Durante il tour vengono mostrati i passaggi fondamentali: dalla distillazione in alambicchi di rame all'uso delle erbe officinali. Si ricorda anche come, nei primi anni 2000, non fosse ancora consentito riportare in etichetta la parola "Absinthe", a causa dei retaggi del bando iniziato nel 1915. Solo grazie alla determinazione di produttori storici, studiosi e appassionati, l'assenzio ha potuto riottenere il proprio nome e la propria dignità.
Il video mostra anche Philippe Chapon, vicepresidente dell'associazione Pays de l’Absinthe, mentre accompagna il pubblico nel prezioso Museo dell'Assenzio (Musée municipal d'art et d'histoire) di Pontarlier.
Curiosamente, nel corso di un blind test, Christophe Davoine – vicepresidente dell'Association des Barmen de France – fatica a distinguere tra il pastis Ricard, l'assenzio François Guy e Absente (prodotto che non è considerabile un assenzio autentico, ma da anni ne sfrutta l'immagine ed il nome confondendo i consumatori). Pur riconoscendo una qualità superiore nel François Guy, non sembra cogliere le reali differenze tra le categorie. Un dettaglio che lascia riflettere.
Una riflessione interessante che emerge dal video riguarda la perdita del gusto del vero Assenzio, dimenticato durante quasi un secolo di proibizione ma ancora oggi poco riconosciuto, persino in Francia e perfino tra alcuni professionisti del settore. Nel frattempo, è stato il pastis a occupare stabilmente il suo posto nell’immaginario e nei consumi popolari francesi, contribuendo ulteriormente alla confusione tra i due prodotti.
Durante utto il video si accenna, in modo ironico, ma poco chiaro – alla leggenda dell'assenzio che farebbe impazzire, a causa del tujone, una molecola naturale dell'Artemisia absinthium. È importante ricordare che si tratta di una leggenda storica, nata da campagne proibizioniste del passato: nessuno studio ha mai dimostrato effetti nocivi, e il tujone presente negli assenzi attuali è assolutamente innocuo.
Nonostante qualche imprecisione e ambiguità, il video resta un documento interessante. Guardarlo con spirito critico può offrire spunti utili per comprendere le sfide culturali e commerciali che questa bevanda, così ricca di storia, continua ad affrontare ancora oggi.
