di Andrea Sica
Ogni vero appassionato di Assenzio sogna di visitare o, come nel mio caso, di tornare, nella Val-de-Travers, in Svizzera: la culla dell'Assenzio, nonché rifugio durante i decenni di proibizione, cuore pulsante di una tradizione che non si è mai spenta.
Noi dell'Académie d'Absomphe – Associazione italiana per la tutela dell'Assenzio - il 14 giugno 2025 abbiamo preso parte all'edizione dell'"Absinthe en Fête", la grande festa dell'assenzio che anima distillerie, strade e borghi di questa valle incantata della Svizzera.
La festa si è tenuta quasi ogni anno dal 1999, quando ancora l'Assenzio era bandito e non poteva essere servito… (almeno alla luce del sole).
Ma negli ultimi anni, ed in particolare l'edizione di quest’anno, la festa è diventata qualcosa di sempre più grande e ben organizzato dalle istituzioni, enti, distillerie e associazioni del luogo.
Venerdì 13 giugno 2025
Partiti in auto da Milano, ci siamo immersi in strade panoramiche tra montagne, campi in fiore e boschi a perdita d'occhio. Il profumo di artemisia si mescola a quello dell'aria di montagna, con il sentore di fieno e mucche nei pascoli vicini. Le antiche casette, le insegne (persino i cartelli stradali) con la Fata Verde e gli edifici storici ci accompagnano in un viaggio fuori dal tempo.

Il gruppo è composto da me (Andrea Sica), e da Michele, soci dell'Académie d'Absomphe, insieme ai nostri amici Francesco e Leonardo. Marco, altro socio, ci raggiungerà più tardi. La destinazione è quella che per noi rappresenta la "Mecca dell'assenzio": la Val-de-Travers.
Qui, verso la fine del Settecento, l'Assenzio nacque come rimedio erboristico, poi bevanda popolare. E fu sempre qui che, dopo il bando del 1910 che lo rese illegale, continuò ad essere prodotto in segreto, in moltissime case, col nome di La Bleue. Un assenzio clandestino lasciato trasparente per essere più facile da camuffare.
Solo nel 2006, con la legalizzazione, molti distillatori poterono finalmente tornare alla luce del sole.
Distillerie Grand
La nostra prima tappa, in tarda serata, è la distilleria di Patrick Grand a Fleurier, ricavata da una chiesa sconsacrata. Questo luogo divenne poi successivamente un teatro, e ora tempio dell'alambicco. Il buon Patrick ci accoglie con il suo folle entusiasmo.

Gli addobbi artigianali del vecchio palco teatrale, opera dell'artista Léon Perrin, fanno da sfondo a una chiccherata, mentre ci mostra i recenti lavori di ristrutturazione parla del suo sogno di fondare una scuola per distillatori, ci serve una degustazione che spazia dai suoi classici a creazioni sperimentali, come un assenzio alla grappa e uno, molto particolare, alla cannabis.

Passiamo la notte sotto un cielo incredibilmente stellato - uno spettacolo ormai raro per chi vive in città - accampati nel giardino di Diane Tripet, dove un tempo si concludevano le serate delle prime edizioni dell’Absinthe en Fête, quando era ancora una piccola festa tra pochi appassionati. Ci ospita con quella generosità genuina tipica di chi vive immerso nella cultura dell’assenzio.
Sabato 14 giugno 2025
Distillerie Guy a Pontarlier
Al risveglio, decidiamo di separarci temporaneamente dalla festa in Svizzera e varcare il confine, per recarci a Pontarlier, in Francia. Fu qui che, nei primissimi anni dell’Ottocento, nacquero le prime grandi distillerie di absinthe: da prodotto locale delle valli svizzere, l'assenzio iniziò la sua ascesa fino a conquistare l'Europa e non solo.
Agli inizi del '900, Pontarlier contava ben 23 distillerie attive, ed era diventata la vera capitale mondiale dell'Assenzio.

