Di Eros Garelli e Paolo Castellano
Per Aspera ad Astra
La presente (e un po’ tardiva) introduzione/recensione del Mansinthe vuole essere un piccolo omaggio personale alla nostra nuova e bravissima fotografa, grande estimatrice di Marylin Manson.
Foto di Kyra Laihiala
Parlando con lei e spulciando su internet, ho visto che le domande tipiche che i fan del cantante si pongono sono soprattutto le seguenti:
- Quali rapporti può avere Manson col mondo (o con lo stereotipo che si ha) dell’assenzio?
- Il Mansinthe è un assenzio autentico o si tratta esclusivamente di un’operazione di marketing?
Per rispondere alla prima domanda è indispensabile fare una piccola premessa storica, mentre il secondo quesito troverà spazio nella recensione vera e propria.
Assenzio, un feticcio gotico
In America, e mi riferisco soprattutto a New Orleans, la città che a partire dal nome mostra subito la sua stretta parentela con la Francia, l’assenzio era piuttosto diffuso e veniva consumato sia nel modo classico sia come ingrediente di cocktail storici come il Sazerac.
Negli anni dal 1999 in poi, come (ci de)scrive B. Noel in “Un mito sempre verde”, la gioventù romantica cercava nuovi simboli e si rivolse al passato, aggiornandolo al proprio gusto. Nacque così la scena gotica americana, radicata nelle atmosfere “dark” e sublimi di E. A. Poe.
Per trasportare l’assenzio dalla letteratura alla società bisognerà aspettare Anne Rice e il suo Intervista col vampiro, dove compare l’associazione (fantasiosa e antistorica) tra assenzio e vampiri.
Assenzio e cultura pop gotica
Chi ci segue (o ha letto almeno le FAQ del nostro sito) sa che assenzio e laudano non hanno nessun rapporto, sebbene libri e film come La vera storia di Jack lo Squartatore abbiano alimentato questa falsa associazione.
Oltre alla Rice, anche autori come Poppy Z. Brite hanno utilizzato l’assenzio come simbolo nella narrativa gotica, rafforzando la sua immagine di bevanda “oscura” e decadente.
L’assenzio di Marilyn Manson: il Mansinthe
A questo punto torniamo al Mansinthe. Visto che il nostro Paolo, anni fa, aveva seguito da vicino la nascita ed evoluzione del progetto, e aveva contribuito a diffonderlo in Italia, lasciamo spazio a una sua recensione.
Mansinthe: un assenzio autentico
L’assenzio di Marilyn Manson, il Mansinthe… già il nome e la gradazione alcolica 66,6° è tutto un programma. Potrebbe sembrare una trovata commerciale, ma non è così: si tratta di un assenzio autentico al 100%.
Non ai livelli dei grandi assenzi come Jade o Brevans, ma pensato come un assenzio quotidiano, adatto ai neofiti ma apprezzato anche dagli appassionati. Un distillato fortemente erbaceo, con un profumo intenso e molto poco anice.
La nascita del progetto
L’idea nasce qualche anno fa: Manson, amante dell’assenzio, desiderava un distillato prodotto secondo il suo gusto personale. La collaborazione con la distilleria Matter-Luginbuhl (produttrice di grandi assenzi come Duplais, Brevans, Kallnacher, Marteu…) permise di sviluppare un prodotto autentico, nonostante i primi prototipi fossero disastrosi.
Nel 2007, durante la Festa dell’Assenzio di Boveresse, venne presentata la versione finale: un assenzio finalmente distillato e autentico, con predominanza di artemisia absinthium e note di anice e finocchio.
Caratteristiche del Mansinthe
- Bottiglia: 70 cl, etichetta con un quadro di Manson.
- Colore: naturale, ottenuto per infusione di erbe.
- Profumo: erbaceo e speziato, con finocchio predominante.
- Preparazione: da non bere puro, ma con acqua fredda (mai flambée).
- Louche: lento e corposo, segno di un vero assenzio.
- Aromi: melissa, artemisia pontica, issopo, con un equilibrio morbido e pastoso.
Conclusione
Il Mansinthe, al di là del nome e del coinvolgimento di Manson, è un buon assenzio autentico. Semplice ma ben fatto, capace di dare emozioni anche senza la complessità dei grandi distillati.
Un prodotto consigliato sia ai neofiti che vogliono assaggiare un vero assenzio, sia agli esperti che cercano un distillato quotidiano di qualità.
La gradazione 66,6°, scelta autoironica, è stata in realtà un’idea della distilleria, accolta da Manson con una risata.
