Ogni 5 marzo, gli appassionati di tutto il mondo festeggiano l'Absinthe Day: una giornata dedicata all'Assenzio, celebrata nelle assenzierie, nei cocktail bar specializzati o in forma privata, condividendo degustazioni ed esperienze anche online. È un momento per brindare, degustare e ricordare la storia travagliata di questo distillato unico.
Quest'anno, però, si potrebbe fare un passo in più. Come presidente dell'Académie d'Absomphe - Associazione Italiana per la tutela dell’Assenzio, lancio una proposta chiara: trasformare l'Absinthe Day in qualcosa di più ampio, strutturato e condiviso. Non più soltanto una giornata simbolica, ma un'intera Settimana Mondiale dell'Assenzio, dal 1° al 5 marzo, capace di unire appassionati, produttori, studiosi e divulgatori sotto un'unica visione.
Un'occasione per coordinare eventi, contenuti, approfondimenti e riflessioni, dando vita a una celebrazione globale realmente partecipata, che possa crescere anno dopo anno anche attraverso l'hashtag #AbsintheWeek.

Non più una singola data isolata, ma un arco temporale simbolico che racchiude i due momenti fondamentali della fine del proibizionismo globale e dell’inizio della rinascita dell'Assenzio.
Perché proprio questi giorni?
- Il 1° marzo 2005, la Svizzera, terra d'origine dell'Absinthe, sancisce la rilegalizzazione dopo 95 anni di bando.
- Il 5 marzo 2007, gli Stati Uniti abbattono l'ultimo grande muro, riaprendo ufficialmente il loro mercato all'Assenzio.
Due date che raccontano una storia comune fatta di resistenza, pazienza e determinazione.
L'idea di unire questi momenti in una settimana simbolica fu suggerita da Alan Moss, collaboratore del distillatore svizzero Claude-Alain Bugnon. Oggi vogliamo rilanciare ufficialmente questa proposta, affinché diventi, ogni anno, una celebrazione condivisa a livello globale e restituisca all'Assenzio il prestigio culturale che merita.
1° marzo 2005: la Svizzera riabbraccia la sua Fata Verde
Il 1° marzo 2005 la Svizzera scrive una pagina fondamentale della propria storia: l'Assenzio torna finalmente legale dopo quasi un secolo di proibizione. Non fu solo una vittoria legislativa, ma un vero rinascimento per la Val-de-Travers, la regione dove l'Absinthe era nato e dove, dopo il bando, aveva continuato a essere prodotto clandestinamente per generazioni.
1 marzo 2005: la Fata Verde (Marie-France Bitz) e i gendarmi
Quel giorno, le strade di Môtiers furono invase da oltre un migliaio di persone. L'evento culminò in una rievocazione simbolica: la Fata Verde, impersonata da Marie-France Bitz, venne arrestata da finti gendarmi per poi essere liberata pubblicamente. Il consigliere di Stato Bernard Soguel spezzò simbolicamente le catene che la imprigionavano, decretando il ritorno alla legalità.
il consigliere di Stato Bernard Soguel e la Fata Verde (Marie-France Bitz) liberata
Un secolo di resistenza clandestina
L'Assenzio era stato vietato in Svizzera nel 1910, ufficialmente per una presunta pericolosità, accusa che decenni dopo si sarebbe rivelata infondata. Le vere motivazioni erano di natura politica e per interessi economici, mascherate da preoccupazioni sanitarie.
Nella Val-de-Travers, però, la produzione non si fermò mai. Continuò in clandestinità sotto il nome di La Bleue e altri nomignoli: nessuna colorazione verde, solo ingredienti locali, bottiglie nascoste nei boschi e consumate sul momento con l'acqua fredda dei ruscelli. Una tradizione tramandata di generazione in generazione.
Nel 2001 la distilleria Kübler fece un primo passo verso la riabilitazione. La svolta definitiva arrivò nel 2003 grazie all’iniziativa del parlamentare Jean-Claude Cornu. Dopo oltre venti mesi di iter parlamentare, il bando cadde ufficialmente. I distillatori che per decenni avevano operato nell'ombra poterono finalmente uscire alla luce del sole. Tra i primi a farlo fu Claude-Alain Bugnon, che portò sul mercato il suo Absinthe La Clandestine, simbolo del passaggio dalla clandestinità alla piena legittimità.
Oggi la Maison de l'Absinthe, il Museo dell'Assenzio ospitato nell’ex stazione di polizia di Môtiers, racconta questa storia attirando visitatori da tutto il mondo. L'Absinthe en fête è oggi l'evento annuale di riferimento dedicato all'Assenzio: una celebrazione popolare e culturale che anima la Val-de-Travers, coinvolgendo produttori, appassionati e visitatori da tutto il mondo, e che testimonia come l'Assenzio sia tornato a essere parte viva e condivisa del territorio. (Leggi: Reportage sull’Absinthe en Fête 2025 – la festa dell’Assenzio in Val-de-Travers).