Dopo una sosta rigenerante in boulangerie, visitiamo la storica Distillerie Guy, una delle pochissime sopravvissute alla grande interdizione dell’Assenzio del 1915, grazie a una lungimirante diversificazione produttiva. Il loro Pontarlier-Anis è ancora oggi un pilastro della tradizione locale.
Fu proprio questa distilleria, nei primi anni 2000, a produrre il primo assenzio autentico dopo la rilegalizzazione. A guidare questo ritorno storico fu François Guy, oggi in pensione, che si batté con determinazione per rimuovere gli ultimi ostacoli legislativi.

La distilleria non vive solo di gloria passata: oltre a produrre quello che è ormai considerato l’Assenzio classico per eccellenza, il “François Guy”, ispirato alle ricette più tradizionali di famiglia, negli ultimi anni ha saputo innovare con creazioni originali. Spiccano l’Absinthe La Fée June, invecchiato in botti di vino giallo del Giura, e il raffinato Trilogie, anch’esso invecchiato in tre botti distinte.
Particolarmente degna di nota è la medaglia conquistata alle ultime Absinthiades dal nuovo absinthe verte “Libération”, affiancato dal blanche “Pur” e il rouge “Séduction”.

Il padrone di casa mi offre con generosità un assaggio fuori commercio recuperato dal retrobottega: una riproduzione dell'antico Absinthe Armand Guy ottocentesco, il primissimo prodotto della distilleria fondata nel 1890.
Il motivo per cui non può essere venduto esattamente com'era è che supera abbondantemente il limite di 35 mg/l di tujone previsto dalla normativa europea.
Va detto però che, nonostante le tante castronerie diffuse su questa sostanza, il tujone, in realtà, è nocivo solo a dosi estremamente elevate. Gli assenzi ottocenteschi ne contenevano in media circa 25 mg/l. Questo, invece, è un caso eccezionale, e si sente: al palato risulta corposo, erbaceo, piuttosto “strong”… e non solo perché erano appena le 10 del mattino e ci attendeva un'intera giornata di assaggi!

Mentre un pullman di visitatori attempati arriva per le visite guidate organizzate per la festa, ne approfittiamo per acquistare diverse bottiglie ed il libro "Pontarlier-Anis: un siècle d'histoire de la Distillerie Guy" (2014) per approfondire la storia della distilleria.
Distillerie Montrieux
Il contrasto è affascinante: dalla più antica distilleria passiamo alla più giovane, la Distillerie Montrieux, aperta nel cuore di Pontarlier qualche mese fa, ad ottobre 2024.

Marc Bourgeois, il fondatore, ci accoglie con entusiasmo, raccontandoci come è nata l’idea di riportare l'arte distillatoria dell’assenzio nella sua città dopo oltre un secolo di silenzio post-bando. La sua filosofia è interessante: dare all'assenzio un'estetica più contemporanea, che si esprime anche attraverso il design delle bottiglie, pur rimanendo fedele alle antiche ricette del territorio in cui è cresciuto.
Andrea Sica e Marc Bourgeois
Tra l'odore ancora fresco dell'arredamento appena montato, mi viene mostrato con orgoglio l'album della "storia" della distilleria. Di solito, libri del genere riportano manoscritti sbiaditi, foto in bianco e nero e aneddoti centenari… in questo caso, invece, si tratta di una raccolta fotografica della ristrutturazione del locale – avvenuta meno di un anno fa!

Ma è proprio questo il bello: la storia sta iniziando ora. L'augurio è che, tra cent'anni, si possa davvero sfogliare un libro pieno di bottiglie memorabili, successi e momenti storici di questa distilleria. Fa piacere pensare che, a 220 anni dalla nascita della prima distilleria di assenzio a Pontarlier, una nuova abbia appena preso vita.
Un segno che la storia dell’Assenzio non è affatto finita – anzi, è appena ricominciata.

