Pernod Fils Tarragona Absinthe (1930 circa)

Di Matteo Gennari

Pernod Fils Tarragona (1930)ABSINTHE: Pernod Fils Tarragona (1930 circa)
TIPOLOGIA: Verte

COLORE 9/10
Pre diluizione: ambrato, affascinante. Nella foto purtroppo escono dominanti le tonalità di verde, ma nel video potrete apprezzarne il colore reale.

Post diluizione: diluito 1:1 il colore è un bianco panna molto corposo, aumentando la diluizione si palesano prima e consolidano poi tonalità gialle

 

LOUCHE 19/20

Potrei descriverlo con una sola parola: “bellissimo”
Ma volendo essere più descrittivi, il luoche inizia con i tempi giusti, non si fa attendere ed al contempo non è precoce.
Le prime gocce non sortiscono effetto, le successive sviluppano i primi accenni di oil trails, quelle che seguono fanno esplodere nubi che dal fondo salgono, come bruma su un lago, fino al top layer; quest’ultimo non perderà mai definizione.

 

AROMA 18/30
Puro: sentori grappini veramente pungenti, non fastidiosi ma sicuramente invadenti, coprono qualsiasi altro sentore, solo l’anice, in coda, riesce a far timidamente notare la sua presenza.
Diluito: l’alcool perde potenza e lascia uscire un’artemisia dai sentori amari.

 

AL PALATO 28/40
Vellutato ma non particolarmente cremoso.
Alcool ed artemisia creano un muro oltre cui anice e finocchio non passano.
Se l’alcool lascia un retrogusto di liquirizia in coda, l’artemisia in fronte ha una acidità mai sperimentata prima, il risultato è una bevanda molto “dry”, impegnativa non tanto sul lato della complessità dei sapori quanto dell’esperienza stessa.
La persistenza è di media durata con reminiscenze di liquirizia ed artemisia.

 

CONSIDERAZIONI E VOTO FINALE 74/100
Ad oggi ho avuto modo di assaggiare alcuni assenzi commerciali, questo è il primo vintage ed in tutta onestà mi ha lasciato un po’ spiazzato: non assomiglia a nulla che abbia bevuto fino ad ora (non saprei se definirlo un aspetto positivo o meno).
Le sensazioni sono amare, astringenti, non l’amaro erbaceo del Duplais, è qualcosa d’altro che fatico ad inquadrare, ma posso supporre sia da imputarsi allo “strain” di artemisia.
Anice e finocchio impercettibili ma non a favore di altre essenze, semplicemente annichiliti da artemisia ef alcool.
Preparato con una zolletta, forse, necessità di ben due od una maggiore diluizione, cosa che rinvio a test successivo.
Indubbiamente non il miglior prodotto assaggiato finora.


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