di Andrea Sica
C'è un momento, nella storia della musica italiana recente, in cui l'alchimia sonora si è intrecciata con quella storica: è il 2001, e Franco Battiato appare nelle vesti di un moderno alchimista nel video de L'Assenzio (The Power of Nothing) dei Bluvertigo. Brano portato al Festival di Sanremo di quell'anno, Un tributo che merita di essere riletto oggi, non solo per il valore artistico, ma per l'eccezionale fedeltà filologica con cui viene rappresentato il rituale della preparazione.
Il brano: un manifesto del pop sperimentale
Presentata al Festival di Sanremo 2001, L'Assenzio (The Power of Nothing), scritto da Morgan e Luca Urbani, è un brano complesso e stratificato che segna l'apice della "Trilogia chimica" dei Bluvertigo. La canzone è un'immersione nel vuoto esistenziale (il "potere del nulla"), sorretta da un arrangiamento orchestrale maestoso che convive con sintetizzatori taglienti. Nonostante la natura sperimentale e il testo colto, il brano ottenne un grande successo di critica, riuscendo a portare un'estetica decadente e raffinata sul palco più nazional-popolare d'Italia.
Il rito alchemico di Battiato
In una scena del videoclip diretto da Asia Argento appare Battiato, nel ruolo di una specie di alchimista, mentre prepara un bicchiere di assenzio.
Durante la scena con Battiato si possono notare due cucchiai per assenzio (apparentemente antichi originali), la zolletta di zucchero posta sul cucchiaio che viene poggiato sul bicchiere prima di versarvici l'acqua utilizzando una caraffa.



Un plauso va ad Asia Argento che, come mi ha fatto sapere, si documentò a puntino per rappresentare questa scena, riproponendo nel dettaglio il rituale corretto di preparazione di assenzio, cosa che per l'epoca (e ahinoi ancora oggi) non era cosa scontata. Anche considerando che invece in film ambientati nell'800, come From Hell - La vera storia di Jack lo squartatore con Johnny Depp, uscito qualche mese più tardi, viene mostrato, con un falso storico, lo scorretto (e moderno) metodo di preparazione.
E come raccontatomi dai Bluvertigo, è emerso come anche Franco Battiato fosse già un conoscitore della materia, padroneggiando la corretta preparazione dell'assenzio con naturalezza.

Tra etimologia e sintesi digitale
Franco Battiato, amico di lunga data di Morgan, ascoltò la canzone "L'Assenzio" in anteprima, dove tra l'altro viene citato ("capire Battiato, film d'orrore, le case chiuse") ed era divertito dal particolare gioco di parole proposto da Morgan:
Assenzio, ovvero in francese "Absinthe", crea una crasi di due parole "Ab" (dal latino "proviene da") e "sinthe", che potrebbe facilmente diventare "synt", ovvero "sintentizzatore". Quindi la parola assenzio diventerebbe “proviene da un sintetizzatore”.

Un altro aneddoto riguardo la registrazione del brano dei Bluvertigo è che per la parte strumentale che si ascolta nell'intermezzo e alla fine della canzone venne utilizzato un sintetizzatore software chiamato Absynth.
Il videoclip de L'Assenzio vince il premio come miglior videoclip al MEI - Festival delle etichette indipendenti di Faenza
Il videoclip
Il videoclip de L'assenzio (The Power of Nothing) dei Bluvertigo (2001), regia di Asia Argento.
