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Recensione di: Michele Ridella

ASSENZIO: La Bleu Authentique du Val-de-Travers
GRADAZIONE ALCOLICA: 54%
DISTILLERIA: Distab Sarl / Christophe Racine
PAESE: Svizzera
TIPOLOGIA: Verte


 

Assenzio La Bleue Authentique du Val-de-Travers

QUALCHE PAROLA D'INTRODUZIONE:

Quando passo in Val-de-Travers, vado sempre in cerca di qualche bottiglia particolare, un prodotto di difficile reperibilità, di quelli che non si trovano comunemente nei negozi online. Ci sono molti posti, da quelle parti, dove trovare prodotti di questo tipo; ma il negozio-distilleria di Christophe Racine a Môtiers è probabilmente il mio preferito: sempre fornito e con prodotti che tendono a variare (o, per meglio dire, aumentare) da una visita all'altra. Tendo quindi solitamente a fare incetta di bottiglie di piccole – o piccolissime – dimensioni, in modo da poter provare più cose possibili.
“La Bleu Authentique du Val-de-Travers” è stato uno dei miei acquisti. E' un assenzio prodotto dalla collaborazione dello stesso Christophe Racine e la distilleria Distab Sarl. E, malgrado quanto suggerisca il nome, è un verde. Uno dei pochi verdi che si trovino da quelle parti, in effetti.
È fatto noto che la Val-de-Travers sia nota soprattutto per i bianchi (o, a voler essere precisi, per i bleu); non è però poi così raro che anche i verdi di questa zona si rivelino perlomeno gradevoli, per non dire notevoli. L'assenzio qui in esame, fortunatamente, fa parte di questi casi.

 

PRESENTAZIONE:
Bottiglia di vetro scuro, etichetta minimale, tappo in metallo. Poteva andare meglio, ma poteva anche andare peggio.

 

Assenzio La Bleue Authentique du Val-de-Travers

COLORE 7,5/10

Pre-diluizione: Non proprio un feuille morte, ma anche non proprio un verde. A cavallo tra i due, ha un po' l'aspetto di un verde che nel tempo è deteriorato, e forse è proprio così. Comunque gradevole e perfettamente trasparente. [3,5]
Post-diluizione: Con l'aggiunta dell'acqua vira in modo più deciso su un giallo pieno e niente affatto sbiadito. [4]

 

LOUCHE 15/20

Sviluppo:
Forse un po' brusco: non si fanno in tempo a vedere le oil trails, le nuvolette sono subito piuttosto grosse e l'intorbidimento è rapido, non diversamente da quanto accade tipicamente con i bianchi svizzeri. C'è comunque il tempo di ammirare un top layer molto ben definito. [7/10]

Consistenza:
Opacizza completamente e già alla vista risulta molto denso (impressione poi confermata dall'assaggio). Vista anche la bassa gradazione è però bene prestare attenzione a non aggiungere troppa acqua, perché tende a disfarsi facilmente. [8]

 

AROMA 26/30

Puro:
Qui le cose si fanno interessanti. L'aroma è da subito piuttosto intenso, ed è quello tipico dei bianchi svizzeri: holy trinity bene in evidenza, anice verde e finocchio in buone quantità a contornare l'artemisia della Val-de-Travers. Eppure non è solo quello. L'impronta aromatica appare più complessa – sebbene in modo forse un po' confuso – e soprattutto molto più erbacea, e mette in risalto il ruolo di assoluta importanza che ha avuto la colorazione. [13]

Diluito:
Ancora più intenso: ad ogni goccia che viene aggiunto, si apre sempre di più, riempiendo l'intera stanza. Le erbe di colorazione spingono ed emergono in maniera più definita. [13]

 

AL PALATO 31/40

Profilo aromatico:
A conferma di quanto intuibile dall'aroma, “La Bleu Authentique du Val-de-Travers” ha il sapore tipico della regione in cui viene prodotto, ma non si limita a questo, aggiungendo un'impronta erbacea dovuta alla colorazione assai gradevole e diversa da quella francese, che sia di Pontarlier o meno. La bassa gradazione mette l'alcol in secondo piano, sia in positivo che in negativo: da una parte abbiamo una bevanda piacevole, che scivola giù per la gola senza difficoltà alcuna; dall'altra non possiamo certo dire di avere una base alcolica memorabile.
Provato con e senza zucchero, tenderei a consigliarlo senza: è un assenzio già molto dolce di suo, e inoltre ho l'impressione che anche solo una mezza zolletta vada a coprirne la personalità. [16]
Persistenza aromatica:
Rimane a lungo, ma perde in particolarità: si resa con l'idea di aver bevuto un classicissimo la bleue. Sempre assai gradevole, dunque, ma meno caratteristico. [15]

 

CONSIDERAZIONI FINALI

Capita di sentir dire di alcuni verdi prodotti nella Val-de-Travers che non sono altro che la bleue colorati. Ciò sta ad indicare solitamente un assenzio per il quale la colorazione è stata superficiale, un fatto quasi meramente estetico, poiché dal punto di vista del sapore non riesce a differenziarsi dai bianchi.
Per quanto riguarda l'assenzio qui in esame, mi sento di usare la stessa definizione: un la bleue colorato. Solo che lo faccio con una connotazione diversa, molto più positiva. E' un la bleue nell'anima, nel senso che l'impronta tipica della Val-de-Travers si sente ed è inconfondibile; ma la colorazione si sente eccome. Si sente e si assapora, e fa la differenza.

 

VOTO FINALE

La somma fa 79,5. Arrotondo per difetto a 79, giusto perché 80 mi pare un filo eccessivo. Sia come sia, un prodotto interessante, benché purtroppo davvero di difficile reperibilità.

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