Oltre a una linea di assenzi eleganti e ben bilanciati, che assaggiamo tutti, produce anche un gin all'artemisia, originale e sorprendentemente riuscito. Acquistiamo alcune di queste bottiglie.
Distillerie Les Fils d'Émile Pernot
Un altro tuffo nel passato ci conduce a La Cluse-et-Mijoux, appena fuori Pontarlier, dove ha sede la storica Distillerie Les Fils d'Émile Pernot, l'altra sopravvissuta all’interdizione dell’assenzio del 1915.

Osservo, e accarezzo con reverenza, gli antichi alambicchi Egrot, iconici strumenti ottocenteschi. Quelli che ho davanti sono stati costruiti nel 1945, ma si basano sul modello brevettato del 1905, appositamente progettato per la distillazione dell’assenzio e che erano in uso in molte distillerie dell’epoca.


In particolare, il rettificatore a sfere Egrot, situato in alto, è un sistema ingegnoso che migliora la regolarità e la purezza del distillato. Le sue sfere, raffreddate internamente da una riserva d’acqua, permettono di selezionare solo i vapori più leggeri e aromatici, che vengono poi convogliati verso la serpentina, ottenendo così un distillato più fine, saturo di oli essenziali e note erbacee complesse.

L'efficienza delle sfere Egrot ha persino causato, nel tempo, la formazione di una muffa sul soffitto, testimone silenziosa di continue distillazioni.

La distilleria continua a produrre assenzi storici, tra cui antichi marchi ottocenteschi di cui ha acquisito i diritti. È stata una distilleria fondamentale per la rinascita dell'Assenzio negli anni 2000.

Il potenziale storico è enorme, con una distribuzione più efficiente potrebbe sostituire molti surrogati presenti nei bar del mondo ma, purtroppo, tra i vari cambi di gestione, ci sono stati alti e bassi negli ultimi anni, sotto vari aspetti. Un peccato per una realtà così ricca di storia.

Distillerie Aymonier
Prima di rientrare in Svizzera, una sosta è d’obbligo a Les Fourgs, presso La Semilla – Distillerie Aymonier, dove veniamo accolti da François Aymonier con la massima ospitalità possibile.
François è una delle persone più generose del mondo dell’assenzio, e ce lo dimostra subito: ci accoglie con stuzzichini e ci fa assaggiare, con evidente entusiasmo, la sua vastissima gamma di assenzi, molti dei quali pluripremiati alle Absinthiades o in altri concorsi internazionali.
La varietà di absinthes è davvero sorprendente: si passa dai più classici, ispirati alla tradizione, a interpretazioni più particolare, con combinazioni inedite di ingredienti e proporzioni - tutti rigorosamente biologici con piante coltivate nei suoi terreni. C’è davvero un assenzio per ogni gusto.
Tra le novità, ci colpisce “La Défendue”, un assenzio distillato da alcol di mele provenienti dalle loro coltivazioni. Un equilibrio tra l’intensità aromatica dell’Assenzio e dell’anice verde e le note fruttate morbide di mela.

Non meno affascinante è la nuova serie di assenzi ispirata a “Le Quattro Stagioni” di Vivaldi: abbiamo potuto assaggiare La Primavera e L’Estate, primi due capitoli che ci hanno conquistato, e non solo per l’orgoglio italico.
Andrea Sica e François Aymonier
Distillerie Artemisia Bugnon
Rientrati in Svizzera, la prima tappa è a Couvet nell'immancabile Distillerie Absinthe Artemisia Bugnon & Co., dove andiamo a salutare Claude-Alain Bugnon. Figura emblematica della rinascita dell'assenzio, è stato il primo distillatore clandestino a ottenere la legalizzazione nel 2006, passando così dall'illegalità alla piena legittimazione e diventando un simbolo del nuovo corso dell'assenzio a Couvet.

Il suo celebre Absinthe La Clandestine è ormai un’icona: è il simbolo della categoria degli assenzi “La Bleue”, la tipologia di assenzi incolore prodotti artigianalmente e in segreto tra le mura domestiche durante il lungo periodo di proibizione.

