Jade P.F. 1901 (Sep. 2007) Absinthe - La regina delle fate verdi

ABSINTHE: Jade P.F. 1901 - batch Sep. 2007

DISTILLERIA: Combier, Saumur, Francia.

GRADAZIONE ALCOLICA: 68% vol.

TIPOLOGIA: Assenzio verde di qualità superiore.

GIUDIZIO: * * * * *

 



INTRODUZIONE
Il P.F. (che sta per Pernod Fils) 1901 (data in cui la distilleria Pernod fu distrutta da un incendio) nasce con la precisa volontà di replicare fedelmente l’assenzio più famoso e bevuto di tutti i tempi.

Prodotto a Saumur (un tempo a Pontarlier e a Couvet), utilizzando gli stessi identici alambicchi in rame della Pernod Fils (acquistati dalla distilleria Combier a seguito del summenzionato incendio), è sicuramente uno degli assenzi contemporanei più vicini ai migliori prebando.

 

PRESENTAZIONE

Una presentazione semplicemente esemplare: bottiglia da 75cl in vetro scuro (la luce rovina la colorazione dell’assenzio), tappo in sughero (da sostituire con uno a T dopo l’apertura), etichetta storica (non quella utilizzata nel periodo della Belle Epoque ma una antecedente), l’importantissima data (mese e anno) di imbottigliamento (io vi consiglio di segnare anche la data di apertura della bottiglia).
La dicitura “extrait d’absinthe” risente dell’assurda normativa francese, che permette di produrre absinthe storici ed autentici ma non di utilizzare il nome “absinthe” sull’etichetta (v. FAQ)

 

COLORE: 9

Un naturale e bellissimo verde-chiaro tendente al giallognolo (come da tradizione documentata della Pernod Fils). Una colorazione decisamente bella e naturale che non prevede l’utilizzo di coloranti (come capita nei surrogati) ma solo di erbe di prima scelta (tra le più diffuse artemisia pontica, issopo, melissa).

 

LOUCHE: 9

Semplicemente perfetto: non troppo rapido come nel pastis, né troppo ritardato come nel Montmartre o nell’Un Emile.
Ottima evoluzione, spessore ideale, ovviamente opacizza completamente.

COLORE DOPO L’AGGIUNTA D’ACQUA: 9
Tipico colore verde delicato con una marcatissima componente giallognola: praticamente lo stesso colore visibile in molti dipinti o illustrazioni del Pernod Fils dell’epoca.

 

ASSAGGIO: 55/60

Come sempre è impossibile descrivere (ma soprattutto trasmettere) le sensazioni di assaggio. La cosa più fantastica di questo assenzio, che in questa versione considero il miglior contemporaneo (purtroppo nel batch successivo è peggiorato, pur rimanendo di livello medio-alto) è la compattezza e il bilanciamento.

Quando si fa fatica a riconoscere chiaramente un ingrediente base dell’assenzio (anice, artemisia absinthium, semi di finocchio) significa (come in questo caso) che il distillatore è riuscito ad amalgamarli e a bilanciarli in maniera ottimale: profumo di acquavite (nulla a che vedere con l’alcool di vino utilizzato dalla Devoille, che specialmente in passato sembrava grappa) che lo distingue da tutti (tralasciando i fratelli) gli altri e che si armonizza perfettamente con una fantastica artemisia di Pontarlier (chi la conosce sa che è profondamente diversa dalle altre varietà), anice verde (no stellato) di primissima scelta (se non è di ottima qualità può tendere al piccante/pungente o allo stucchevole/impastato) e semi di finocchio che armonizzano ulteriormente l’insieme.

Erbe di colorazione (nella distillazione successiva saranno un po’ scarsine) ben presenti ma discrete e non troppo protagoniste.
Spesso al palato, cremoso e consistente, ma senza eccessi.

L’unica critica che mi sento di muovere riguarda l’assenza dell’invecchiamento in botte: il Pernod Fils storico, infatti, veniva fatto invecchiare perlomeno 6 mesi in botti di rovere e acquisiva quella caratteristica nota di barrique (si sente come se fosse un ingrediente a tutti gli effetti) che chi ha avuto la possibilità di assaggiare i migliori vintage prebando ben conosce (per approfondimenti su questo (per me importante) aspetto rimando alla recensione dell’Edouard Pernod Couvet del 1905).

 

COMPLESSO: 9

Replica del leggendario Pernod Fils, oggi come allora rimane uno dei migliori assenzi verdi presenti sul mercato.

TOTALE: 91/100

 

PREGI:

  • Riproposizione dell’assenzio più famoso di tutti i tempi
  • Alambicco e metodi di lavorazione identici (o comunque simili) a quelli dell’800
  • Ottima presentazione
  • Bilanciamento
  • Qualità dell’alcool di vino e degli ingredienti
  • Louche, spessore e complessità ideali
  • Color(azion)e prima e dopo l’aggiunta d’acqua

 

LIMITI

  • Manca l’invecchiamento in botte.
  • La versione successiva IMHO è peggiorata.

 

Note di assaggio: Preparazione con fontana e mezza zolletta.

 

 



Quando il tramonto stende il suo velo di giacinto
Su Rastaquapolis,
E’ sicuramente l’ora di prendere l’assenzio,
Figlio mio, che ne pensi?
E’ d’estate soprattutto quando la sete ti ammazza
– Come cento Dreyfous ciarlieri –
Che conviene cercare una fresca terrazza
Lungo i viali,
Dove si sa di trovare l’assenzio migliore,
Quello di Pernod Fils;
Via gli altri! Come un diesis è un’illusione
Se non è di Gounod.

(Raoul Ponchon, Five o’clock absinthe)



ATTENZIONE. La recensione in oggetto si riferisce unicamente al batch 2007 (ma bene o male vale anche per le distillazioni precedenti).
Alcuni utenti ci hanno segnalato di aver acquistato bottiglie di annate successive (soprattutto sep. 2010), riscontrando un enorme crollo qualitativo, che io stesso ho avuto modo di verificare.
Con gli ultimi batch, invece, la situazione sembra essersi normalizzata.

 



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