Topic-icon Long drink a base di assenzio

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4 Anni 2 Settimane fa #158 da Carlo
Guardando nel vecchio forum ho visto che i cocktail sono tutti piuttosto alcolici. Esistono dei long drink a base di assenzio? L'equivalente di un gin fizz o di un Bellini?

Carlo

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4 Anni 2 Settimane fa #159 da mOzO
Risposta da mOzO al topic Long drink a base di assenzio
Questa è una domanda per Gianluca, vediamo se legge! :)

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4 Anni 2 Settimane fa #161 da Carlo
Risposta da Carlo al topic Long drink a base di assenzio
Intanto ho ordinato il necessario (shaker etc), comincerò dal Suissesse. Pensavo per questi drink meglio usare assenzi non troppo costosi ma ben saporiti. Libertine Amer o 55.

Carlo

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4 Anni 2 Settimane fa #163 da mOzO
Risposta da mOzO al topic Long drink a base di assenzio

Carlo ha scritto: Intanto ho ordinato il necessario (shaker etc), comincerò dal Suissesse. Pensavo per questi drink meglio usare assenzi non troppo costosi ma ben saporiti. Libertine Amer o 55.


L'ho bevuto una sola volta e non mi fece impazzire, il bianco d'uovo mi diede un pò fastidio; lo preparai con un Butterfly ma dovrebbe/potrebbe andar bene anche uno di quelli che hai citato, d'altronde nei cocktails ( a meno che si voglia fare una cosa premium e comunque dipende sempre dal cocktail) è più che legittimo usare ingredienti più economici ( che non vuol dire di bassa qualità)..per esempio il Sazerac preparato con una Vecchia Romagna è buonissimo! :)

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4 Anni 2 Settimane fa #168 da mOzO
Risposta da mOzO al topic Long drink a base di assenzio
Mi è venuto in mente (per rientrare in topic long drinks, sempre se quel che sto per dire rientra nella categoria) che ho bevuto una specie di Death in the Afternoon "italianizzato" che mi piacque molto, anzichè con lo champagne con un Valdobbiadene Cà del Bosco mentre di assenzio ne usai veramente pochissimo, solo per "profumare" il bicchiere! Buono!

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4 Anni 2 Settimane fa #169 da Carlo
Risposta da Carlo al topic Long drink a base di assenzio

mOzO ha scritto: Mi è venuto in mente (per rientrare in topic long drinks, sempre se quel che sto per dire rientra nella categoria) che ho bevuto una specie di Death in the Afternoon "italianizzato" che mi piacque molto, anzichè con lo champagne con un Valdobbiadene Cà del Bosco mentre di assenzio ne usai veramente pochissimo, solo per "profumare" il bicchiere! Buono!

Un buon Valdobbiadene va sempre bene, sarebbe da provare con un assenzio molto marcato, tipo Libertine Amer.

Carlo

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4 Anni 2 Settimane fa - 3 Anni 11 Mesi fa #173 da Jean de Noves
Ciao Carlo, in effetti è così, ma di seguito ti riporterò qualche rara eccezione. Si deve premettere che, in generale, l’assenzio rimase un fenomeno circoscritto all'area della sua origine, ovvero Francia e Svizzera, per molto tempo. Fu invece nella seconda metà del 1800 che la sua diffusione si allargò notevolmente, periodo in cui la popolarità dello stesso raggiunse l'apice. Oltre ad essere degustato nel modo che tutti conosciamo diventò, al contempo, l'ingrediente di molti miscelati un po' per la moda che contagiò un gran numero di bartender (di tutto il mondo) ma anche e soprattutto per la sue caratteristiche di adattabilità che lo rendevano principalmente un ottimo aromatizzante. Ecco perché la quantità che spesso veniva impiegata si limitava a qualche dashes, splash, teaspoon, ecc. ovvero gocce, spruzzate, un cucchiaino.
Una testimonianza del crescente utilizzo dell’assenzio nella miscelazione ci viene riportata, nel testo “Imbibe”, da David Wondrich. A riguardo l’autore fa notare che nell’edizione del 1876 della Bartender’s Guide di Jerry Thomas le ricette di alcuni drink classici vengono inseriti in una nuova versione “migliorata” e classificati/definiti come “improved”. Ad esempio i brandy, gin e whiskey cocktail subiscono una variazione dove in breve il curaçao esce il maraschino entra, viene suggerita l’opzione dell’Angostura in aggiunta al precedente Boker’s (come bitter) e “più importante, c’era un nuovo ingrediente: l’assenzio”. Lo scrittore in seguito evidenzia che negli anni ’70 e ’80 del 1800 l’assenzio era ovunque, come la menta negli anni 2000. Perfino il Manhattan e il Martini cocktail subirono questa tendenza, prendo come esempio le versioni pubblicate rispettivamente da William “The Only William” Schmidt in “The Flowing Bowl”, 1892 e Albert Stevens Crockett in “Old Waldorf Bar Days”, (1931).
Riguardo la tua domanda ci sono molte ricette dove viene aggiunta acqua, come l’absinthe cocktail nelle versioni pubblicate da Jerry Thomas nella Bartender’s Guide del 1887 e da Harry Johnson nel “New & improved bartender’s manual” del 1882, l’absinthe a la Suissesse dove in una ricetta viene indicato di colmare con seltzer e tante altre sul genere. Quelle che si avvicinano di più ad un long drink potrebbero essere le seguenti.