Accanto a questo classico, ci sono anche le ottime varianti verte e blanche intense, oltre al suggestivo Butterfly, che riproduce una storica ricetta americana d’inizio Novecento. Sono tutti prodotti che non mancano mai nella collezione di un vero assenziofilo.
antichi assenzi del periodo clandestino
Ne approfitto per acquistare nella sua boutique i preziosi volumi curati da Jacques Kaeslin e Michael Kreis, due ricercatori che hanno condotto uno studio meticoloso sulle origini dell’assenzio nella Val-de-Travers, uno studio prezioso per approfondire le vere origini dell’assenzio avvenute proprio in questo comune svizzero.
Andrea Sica e Claude-Alain Bugnon
Distillerie d'Absinthe Persoz
A pochi passi troviamo la Distillerie d'Absinthe Persoz con Gaudentia Persoz, che ci accoglie con il suo sorriso, vestita da Fata Verde.

Gaudentia ha un primato particolare: è la prima donna distillatrice da quando l'assenzio è tornato legale.

La sua storia è affascinante: segue una ricetta tramandata dalla nonna del marito, un'antica formula del 1898, ma ha poi saputo elaborare un'intera gamma di absinthes con varianti personali.

La produzione rimane rigorosamente familiare e artigianale, "come ai tempi della clandestinità", come tiene a precisare.
Distillerie Wyttenbach
Addentrandoci nel centro di Couvet, tra le antiche abitazioni in pietra di un paesino che sembra sospeso nel tempo, scorrendo tra i giardini delle casette indipendenti, respiriamo un’aria fresca e pulita che sa di prati, colline e storia.
Seguendo le indicazioni della fata verde, in questo scenario quieto, arriviamo alla Distillerie Wyttenbach, dove Mathieu Wyttenbach, dal 2005, porta avanti con passione il sapere artigianale ereditato dai vecchi clandestini.

Ci accoglie – parlando un perfetto italiano – con una deliziosa granita all'assenzio, che ci rifocilla.

I suoi due assenzi, un verte e un blanche, colpiscono già a prima vista per le raffinate etichette barocche, realizzate da un grafico della zona. Nonostante si basino sugli ingredienti classici della tradizione di Couvet, ciascuno di essi ha una personalità ben definita, frutto di una mano esperta e di scelte aromatiche ben calibrate.

La distilleria di Mathieu non è solo un laboratorio di distillazione, ma anche un piccolo polo culturale, dove si organizzano serate a tema dedicate all'Assenzio.

Proprio durante la nostra visita, una grande tavolata ospitava un allegro pranzo tra amici, tra cui alcuni italo-svizzeri, felici nel vedere crescere anche in Italia l’interesse per l’assenzio autentico. E altrettanto sorpresi dal fatto che avessimo percorso così tanta strada “solo” per sorseggiare assenzio…
Andrea Sica e Mathieu Wyttenbach
Distillerie Stillerie. La gioventù incontra la tradizione
A Fleurier, proprio sul ciglio della strada, troviamo il festoso bancone della Distillerie Stillerie, gestita da Céline, David e Julien: tre giovani amici che portano una ventata di freschezza nel mondo dell’Assenzio.

La loro storia è affascinante: tutto è nato durante i loro incontri settimanali alla fontana di Place des Grottes, a Ginevra, dove, degustando assenzi di ogni tipo, hanno affinato inconsapevolmente i loro palati e gettato le basi di un’avventura imprenditoriale che non avevano mai pianificato davvero.
Ci accolgono con un’allegria contagiosa, offrendoci deliziosi pasticcini all’assenzio e condividendo con entusiasmo il loro progetto.
Al posto della classica fontana da Assenzio, è stato predisposto un grande bidone del latte di metallo ingegnosamente trasformato in fontana per Assenzio con più rubinetti, molto pratico!
La loro filosofia è ammirevole: produzione artigianale in small batch, alcol biologico svizzero, botaniche selezionate, attenzione ai dettagli, dal contenuto all’estetica. La loro produzione non si ferma all’Assenzio: si estende anche ad altri spiriti, sempre artigianali e originali, espressione della stessa creatività e cura che li contraddistingue.
Ci tengono particolarmente a farci assaggiare una nuova creazione: un assenzio di colore blu, con colore ottenuto in modo naturale, sostituendo le piante che, nei classici assenzi verte, rilasciano il colore verde della clorofilla, con altre botaniche che donano questa sfumatura inusuale.
Ammettiamo un pizzico di scetticismo iniziale, ma il risultato non è male: pur con sfumature inedite, resta un autentico assenzio, con basi classiche e riconoscibili.
Qualche aspetto è probabilmente ancora da affinare meglio, ma ogni tanto ben vengano anche variazioni moderne, se ben radicate nei principi della holy trinity e nella distillazione tradizionale.

