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ABSINTHE: L’italienne (batch 2)

DISTILLERIA: Distilleria Alpe, Hone, Valle d’Aosta, Italia - www.alpevda.it

GRADAZIONE ALCOLICA: 65% vol.

TIPOLOGIA: Particolarità.

GIUDIZIO: * * * *

 

PRESENTAZIONE

Un’ottima presentazione: tappo in sughero (quello del prototipo era in silicone), vetro scuro ed etichetta ispirata a quella dello storico La Pontissalienne, un antico assenzio di Pontarlier:

Curioso solo l’utilizzo di (ben) tre lingue. My five stars.

 

COLORE: 8

Feuille morte con chiare venature verdognole. Alcuni potrebbero preferirlo più verde, ma per me è ok così.

Ricordo che i migliori assenzi del passato prodotti con protocollo svizzero (Pernod Fils, Edouard Pernod ecc) quasi sempre tendevano al (verdino)giallognolo-feuille morte e non al verde (troppo) smeraldo.

LOUCHE: 8

Louche decisamente naturale (e regolare) caratterizzato da una buona evoluzione e un intorbidimento completo.


COLORE DOPO L’AGGIUNTA D’ACQUA: 8

Qui la nota verdognola viene forse un po’ attenuata e siamo più sul panna-marroncino.

 

ASSAGGIO: 53/60

L’italienne è un mondo a parte, e si differenzia nettamente da tutti gli altri assenzi attualmente in produzione.
Si nota chiaramente l’utilizzo di ingredienti di primissima scelta e l’artemisia italiana (rispetto alla più “famosa” cugina di Pontarlier) sembrerebbe adattarsi meglio al carattere piuttosto atipico di questo absinthe – nella versione “prototipo” l’A.A. tendeva in qualche modo ad essere più “scorbutica”.

L’aroma è uno dei punti forti dell’italienne, e riempie l’ambiente con un profumo floreal-provenzale decisamente invitante.

Mediamente spesso al palato è caratterizzato da un A. A. abbastanza presente inserita in un contesto delicato e molto floreal-femminil(eggiant)e, dovuto presumibilmente anche all’issopo (che può ricordare vagamente la lavanda, tanto per capirci).
Anche l’alcool è di ottima qualità: l’etichetta sembrerebbe suggerire che si tratti di alcool di vino, però il produttore (mi) ha confermato di aver utilizzato alcool di grano di alta qualità.

COMPLESSO: 8,5
Fino a poco tempo fa (oggi c’è anche il Mistico Speziale) è stato l’unico assenzio italiano disponibile sul mercato e gode di un’ottima fama internazionale – anche negli ambienti più esclusivi ed intransigenti. Nella sua (particolare) tipologia non ha avversari.

TOTALE: 86/100

Note di assaggio: In questo caso (come suggerito anche sul retro etichetta) ho utilizzato una zolletta (in genere ne uso mezza e con alcuni La Bleue tipo il La Ptit ne faccio a meno).

 

PREGI:

  • Presentazione.
  • Originalità.
  • Qualità degli ingredienti.
  • Ottimo anche per chi non ama l’anice.

 

LIMITI:

  • L’unico “limite” che riesco a trovare (quelli delle versioni precedenti sono stati corretti), insito nella natura del progetto, è che essendo un po’ particolare/caratteristico, non mi sentirei di consigliarlo al neofita curioso di provare il “classico” (?!?) sapore dell’assenzio anise-oriented.
  • Nelle versioni precedenti la preparazione con acqua a filo tipica dei brouilleur in vetro era senz’alto sconsigliabile. Con questa terza versione sinceramente non ho ancora fatto la prova, però in linea generale tendo sempre a preferire un lento goccia a goccia con fontana o caraffa.

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