“The World’s” Morning Delight
3 cl di succo di limone, 6 cl di succo di arancia, 2 bar spoons di zucchero, 2 dashes di Kummel, 2 dashes di maraschino, 4,5 cl di assenzio. Shakerare con ghiaccio, filtrare in un bicchiere largo e colmare con seltzer.
William Schmidt in “The Flowing Bowl”, 1891.
Come puoi notare in questa ricetta la quantità di assenzio è considerevole ed insolita simile solo a quella utilizzata negli absinthe cocktail.
“The Worlds” si riferisce al giornale New York World, che fu presente dal 1860 al 1931 ed era gestito da Joseph Pulitzer quando The Flowing Bowl fu pubblicato.

Tea punch
3 cl navy rum, 3 cl succo di limone, 3 teaspoon zucchero, 3 dashes (1 teaspoon) assenzio, tè nero. Versare gli ingredienti direttamente in un bicchiere largo con ghiaccio, colmare con tè nero (freddo). Guarnire con una fetta di limone.
Charles S. Mahoney, Hoffman House Bartender’s Guide, 1912.
Secondo me più interessante.

Ci sono anche delle proposte nella miscelazione futurista, le cui polibibite furono pubblicate nel libro “La cucina futurista” di Marinetti e Fillia nel 1932. Un collega ha recentemente approfondito l’argomento in un libro “La miscelazione futurista”, ci sono due ricette che prevedono l’utilizzo dell’assenzio, Snebbiante e Scintilla anche se in uno di questi si indica un liquore di artemisia. Sono entrambe alcoliche come del resto la maggior parte delle polibibite, queste in particolare fanno parte della categoria degli Snebbianti ed avevano la funzione di liberare la mente dai pensieri per permettere al suo bevitore di prendere importanti decisioni. “Saladin (l’ideatore di queste due bevande) probabilmente era solito bere questa mistura prima di criticare le opere dei futuristi. In questo modo sarebbe stato libero da pregiudizi e preconcetti, visto l’evidente spirito provocatore che lo pervadeva e la consolidata amicizia e stima con molti di essi. Siamo negli anni della psicanalisi e della nascita del concetto di Morale e Super Io: barriere che si potevano abbattere solo con buone dosi di alcol e di erbe come l’assenzio. I futuristi crearono una classe di polibibite atte a questa funzione, riprendendo il nome di quella, che ne è la capostipite.” Lo Snebbiante.
Queste testimonianze sarebbero utili anche per comprendere la diffusione dell’assenzio in Italia, potremmo pensare di approfondire la ricerca.
Riguardo la tipologia di assenzio da utilizzare nella miscelazione potrei suggerire di preferirne uno bianco e di bassa gradazione alcolica, tranne nei casi in cui nella ricetta sia indicata una specifica marca. Il colore neutro ben si adatta a questo uso, abbiamo constatato che assenzi come il Kubler e il Blanchette possono essere delle valide soluzioni.
Ci sarebbe anche quello di Quaglia ma, pur essendo una distilleria seria e competente, credo che in questo caso non si siano attenuti scrupolosamente ai protocolli di produzione di un assenzio autentico. È prodotto per distillazione quindi presumo sia migliore di molti altri presenti in commercio, il prezzo sarebbe interessante. Non avendolo ancora assaggiato attendo il parere di qualcuno che abbia avuto il modo di provarlo.
Ultima Modifica 3 Anni 11 Mesi fa da Jean de Noves.

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4 Anni 2 Settimane fa #176 da mOzO
Risposta da mOzO al topic Long drink a base di assenzio

Carlo ha scritto: Un buon Valdobbiadene va sempre bene, sarebbe da provare con un assenzio molto marcato, tipo Libertine Amer.


Se non ricordo male usai un 1901! ;)

Jean de Noves ha scritto: Ciao Carlo, in effetti è così, ma di seguito ti riporterò qualche rara eccezione..


Grande Gianluca, quante cose interessanti; l'aneddoto sui Futuristi poi mi mancava..
Il Tea Punch mi stuzzica..da provare!

Per quanto riguarda l'assenzio Quaglia anche io non lo conosco..

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4 Anni 1 Settimana fa #178 da Carlo
Risposta da Carlo al topic Long drink a base di assenzio

mOzO ha scritto: Il Tea Punch mi stuzzica..da provare!

Decisamente! E' il prossimo sulla lista. Non sapevo di cocktail a base di tè.

Carlo

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4 Anni 1 Settimana fa #179 da Jean de Noves

Grande Gianluca, quante cose interessanti; l'aneddoto sui Futuristi poi mi mancava..
Il Tea Punch mi stuzzica..da provare!


Grazie Andrea, il Tea Punch cominceremo a proporlo anche noi, l'abbinamento tè e rum è un classico.

Mi è venuto in mente (per rientrare in topic long drinks, sempre se quel che sto per dire rientra nella categoria) che ho bevuto una specie di Death in the Afternoon "italianizzato" che mi piacque molto, anzichè con lo champagne con un Valdobbiadene Cà del Bosco mentre di assenzio ne usai veramente pochissimo, solo per "profumare" il bicchiere! Buono!


Cà del Bosco non si trova a Valdobbiadene :-)

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