5 marzo 2007: l'America riapre le porte
Due anni dopo, il 5 marzo 2007, anche gli Stati Uniti riaprono ufficialmente il loro mercato. L'Absinthe Lucid, creato da Ted Breaux con Jade Liqueurs e distillato presso la Distilleria Combier di Saumur, ottiene l'approvazione del TTB COLA nella classe 699.
Ted Breaux con il suo Absinthe Lucid e Absinthe Jade Nouvelle-Orléans
Poco dopo segue lo storico assenzio svizzero Absinthe Kübler, aprendo definitivamente la strada agli altri produttori.
Questa decisione fu il risultato di studi scientifici rigorosi, avviati negli anni '90, che dimostrarono ciò che molti sapevano già: l'Assenzio non è più pericoloso di qualsiasi altra bevanda alcolica. Il proibizionismo non aveva basi scientifiche, ma era il frutto di pressioni e interessi estranei alla tutela della salute: logiche di controllo, moralismo e concorrenza di mercato.
Una settimana per unire i puntini
La Settimana dell'Assenzio vuole creare un ponte culturale tra la rinascita europea e quella americana, abbracciando l'intero globo, ricordando che la riabilitazione di questo distillato è stata il frutto di uno sforzo collettivo.
Una celebrazione, ma anche un'occasione di riflessione: perché, nonostante la legalizzazione, la cultura dell’Assenzio deve ancora essere difesa.
Un ponte che rischia di crollare
Oggi nuove barriere minacciano questo dialogo. I dazi imposti negli Stati Uniti da Donald Trump hanno bloccato le vendite dirette dall'Europa ai consumatori americani, penalizzando anche i produttori di assenzio italiano autentico che, paradossalmente, sono più conosciuti all'estero che nel nostro Paese.
Un ostacolo che rischia di vanificare anni di lavoro e di interrompere quel dialogo diretto reso possibile dal 5 marzo 2007.
L'Assenzio oggi: il problema della consapevolezza
Questi giorni possono diventare, oggi e in futuro, un'occasione concreta per eventi, iniziative e momenti di riflessione condivisa. Non una celebrazione fine a sé stessa, ma uno spazio per approfondire e fare chiarezza.
La legalizzazione ha riportato l'Assenzio sul mercato, ma non ha risolto il problema della disinformazione. Anzi: paradossalmente, lo ha amplificato.
Sugli scaffali dominano ancora assenzi surrogati a base di aromi artificiali e coloranti, mentre gli assenzi autentici, prodotti con ricette d'epoca e secondo metodi artigianali ottocenteschi, restano difficili da reperire.
Ogni assenzio falso bevuto, con quel sapore aggressivo e retrogusto di liquirizia scadente, e servito in modo sbagliato (ci sono ancora minorati mentali che usano il fuoco), rafforza un pregiudizio e allontana la comprensione di ciò che questo distillato è davvero: equilibrio botanico, tradizione secolare, artigianalità.
Cosa possiamo pretendere come consumatori
Come consumatori consapevoli, abbiamo il diritto di pretendere qualità: etichette di assenzio consigliate da veri esperti assenziofili (qui un elenco dei migliori assenzi). E la preparazione corretta: acqua fredda versata lentamente, non pagliacciate come quella del fuoco.
Se ci viene servito male, abbiamo il diritto di rifiutare e di lasciare una recensione negativa al locale.
È come recarsi in pizzeria e ricevere una pizza con il pomodoro tinto con spray rosso e l'impasto carbonizzato, spacciata per "ricetta tradizionale napoletana". Nessuno la accetterebbe, eppure con l'Assenzio questo accade di continuo.
Non è pedanteria, ma difesa della dignità dei veri artigiani che producono qualità, e difesa di noi stessi. Un consumatore informato non solo beve meglio: evita di farsi prendere per i fondelli e contribuisce attivamente alla riabilitazione culturale e artigianale dell'Assenzio.
Una celebrazione che guarda avanti
Dal 1° al 5 marzo, celebriamo la Settimana dell'Assenzio brindando ad un insegnamento più profondo: la capacità di affrontare le difficoltà senza piegarsi, e il coraggio di difendere la verità quando le false narrazioni provano a sopraffarla.
Partecipa all'#AbsintheWeek condividendo una foto o un contenuto che rappresenti per te l’Assenzio, taggandoci sui social come @assenzioitalia, oppure condividendo nel nostro Gruppo Facebook dedicato all'Assenzio e su Reddit.
Non come gesto celebrativo fine a sé stesso, ma come contributo a una cultura che merita di crescere.
🎥Guarda anche il Video: Settimana Mondiale dell'Assenzio: il significato e la storia dietro la celebrazione
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