Un plauso va anche alla loro identità visiva: ogni assenzio è concepito come un’entità a sé, con un’immaginazione e una narrazione uniche. Evitano i cliché con fate alate o paesaggi rétro: ogni etichetta è affidata a un artista diverso, ispirata al mondo delle carte collezionabili dell’infanzia.
Le bottiglie, e ciò che contengono, rispecchiano perfettamente l’essenza dei tre ragazzi alla guida della distilleria: brillanti, pop, memorabili - ma con radici ben salde nella tradizione artigianale più autentica.
La pausa pranzo e la navetta gratuita
Dopo una veloce pausa pranzo in un fast food, vivacizzata dall’incontro con una ragazza di origini italiane – anzi, irpine come il sottoscritto! – che ci tiene moltissimo a farci assaggiare il suo limoncello e la crema di limoncello fatti in casa (d’altronde avevamo bevuto poco, quel giorno!), ci spostiamo verso Môtiers con una delle navette gratuite messe a disposizione per la giornata.

Distillerie Benoit
Spostandoci a Môtiers visitiamo la Distillerie Yves Benoit, situata letteralmente in mezzo alle abitazioni private, che trasmette immediatamente un'aria di autentica artigianalità familiare.

Yves ha una storia particolare: ha rilevato la distilleria del nonno quando l'assenzio era ancora proibito, custodendo gelosamente la ricetta di famiglia. Nell'estate del 2006, quando l'assenzio è tornato legale, è finalmente "uscito allo scoperto", aprendo ufficialmente la sua distilleria a Môtiers.
Il suo Absinthe Traditionnelle mantiene ancora la formula originale, testimonianza vivente della continuità storica.
Incontri internazionali e la festa finale
Facciamo un’ultima tappa alla distilleria-cappella di Patrick Grand, anche per acquistare qualche bottiglia che in Italia non troveremmo facilmente, dove l’atmosfera è sempre più animata.
Qui incrociamo altri amici provenienti da tutta Europa: Michelle, gli immancabili ragazzi della Repubblica Ceca e il mitico Wolfgang Klotz, collezionista tedesco e produttore di distillati, che mi fa assaggiare i suoi rum vintage invecchiati per decine d’anni. Grazie Wolfgang, mi serviva proprio qualcosa da bere!
Durante tutta la giornata sono transitati amici, conoscenti e assenziofili da ogni angolo del mondo. Peccato solo non esser riuscito a incrociare tutti: ognuno è passato in orari diversi e, a parte la fonduta organizzata da Patrick la sera prima a cui purtroppo non abbiamo partecipato, i momenti di incontro collettivo sono stati pochi. Speriamo ci si riesca ad organizzare meglio per i prossimi eventi.

La serata culmina al Parc Girardier, nel cuore di Môtiers, dove per la prima volta è stato allestito un grande spazio con palco. Si esibisce anche la nostra amica Diane Tripet, seguita da un DJ set che anima la notte.
Gli stand gastronomici non mancano, peccato che molti accettino solo franchi svizzeri in contanti e non è possibile pagare con carta. Un dettaglio che speriamo venga migliorato nelle prossime edizioni, soprattutto pensando ai visitatori stranieri.

