficile difendere il louche. Malgrado le oil-trails si facciano vedere sin da subito, l’opacizzazione è davvero lenta, e non propriamente bella da osservare: differentemente da quanto accade con gli assenzi migliori, nei quali la nuvoletta parte dal basso e sale verso l’alto, in questo caso si ha più l’idea di un annebbiamento generale. Top-layer per niente definito, a stento individuabile. Ho provveduto a versare l’acqua con un goccia a goccia molto lento, sapendo delle difficoltà che il Minette mi avrebbe riservato, ma il risultato resta comunque, per quanto accettabile, non proprio soddisfacente, con un’opacizzazione non del tutto convincente: il cucchiaino è ben visibile, e l’impressione è quella di un assenzio traslucido. [6]
Consistenza:
Viste le premesse, migliore di quanto mi aspettassi: meno sottile di quello che si immaginerebbe, nonostante la cremosità non sia certo da record [6]

AROMA 21/30
Puro:
Erbaceo, sufficientemente intenso. Ficcando il naso nel bicchiere prevale invece l’odore dell’alcool. [10]
Diluito:
L’artemisia domina, l’alcool si fa un poco da parte (ma rimane lì) e l’anice si mantiene nelle retrovie. Decisamente invitante. Forse è una mia impressione, ma mi è parso che l’aroma si sprigioni meglio con l’utilizzo di una zolletta intera. [11]

AL PALATO 31/40
Profilo aromatico:
Poco anisato, con l’artemisia in prima linea, circondata da una piacevolissima nota limonosa che, immagino, vada attribuita dalla melissa. Elegante e rinfrescante, si beve che è un piacere e un sorso tira l’altro. Complessivamente ben bilanciato, non mi dà l’idea di un gusto particolarmente complesso, ma qui potrebbe essere la mia poca esperienza a parlare; in ogni caso, rimane una bevuta più che soddisfacente.
L’unica reale pecca è data dal sapore dell’alcool, leggermente invadente, soprattutto nei primi sorsi. Pur non sapendo riconoscere i diversi tipi di alcool, in questo caso mi sento sufficientemente sicuro da dire si tratti dello stesso del Rubis (anche lì un po’ in evidenza, tra l’altro). In questo caso preferisco utilizzare la zolletta intera. [16]
Persistenza aromatica:
Ottima, parecchio duratura e piacevole; sul finale però i sapori delle erbe svaniscono, e per un po’ rimane solo l’alcool. [15]

CONSIDERAZIONI FINALI
Piacevolissimo e rinfrescante, probabilmente grazie alla melissa bene in evidenza intorno a un’artemisia ottima. Sembra essere particolarmente adatto a queste giornate caldissime, nelle quali tra l’altro prediligo i sapori più sottili. Davvero un peccato per il louche, che andrebbe migliorato sotto tutti i punti di vista, e per l’alcool troppo in evidenza.

VOTO FINALE
La media matematica dà 72. Tutto sommato penso rispecchi piuttosto bene le mie impressioni,

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