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Recensione di: Michele Ridella

 

ASSENZIO: Apocalypse
GRADAZIONE ALCOLICA: 65%
DISTILLERIA: Absintherie Bourbonnaise
PAESE: Francia
TIPOLOGIA: Verte

 


 

PRESENTAZIONE

Diciamo... particolare.

Era un po' di tempo che vedevo questa bottiglia a forma di teschio in vendita. E, detta papale papale, non è che mi ispirasse un granché: piuttosto comprensibile, dal momento che i prodotti in bottiglie di questo tipo sono al 99% porcherie che poco hanno a che spartire con l'assenzio autentico (credo che le uniche eccezioni siano proprio questo Apocalypse e la Skull Edition del Twin Tec). Anche il nome era quel che era, e la confezione di cartone con teschi, falci e citazioni bibliche non lasciava certo ben sperare.

D'altra parte, una volta appurata l'autenticità dell'Apocalypse, la presentazione non risulta poi così brutta. Particolare, certo, e senza dubbio molto moderna, niente a che vedere con le bottiglie classicheggianti in stile Jade o Parisiennes, ma non per questo brutta. Ha quel tocco di trash che a me in fondo non dispiace.

Il vetro trasparente non è mai la migliore delle scelte, ma visto il colore originale di questo Apocalypse si può soprassedere.

Apocalypse Assenzio

COLORE 8/10

Pre-diluizione:
Non è propriamente un feuille morte: più che altro un giallo limonata. Una volta nel bicchiere emergono sfumature verdognole invisibili in bottiglia. Del tutto naturale. [4]
Post-diluizione:
Coerente al colore pre-diluizione: più giallo che verde, anche se durante l'azione del louche un po' di verde in più emerge. [4]

apocalypse absinthe sigilloLOUCHE 16/20

Sviluppo:
Ottimo. Né troppo rapido né troppo lento, con nuvoletta che va formandosi regolarmente dal basso verso l'alto. Oil trails presenti sin da subito e piacevolissime da guardare, top layer ben definito, soprattutto rispetto alla media. [8]

Consistenza:
Non raggiunge i livelli di densità dei Devoille, ma opacizza completamente, il cucchiaino è pressoché invisibile. [8]

AROMA 23/30

Puro:
Non eccessivamente intenso, ma piacevole. Emergono soprattutto l'artemisia e le note limonose date dalla melissa, con l'anice subito dietro. Si può avvertire anche un sentore di alcol un po' troppo in evidenza. [11]

Diluito:
L'aroma si libera tantissimo, e se non riempie la stanza esce comunque decisamente dal bicchiere. Le note più evidenti sono quelle che si potevano avvertire anche da puro, ma la melissa si fa ancora più avanti. Molto gradevole. [12]

AL PALATO 27/40

Profilo aromatico:
Conferma le impressioni avute dall'aroma: il difetto principale è l'alcol, troppo in evidenza, soprattutto ai primi sorsi e soprattutto senza zucchero. La mezza zolletta lo mette un po' da parte, ma al tempo stesso, secondo me, va a rovinare l'equilibrio generale dell'assenzio, che in linea di massima ho preferito senza zucchero. La holy trinity è bene in evidenza, artemisia in testa, e al suo fianco la melissa, caratteristica dominante di questo assenzio. Non si tratta di un sapore complesso, al contrario; ma è comunque piuttosto buono. [14]

Persistenza aromatica:
Ancora una volta, fedele a se stesso: il sapore che rimane in bocca è quello di artemisia e limone, con un vago sentore di anice sullo sfondo. Anche qui, semplice ma gradevole. Rimane abbastanza a lungo, senza esagerare. [13]

CONSIDERAZIONI FINALI
Un assenzio non straordinario, ma sicuramente molto buono. In virtù della sua semplicità, della sua classicità (che non gli impedisce ugualmente di avere quel tocco personale) e – elemento non trascurabile – del prezzo contenuto, mi sentirei di consigliarlo a un neofita, andando a metterlo accanto ai più celebri Un Emile, Francois Guy e L'Entete. Francamente, trovo che l'Absintherie Bourbonnaise sia una distilleria molto sottovalutata. È il loro terzo prodotto che provo, dopo l'ottimo Napoleon III e il particolare Zubrsinthe, e trovo che, visti anche i prezzi accessibili, questa distilleria meriti una maggiore visibilità.

 

Apocalypse Assenzio

VOTO FINALE
La matematica dice 74. Personalmente lo abbasserei un po', stando su un 70 tondo tondo.

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