Naturalmente, resta la possibilità di degustare tutti gli assenzi delle distillerie partecipanti, brindando fianco a fianco con i produttori e con quei personaggi – noti o meno – che da anni si impegnano a valorizzare l’Assenzio autentico e il territorio che gli ha dato origine.
Qui ci ricongiungiamo con Marco dell'Académie e passiamo il resto della serata insieme. Incontriamo anche un appassionato italiano che si sta avvicinando alla produzione di assenzio: ci racconta il suo progetto con entusiasmo. È bello vedere come la passione per l'assenzio continui a espandersi e trovare nuove espressioni.
Tra un brindisi e l'altro ritroviamo anche "la mafia ceca" - ovvero il gruppo più festaiolo e instancabile dell'intero evento – ancora attivissimo fino a notte inoltrata.

In mezzo alla folla spunta anche Oxana della Maison de l’Absinthe, il museo di Môtiers dedicato all'Assenzio, ospitato proprio nell’edificio che un tempo fu sede del tribunale che nel 1910 decretò la messa al bando dell'assenzio.
Mi viene incontro col sorriso e il cellulare in mano, aperto su una pagina social di @assenzioitalia. Poco dopo ci raggiunge anche Raphaël Gasser, il direttore del museo, che, scherzosamente, mi porge un mazzo di chiavi dicendo: "Puoi andare al museo quando vuoi!".
Entrambi ci tengono a farmi sapere quanto apprezzino il lavoro di divulgazione che porto avanti in Italia con l'Académie d'Absomphe. Chissà che in futuro non nasca una bella collaborazione.
La colazione e collezione di Diane Tripet
L'indomani mattina ci aspetta un’abbondante colazione con Diane Tripet e la gentile vicina di casa, nel suo giardino a letteralmente quattro passi dal Séchoir à absinthe, l'antico essiccatoio dove un tempo si lasciava asciugare l'artemisia raccolta nei campi.
Tra prodotti tipici della valle, Diane ci racconta di quando, da giovane, quasi ogni casa in questa piccola frazione nascondeva un alambicco: distillare assenzio in segreto era la normalità. Oggi, quella memoria vive anche nella sua incredibile collezione di bottiglie di absinthe, molte ricevute in dono da appassionati di tutto il mondo che passano a trovarla.

Anche noi abbiamo portato un contributo: una bottiglia dell'assenzio italiano I Fiori del Mare della distilleria Breaking Booze. La sua raccolta è vastissima, tra etichette storiche, bottiglie ormai introvabili e… qualche intruso poco gradito. "C’è anche la merda ceca", esclama senza giri di parole, quando ci soffermiamo su quei surrogati dai colori chimici che nulla hanno in comune con l'Assenzio autentico.
Le pareti rivestite di etichette d'epoca, il tavolino da bistrot, antichi grammofoni e altri oggetti del passato rendono questo spazio intimo e suggestivo: un angolo che ogni assenziofilo sognerebbe di avere in casa, dove dedicarsi un momento contemplativo con la Fée Verte.
Carichiamo in macchina bottiglie e souvenir acquistati in questi giorni, e partiamo con un bagaglio più pesante - e non solo per via del vetro. Con noi, anche il senso di aver rafforzato legami e gettato un piccolo ponte culturale che supera le frontiere.
La fontana segreta dell'Assenzio
Prima di rientrare in Italia, una tappa è d'obbligo: un ultimo brindisi a una delle leggendarie fontane segrete dell’assenzio.


