Quanti gradi ha l'Assenzio?
Risposta breve: l'assenzio autentico ha generalmente una gradazione compresa tra 45° e 75° vol., a seconda della marca e della tipologia.
Ma c'è una cosa che dovresti sapere riguardo il famoso "shot di assenzio a 90 gradi": Quello non è vero assenzo!
L'assenzio a 90°? Occhio alla fregatura
Se al bar ti propongono un "assenzio" da 89°, 90° o gradazioni simili, non lasciarti impressionare dal numero scritto sulla bottiglia.
Si tratta di ciò che gli esperti chiamano "assenzio falso": alcool scadente ad alta gradazione, aromatizzato e colorato artificialmente, venduto come "assenzio" per sfruttare la fama e l'immaginario che circondano questo famoso distillato. Ma altro non è che una scadente vodka aromatizzata, che non l'assenzio non ha nulla a che fare.
È un modo semplice per abbindolare turisti e ragazzi poco esperti vendendogli alcool scadente: nome accattivante, colore verde, storielle sull'assenzio e una gradazione altissima che fa pensare a qualcosa di "potentissimo".
Ma gradazione alta non significa qualità alta. E alcuni dei trucchi commerciali con cui questi prodotti vengono presentati sono facilmente aggirabili: basta sapere cosa stai comprando.
E il vero Assenzio quanti gradi ha?
L'assenzio autentico è un distillato importante, tradizionalmente prodotto utilizzando botaniche come artemisia absinthium, anice e finocchio.
La gradazione può essere elevata: dai 45 ai 75% vol. è un intervallo comune, che viariano a seconda della marca e tipologia. Ma attenzione a un altro equivoco: non significa che l'assenzio si beva normalmente a 75°.
Il metodo tradizionale e corretto di preparazione prevede infatti di diluirlo con acqua ghiacciata, molto lentamente. Quando viene preparato correttamente, la bevanda nel bicchiere può arrivare a una gradazione molto più bassa, paragonabile a quella di un vino robusto.
Quindi no: l'assenzio non è semplicemente "alcool a 90 gradi da bere in shot".

"L'assenzio fa schifo!"
Non proprio. Se hai assaggiato uno shot verde fluorescente, dal sapore di benzina e dall'aroma artificiale e ti hanno detto che era assenzio, semplicemente non hai assaggiato un vero assenzio.
E se sei arrivato qui cercando "assenzio gradi", "assenzio gradazione" o "quanti gradi ha l'assenzio", adesso hai almeno un'informazione importante: non farti abbindolare dal numero scritto sulla bottiglia!
Se vuoi bere assenzio, chiediti prima che cosa stai realmente comprando e non farti fregare.
Perché pagare uno shot di alcool da discount con colorante artificiale verde (o altri colori finti)... che non ha nulla a che fare con il vero assenzio che è, invece, un distillato di alta qualità. Cerca di non farti fregare.
La gradazione alcolica dell'assenzio autentico: cosa dice la storia
Se vuoi capire quanti gradi ha davvero l'assenzio, vale la pena guardare anche alla sua storia.
Gli assenzi storici erano generalmente distillati ad alta gradazione, perché l'alcol aveva un ruolo fondamentale nell'estrazione delle sostanze aromatiche delle botaniche e nella conservazione del prodotto.
Tra le marche storiche del XIX secolo (periodo d'oro dell'assenzio) più note troviamo, ad esempio:
- Pernod Fils: 68°;
- Édouard Pernod: 65°;
- C.F. Berger: 65°.
Questo ti fa capire una cosa importante: un vero assenzio può tranquillamente avere una gradazione alta, ma non significa che più è forte, più è autentico o più è pregiato.
Anche oggi esistono ottimi assenzi con gradazioni diverse. La gradazione è una caratteristica del prodotto, non un certificato di qualità.
E soprattutto: non confondere una bottiglia da 70° con uno shot da 70°. Sono due cose completamente diverse.
Assenzio verde o bianco: cambia la gradazione?
L'assenzio tradizionale si presenta principalmente in due forme:
Absinthe blanche, cioè assenzio incolore, e absinthe verte, il celebre assenzio verde.
L'assenzio verde ottiene il suo colore attraverso una fase di colorazione con botaniche, mentre quello bianco non presenta questa colorazione.
In commercio puoi quindi trovare assenzi bianchi e verdi con gradazioni differenti, spesso comprese in un intervallo piuttosto ampio.
Attenzione al colore artificiale. Se il verde è fluorescente, o se il prodotto è rosso, blu o nero, si tratta di coloranti sintetici: nessun legame con la tradizione, nessuna autenticità.
Quanti gradi ha l'assenzio nel bicchiere, dopo la diluizione?
