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ASSENZIO: Impériale
GRADAZIONE ALCOLICA: 60%
DISTILLERIA: Absinthe de l’Herboriste
PAESE: Svizzera
TIPOLOGIA: La Bleue

 

Assenzio Imperiale

 

 

QUALCHE PAROLA D'INTRODUZIONE:
Siamo di nuovo in Val-de-Travers, e di nuovo abbiamo a che fare con un prodotto che difficilmente potrà essere reperito, al di fuori di questa zona: uno dei tanti tipici assenzi bianchi di questa zona delle Svizzera, quegli assenzi che fino a qualche anno fa mi interessavano soltanto relativamente, e che invece, da quando ho preso l’abitudine di andare a Boveresse per il festival di giugno, ho cominciato a capire davvero. Oggi, soltanto a sentire l’odore di un la bleue avverto un brividino dietro la nuca che mi proietta dritto dritto in quei luoghi.
La distilleria “Absinthe de l’Herboriste” produce quattro assenzi, tre bianchi e un verde: uno è il prodotto base, che porta lo stesso nome della distilleria; ci sono poi i due Ancéstrale, il bianco e il verde, prodotti interessanti e più elaborati; infine c’è l’Impériale che mi ha conquistato al primo assaggio nel giugno 2017. L’acquisto è stato d’obbligo.
Come dicevo, purtroppo non è facile trovarlo al di fuori della Val-de-Travers; se però doveste scegliere di recarvi da quelle parti – e se non ci siete mai stati consiglio vivamente di non rimandare oltre, perché davvero, ne vale la pena; mentre se già li avete visitati so per certo che desiderate tornarvi – scoprirete che i prodotti della distilleria compaiono un po’ ovunque, almeno nei contesti legati all’assenzi: sono dei classici, sempre presenti alle manifestazioni e nei dintorni di esse. La distilleria si trova a Flaurier, e sicuramente merita una visita, fosse anche solo per la simpatia di Cosette e Pierre André Virgilio.

 

PRESENTAZIONE:
Non certo straordinaria, o almeno non lo è la mia bottiglietta da 35 cl: etichetta minimale e poco rilevante, tappo in plastica, vetro trasparente. Che però, tutto sommato, per un La Bleue non è davvero un problema.

 

COLORE 4/10
Pre-diluizione:Perfettamente trasparente. Come da prassi con i bianchi, non assegnerò un punteggio. [/]
Post-diluizione: Un bel bianco pieno, leggermente più caldo di altri la bleue, denso e opaco. [4]

 

LOUCHE 14,5/20
Sviluppo:
Anche qui siamo sul classico: rapido e brusco, sebbene un po’ meno di quanto accada con molti simili. Il top layer si vede per un attimo e poi svanisce, le oil trails sono nuvolette di fumo sin dall’inizio, che precipitano in basso e si accumulano poi verso l’alto, opacizzando rapidamente l’assenzio. Sicuramente bello, ma non certo memorabile [6,5/10]
Consistenza:
Opacizza completamente, il risultato è denso e pieno. Nonostante la bassa gradazione non c’è molto rischio di annacquamento, benché sia comunque consigliabile non eccedere con l’acqua. [8]

 

AROMA 23,5/30
Puro:
Gradevolissimo: come già accennato, io ormai per quell’odore di fieno tipico dei la bleue ci impazzisco. È però doveroso precisare che, dopotutto, non ha niente di diverso da molti, molti altri prodotti di quella zona. È sempre stato il problema principale dei la bleue, questo: tendono a somigliarsi un po’ troppo, soprattutto per un neofita. Rispetto a qualche anno fa, oggi il mio palato riesce a distinguerli meglio, ma il naso ha ancora le sue difficoltà. Resta comunque davvero piacevole. [11]
Diluito:
Si fa più intenso e si diffonde rapido dal bicchiere alla stanza, pur senza esagerare. Ha un profumo semplice, erbaceo e selvaggio, spartano e spontaneo. Ancora una volta non si tratta di un profumo con un’impronta particolarmente personale, quindi il punteggio non può essere troppo alto, ma a me quel brividino alla nuca continua a darlo. [12,5]

 

AL PALATO 32/40
Profilo aromatico:
Questa volta, qualcosa di personale da dire ce l’ha eccome, questo Impériale, rendendo – almeno in parte – giustizia a questo suo nome che nulla ha a che spartire con la modestia. Da una parte ci troviamo di fronte ad un classicissimo la bleue, con tutte le caratteristiche che hanno questi assenzi: una semplicità rustica, un sapore diretto, rinfrescante e dolce. Però, forse, è un po’ meno semplice di quanto ci si aspetti dall’aroma. E, soprattutto, un po’ meno dolce. Non sono del tutto certo di quanto sto per dire, ma ho l’impressione di avvertire, bevendo l’Impériale, un sapore di genziana. E io, è bene specificarlo, la sopporto davvero poco, la genziana. Come già capitato con altre erbe che non incontrano i miei gusti, però, il modo in cui si sposa agli altri ingredienti dell’assenzio mi piace e, in questo caso, dà al tutto un gusto particolare e quasi unico, fatto assai raro, per un la bleue. [16]
Persistenza aromatica:
Rimane a lungo, e soprattutto rimane con tutte le sue particolarità, senza perdere neanche un ingrediente lungo la strada. [16]

 


Assenzio Imperiale 

 

CONSIDERAZIONI FINALI
Un assenzio di buonissima qualità, perfetto tanto se si ha voglia di un la bleu dei più tipici, quanto se invece si preferisce qualcosa di leggermente più particolare. Parlare di sperimentazione è forse eccessivo, ma è altrettanto sicuro che i coniugi Virgilio hanno scelto di valorizzare la tipicità con un ottimo tocco personale e per niente stonato.

 

VOTO FINALE
La somma fa 74, e ritengo possa evitare di essere ritoccata.

Michele
Author: Michele
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