Nascoste tra le colline e i boschi che abbracciano Couvet, Môtiers e Fleurier, queste fontane sono piccoli santuari della tradizione: alcune facili da trovare, altre celate alla vista, tutte accomunate dallo stesso “spirito”.
A ogni fontana si trova una bottiglia di assenzio locale, alcuni bicchieri e una "scatola dell'onestà", dove lasciare un’offerta libera per sostenere i distillatori che, a rotazione, riforniscono questi luoghi letteralmente fatati.
Ci si serve direttamente, lasciando che l’acqua fresca delle fontane diluisca l'assenzio "clandestino" nel bicchiere, fino a ottenere il louche - proprio come si faceva un tempo, durante la proibizione, quando era necessario nascondere le bottiglie per sfuggire ai controlli dei gendarmi.
Un ultimo brindisi immersi nella natura che suona come un arrivederci.
Il patrimonio della Val-de-Travers attraverso l'Assenzio
La Val-de-Travers non è solo un luogo geografico: è il DNA stesso dell’assenzio autentico. Qui, tra distillerie secolari che hanno sfidato l’interdizione e giovani realtà capaci di innovare nel solco della tradizione, si respira un’atmosfera unica al mondo.
Ciò che colpisce davvero non sono soltanto i prodotti - che rappresentano l’eccellenza mondiale dell’assenzio - ma l’autenticità delle persone. Ogni distillatore è un custode di storie, di segreti, un narratore appassionato che tramanda non solo ricette, ma cultura, valori e un amore profondo per questa terra che ha dato i natali alla Fée Verte.
Per chi si avvicina all’Assenzio, partecipare all’Absinthe en Fête non è solo consigliabile: è indispensabile. È qui che si comprende davvero la differenza tra un autentico assenzio distillato secondo tradizione e i surrogati industriali che troppo spesso si trovano nei bar. È qui che si scopre che dietro ogni bottiglia si cela una storia di passione, competenza e dedizione artigianale, radicata in secoli di storia.
E non è necessario dover bere Assenzio, anche un astemio ne resterebbe incantato: saperi, sapori, paesaggi, tradizione, memoria. L’Absinthe en Fête è molto più di una festa: è una celebrazione collettiva di un patrimonio culturale da preservare, conoscere e, soprattutto, gustare con consapevolezza.
Ci auguriamo che sempre più appassionati italiani, e non solo, vogliano scoprire con noi questa terra e ciò che racchiude. E dopo averla visitata, non vedrete più l'assenzio con gli stessi occhi… né lo assaggerete con le stesse papille.
Le distillerie di assenzio: un patrimonio da scoprire
L'Absinthe en Fête 2025 ha visto la partecipazione di 15 distillerie, un aumento del 50% rispetto all'anno precedente che testimonia la vitalità del settore nella regione.
Purtroppo, il tempo a disposizione non ci ha permesso di visitare tutte le distillerie né tanti altri luoghi d’interesse.
Ma ecco elencate qui sotto le distillerie partner per chi desiderasse organizzare un viaggio di approfondimento (cosa sempre possibile in ogni periodo dell’anno, anche al di fuori dell’evento):
- Absinthe Bovet La Valote - Françoise Bovet (Môtiers)
- Distillerie Artemisia-Bugnon - Claude-Alain et Karine Bugnon (Môtiers)
- La Valote Martin - Philippe Martin (Couvet)
- Absintherie Celle à Guilloud - Pierre-André Matthey (Fleurier)
- Absinthe de l'Herboriste - Pierre-André et Cosette Virgilio (Fleurier)
- DistAB et Officine de verre - Nicolas Stauffer (Couvet)
- Absinthe Persoz - Gaudentia Persoz (Couvet)
- Distillerie Wanner - Romain Wanner (Couvet)
- Absinthe Grand - Patrick Grand (Fleurier)
- Distillerie Stillerie - Céline, David et Julien (Fleurier)
- Distillerie du Val-de-Travers / AbsintheMarket.com - Christophe Racine (Môtiers)
- Distillerie Wyttenbach - Mathieu Wyttenbach (Couvet)
- Absinthe La Vraie - Pierre-André Currit (Les Bayards)
- Absintherie du Père François - François Bezençon (Môtiers)
- Absinthe Benoit - Yves Benoit (Môtiers)
Ognuna di queste realtà custodisce una propria identità, una storia, una visione dell’assenzio: un vero e proprio patrimonio da scoprire, assaporare e comprendere.
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