Una delle domande più frequenti, e più interessanti, riguarda la gradazione effettiva dell'assenzio preparato correttamente nel bicchiere, cioè dopo la diluizione con acqua.
Prendiamo come esempio l'Absinthe Pernod Fils a 68°, la marca più rappresentativa della Belle Époque, preparato secondo la proporzione storica tradizionale: 1 parte di assenzio ogni 4 parti d'acqua (circa 120 ml di acqua per 30 ml di distillato).
Risultato: con una diluizione 1:4 a 20°C, l'alcolimetro segna 15° vol.
Un valore del tutto paragonabile a quello di un vino robusto, lontanissimo dall'immagine dello "sballo chimico" che certi prodotti di scarsa qualità tentano di vendere.
Vuoi saperne di più?
➡️ Come distinguere un assenzio vero dai falsi
➡️ Elenco marche di Assenzio autentico
➡️ La vera storia dell'Assenzio
➡️ Hai domande sulla gradazione di uno specifico assenzio, o hai trovato qualcosa di sospetto in un bar? Scrivici o seguici su @assenzioitalia.
Misurazione dei gradi di un assenzio dopo la preparazione
Quanti gradi ha un Assenzio autentico?
Grazie alla preziosa consulenza/collaborazione di Conte di Ugenta, un po’ per gioco e un po’ per curiosità, ho/abbiamo cercato di misurare la più-o-meno esatta gradazione di Assenzio di un bicchiere di Absinthe Pernod Fils [l'assenzio più famoso e rappresentativo di tutti i tempi] raffigurato nella celebre cromolitografia di Charles Maire.
Com’è nata l’idea?
Mentre stavo assaggiando un prototipo di assenzio artigianale, in cui non veniva ovviamente indicata la gradazione alcolica, ho pensato di provare a misurarla con un alcolimetro piuttosto rudimentale e di pubblicare l’esito della prova.
Se per l’assenzio puro la misurazione era più che attendibile, una volta diluito con acqua ghiacciata (come mi ha fatto giustamente notare Stefano) i valori non erano assolutamente corretti visto che l’acqua fredda è più densa, e di conseguenza viene indicato un grado alcolico inferiore (ho constatato che possono esserci anche 5-8° di differenza).
Abbiamo così pensato di rifare la misurazione in modo un pò più serio (con temperatura liquido e ambiente sui 20°C, valore su cui vengono solitamente tarati gli alcolimetri/densimetri), però esisteva ancora un problema: quanta acqua mettere nell’assenzio?
È una questione molto soggettiva/personale; oltretutto, rispetto al periodo della Belle Epoque (quando l’assenzio era principalmente un aperitivo) mi sembra che oggi ci sia una certa tendenza ad allungarlo leggermente meno. Ma forse questa è solo una mia impressione.
Per avere un rapporto di diluizione storicamente attendibile (circa 4 parti d’acqua, che corrispondono a 120 ml.) ho utilizzato la replica dello storico bicchiere Pontarlier raffigurato nel dipinto (con la scusa mi sono accorto che la seconda versione più pesante di quel bicchiere è meno fedele della prima..) e ho cercato di mettere più o meno la stessa quantità d’acqua. Ovviamente non è che all’epoca milioni di persone stessero a misurare le proporzioni esatte di assenzio e acqua col misurino, pertanto credo che il mio dosaggio sia più che (storicamente) attendibile.
Sono partito mettendo 3cl di assenzio a 68° (la gradazione storica del Pernod Fils – e dell’assenzio in generale) in un bicchiere Pontarlier, riempiendo completamente la parte del bicchiere destinata all’assenzio puro.
Per avere un termine di paragone, mentre allungavo l’assenzio con acqua (goccia a goccia, rigorosamente a temperatura ambiente, per i motivi già menzionati) avevo davanti il quadro col bicchiere per cercare di rispettare la giusta proporzione (storica – siamo nel 1912) d’acqua:
NB: solo in questa foto – nella successiva è tutto OK – il bicchiere sul plasma è leggermente più largo/schiacciato, in quanto il formato dello schermo era erroneamente impostato a 16:9)
A louche terminato ho provato ad assaggiarlo: obiettivamente con l’acqua a temperatura ambiente non è un granché.
Restava però ancora un piccolo problema: aggiungendo acqua nell’alcool si crea una reazione esotermica e la soluzione si surriscalda, pertanto bisogna lasciar passare un pò di tempo (un paio d’ore in questo caso) prima che il liquido ritorni alla temperatura ambiente. Per minimizzare l’evaporazione dell’alcool ho travasato l’assenzio in un boccettino chiuso:
assicurandomi che la temperatura del locale fosse ottimale:
Ecco, adesso ho potuto finalmente iniziare la misurazione:
Alla fine di tutta la storia l’alcolimetro segnava 15°, un valore storico secondo me più che attendibile:
